35 milioni di budget per la Sky

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Giovedì scorso il Team Sky ha pubblicato, come impone la legge britannica, il proprio consuntivo 2016, il quale ammonta a 35 milioni di euro, contro i 28 del 2015. Le altre squadre non comunicano i propri budget, ma quello del Team Sky è considerato come il più elevato del gruppo, praticamente avendo raddoppiato rispetto il primo anno di attività nel professionismo nel 2010 (16,5 milioni di euro).

Tra gli introiti si può notare come 26,7 milioni provengano da Sky UK, Sky Italia e 21st Century Fox, mentre 3,7 milioni dagli sponsor tecnici Pinarello, Rapha e Shimano. Mentre il costo degli stipendi e dello staff conta 27,7 milioni.

Da notare come Sky UK e 21st Century Fox detengano rispettivamente l’85% ed il 15% della Tour Racing Limited, proprietaria della licenza. Sky Italia è passata da azionista a semplice sponsor già nel 2016.

Nel 2015 il Team Sky aveva un budget in linea, anche se leggermente inferiore, a quello del 2014, mentre nel 2016 il balzo in avanti è notevole, probabilmente propulso dalla vittoria di Froome al Tour e da quella di Poels alla Liegi. La doppietta Tour-Vuelta potrebbe significare un ulteriore progresso.

Tanto per dare un metro di paragone, nel 2015 il budget della Tinkoff è stato di 22,8 milioni, quello della AG2r 14,1 milioni (Sky 29,1 milioni).

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12 risposte a 35 milioni di budget per la Sky

  1. marcomilano 1 ottobre 2017 at 17:44 #

    Se è 2016 più che budget è un consuntivo e la vittoria alla vuelta non è inclusa essendo 2017. Oppure mi sono perso qualche cosa…

  2. Devastazione 1 ottobre 2017 at 17:55 #

    Ma si che vuoi che sia,ti compri 2 F10 e finiscono subito..

  3. fabrylama 1 ottobre 2017 at 19:00 #

    Che sport di poveracci, l’intero budget della sky non si arriva nemmeno all’ingaggio di un ronaldo a caso…

    • Devastazione 1 ottobre 2017 at 19:03 #

      Paragone improponibile. Chi se lo fila il ciclismo alla fine se non 4 gatti..

      • POWDERFINGER 2 ottobre 2017 at 08:47 #

        Non è vero che sono quattro gatti a filarsi il ciclismo, anzi, il nostro è uno sport tra i più praticati. La differenza sta tutta nella sintetizzazione televisiva, il calcio è uno sport molto televisivo, la pallavolo ha cambiato le regole per non andare agli estenuanti vantaggi, lo stesso sta accadendo nel tennis, la Formula1 delibera le regole per adeguarsi alle richieste del pubblico a casa. Nel ciclismo tutto questo non può accadere (nel XCO-MTB qualcosa è stato fatto). Semmai sono le tattiche attuali che stanno spegnendo un po’ di attrattiva, non assistiamo più ad attacchi in salita fin dall’inizio di tappa da parte degli avversari del capoclassifica, oggi, spesso, tutto si riduce agli ultimissimi chilometri, per non dire alle ultime centinaia di metri.

        • Piergiorgio Sbrissa 2 ottobre 2017 at 09:38 #

          Molti praticanti non significa molti spettatori però…
          In definitiva è vero che il ciclismo non è sport spettacolare. E’ “televisivo” solo per quello che riguarda l’eventuale scenografia.

      • aetius 2 ottobre 2017 at 22:50 #

        non e’ proprio cosi’… qualche hanno fa uno studio internazionale aveva calcolato che il ciclismo era lo sport con la il ritorno piu’ alto per ogni dollaro investito dagli sponsor…

        • Piergiorgio Sbrissa 3 ottobre 2017 at 14:13 #

          Stranamente però gli sponsor sembrano non saperlo…visto che sono cosi difficili da trovare. E, tanto per dire, il comitato organizzativo dei mondiali di Bergen, è sull’orlo della bancarotta…

  4. Maxfire 2 ottobre 2017 at 07:45 #

    Tutti questi soldi e non riescono a vincere un Giro D Italia.

  5. renato53 2 ottobre 2017 at 14:56 #

    Gli spettatori ci sono, ai lati delle strade e anche davanti al televisore. Il Tour, se non sbaglio, è un evento sportivo tra i più seguiti a livello mondiale dal vivo e anche in televisione. In italia, secondo me, a livello di notiziari, si parla di calcio, formula uno e qualche volta di moto. Di ciclismo, anche a fronte di risultati importanti, si tace (vedi i recenti mondiali).

    • Piergiorgio Sbrissa 2 ottobre 2017 at 15:00 #

      Il tour o il Giro non sono il ciclismo. Sono 3 settimane di festa e promozione del territorio da parte degli enti locali che infatti pagano per avere partenze ed arrivi di tappa. Il resto dell’anno, Paris-Roubaix e Fiandre a parte, è poca roba.

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