Freni a disco: la storia infinita

Riprende ancora la saga dei freni a disco, con questa volta una lettera dell’associazione corridori professionisti (CPA), presieduta da Gianni Bugno, indirizzata all’UCI con la quale si domanda la sospensione dell’autorizzazione all’uso in corsa dei freni a disco per questioni di sicurezza.

Secondo la CPA circa 600 corridori sarebbero d’accordo sulla sospensione. La richiesta è quella di trovare delle soluzioni contro i rischi di tagli e bruciature. Per ora l’unica soluzione implementata è stato l’arrotondare i bordi dei dischi (Shimano e SRAM).

Paul Voss, rappresentante della CPA per la Germania, ha aggiunto alle questioni di sicurezza l’argomento che non tutte le squadre ed i produttori di bici e/o componenti sono pronti all’introduzione dei freni a disco, sia per una questione di budget (la logistica per gestire i due standard diventa onerosa) che proprio di disponibilità di prodotti, e che pertanto sarebbe auspicabile l’introduzione per tutti dal 2019.

A presto per una nuova puntata dell’appassionante saga.

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23 risposte a Freni a disco: la storia infinita

  1. Marco Toniolo 15 febbraio 2017 at 09:42 #

    che banda di vecchie zitelle

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  2. sheik yerbouti 15 febbraio 2017 at 09:53 #

    come quando non volevano il casco,

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    • ThomasT 15 febbraio 2017 at 21:55 #

      Condivido pienamente. Comunque per aumentare la sicurezza dei corridori oltre a non omologare i dischi, toglierei anche il casco ed aumenterei auto e moto al seguito del gruppo visto che di problemi quest’anno non ne hanno creato neanche uno…

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  3. pietro1973 15 febbraio 2017 at 09:55 #

    che spettacolo deprimente, prima parlano della sicurezza x poi scoprire che tutti non sono pronti pertanto e’ solo un discorso di money.

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  4. daybyday 15 febbraio 2017 at 09:57 #

    lunga vita al caliper !!!!!

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  5. BrunoDM 15 febbraio 2017 at 10:04 #

    Quindi il prossimo rinvio ci sarà nel 2019…
    .

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  6. Devastazione 15 febbraio 2017 at 11:22 #

    Se li dovessero vietare fino a data da definirsi sono TROPPO curioso di vedere che bici userà Specialized per la Parigi Roubaix,troppo curioso !

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  7. trabocco 15 febbraio 2017 at 11:44 #

    e tutto marketing i prof non li vogliono ma le case puntano sul scimmiottamento dei amatori x cambiare ogni singolo componente ,telaio gruppo,ruote

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  8. pupaz77 15 febbraio 2017 at 15:46 #

    Da possessore di 2 bici una con caliper direct mount e una con dischi (entrambe da strada) devo dire che per la mia modesta esperienza i dischi frenano sempre meglio in tutte le condizioni: un po’ meglio sull’asciutto e decisamente meglio sul bagnato (almeno se paragonati a piste frenanti in carbonio). Quello che però fa la differenza non è tanto la potenza frenante ma la modulabilità e sotto questo aspetto non c’è storia – DISCHI TUTTA LA VITA.

    Unico handicap il peso: la bici con i dischi pesa almeno almeno 800 gr in più di analoga bici in versione caliper: ma quello che ti tolgono in salita te lo ridanno in discesa.

    Quindi se i pro non li vogliono è semplicemente perchè non tutte le squadre possono o vogliono investire nei dischi se non obbligate.

    Poi lasciatemi dire la mia sulla sicurezza: se esplode un tubolare in discesa d’estate e ti si scolla perchè la pista frenante è diventata rovente credo che la conseguente caduta sarebbe alquanto rovinosa o sbaglio?!? Nelle gare di mtb non è che si veda gente affettata ad ogni caduta anche in gruppo

    I pro fanno bene a non volerli per un solo motivo: o li hanno tutti o è meglio che non li abbia nessuno, perchè sono davvero un componente che può falsare il risultato di una corsa.

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  9. mostrino2 15 febbraio 2017 at 19:17 #

    Credo che i professionisti non abbiano una gran spinta per usare i dischi semplicemente perché usano poco i freni e gli appesantiscono la bici… Gli amatori più pesanti di corporatura ritengono forsedi essere più sicuri sotto l’acqua… Ma da amatore sono un po’ perplesso I dischi sulla mountain-bike lavorano su una ruota molto larga ed un ammortizzatore che smorza il colpo secco della pinzata .nella bici da corsa non c’è ammortizzatore e la ruota e più stretta… Mi fa un po’ paura pensare quando si è in una gran fondo tutti molto vicini come spesso capita nelle prime fasi Con un terreno bagnato vedere una di quelle belle pinzate di gruppo tra inesperti.. sai che mucchi !!

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    • Bullet 15 febbraio 2017 at 20:16 #

      Con terreno bagnato la modulabilità e la frenata con i dichi e nettamente superiore!! Ruote larghe o strette, bagnato o asciutto, i freni a disco sono nettamente superiori!! 15 anni che li uso in mtb e un anno con la BDS, in discesa io freno 6/7 metri dopo quelli con freni tradizionali, modulabilità mostruosa, arrivi ad avere una efficenza frenante incredibile senza bloccare le ruote! Per non parlare poi del confort, scendi dai passi dolomitici frenando con un dito/zero fatica! Purtroppo i Pro sono mentalmente ottusi, questa è la verità, la maggior parte di loro anno a disposizione le bici con freni a disco, ma non si prendono neppure la briga di provarle! Sono semplicemente “Ottusangoli!”

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    • doduz 16 febbraio 2017 at 11:34 #

      > Credo che i professionisti non abbiano una gran spinta per usare i dischi semplicemente perché usano poco i freni

      Usano poco i freni? Io direi che più vai forte e più ti servono dei freni efficienti (soprattutto in gara, soprattutto nelle lunghe discese, soprattutto col bagnato).

      > Ma da amatore sono un po’ perplesso I dischi sulla mountain-bike lavorano su una ruota molto larga ed un ammortizzatore che smorza il colpo secco della pinzata .nella bici da corsa non c’è ammortizzatore e la ruota e più stretta

      La ruota della MTB è più larga ma, dato il tipo di terreno, il grip è molto inferiore rispetto alla BDC su asfalto. E’ proprio per questo che servono dei freni più modulari (che evitano il più possibile il blocco da pinzata).

      I freni a disco sono il futuro sulla BDC come lo sono stati sulla MTB e su tutti i veicoli con le ruote. Se i professionisti ritengono di non doverli utilizzare peggio per loro!

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    • Tronicox 3 marzo 2017 at 08:48 #

      Aria fritta quella che proponi.

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  10. pilade66 15 febbraio 2017 at 19:52 #

    Che noia. Che palle con ‘sti freni! E se piove…e se cadi…e se scoppi…mamma mia sembra una discussione calcistica…

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  11. amarone 15 febbraio 2017 at 19:57 #

    No, no, vi prego, non diventiamo come quelli del calcio…!

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  12. joe66 15 febbraio 2017 at 20:30 #

    Se la mettiamo sulla difficoltà di gestione in corsa e dei materiali e del bdg ok.
    Ma più pericoloso dei denti di una corona ditemi voi cosa
    C’è?

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  13. samucozza 15 febbraio 2017 at 22:32 #

    Prima di parlare diversi professionisti dovrebbero provare questi benedetti dischi …

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  14. jaja 16 febbraio 2017 at 21:33 #

    Ne conosco qualcuno di professionista e sono tutti a favore, mi sa che sono le grosse case che non sono pronte,
    Ma al di la dei soliti discorsi io l’ ho acquistata da poco una izalco con dischi e sono contentissimo….ma che voi sappiate posso correre tranquillamente gran fondo come Sportful,Mont Blanc ecc. ?grazie

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  15. tenimodi 16 febbraio 2017 at 23:31 #

    Dopo il periodo di prova (interrotto) dell’anno scorso, i corridori avevano fatto 3 richieste all’Uci per l’utilizzo dei freni a disco:
    – arrotondare i bordi dei dischi
    – creare una protezione per evitare tagli e bruciature
    – l’utilizzo da parte di tutto il gruppo e non solo da alcuni
    Hanno provveduto ad una sola richiesta (e forse quella che migliora meno il livello di sicurezza) e quindi giustamente i corridori hanno richiesto nuovamente la sospensione a tutela della loro sicurezza.
    Dov’è lo scandalo?
    I lavoratori non protestano e scioperano per avere posti di lavoro più sicuri, i corridori fanno uguale.
    Così come hanno richiesto un nuovo regolamento più severo per i mezzi al seguito delle corse.

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    • Concept 17 febbraio 2017 at 18:46 #

      Condivido in pieno.
      Oltretutto, mi pare che stiamo parlando di seicento (600 !) corridori che ritengono questi aggeggi pericolosi… e siccome la pelle è la loro, dovremmo rispettare la loro richiesta senza tante dietrologie.
      Se poi a noi turisti o dilettanti o amatori piace avere la bici con i gommini o con l’affettatrice è un altro discorso…
      Ognuno è libero di fare ciò che più gli aggrada.

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