[Test] CycleOps Magnus Trainer

Turbo Trainer, gli italici rulli, croce e delizia di ogni inverno ciclistico. Nello specifico abbiamo provato il Magnus della CycleOps.

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Si tratta di un Turbo Trainer della tipologia non diretta, quindi con realmente un “rullo” su cui appoggiare la ruota posteriore per muovere un volano. Un volano che nello specifico pesa 1.17kg, per un peso complessivo dell’unità di 11Kg. A fronte quindi di un volano non particolarmente pesante il peso complessivo da l’idea della robusta costruzione del Magnus, che in effetti è costruito con un tubolare in alluminio molto stabile. Il montaggio richiede 5 minuti non di più. Nella confezione si trovano due viti da avvitare per bloccare l’unità motore-volano sul treppiede ed una per la manopola per il serraggio.

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Sul telaio, da un lato, è presente il pistone di blocco del telaio della bici, posizionabile su tre differenti larghezze: 130, 135 e 142mm, per una totale compatibilità con i carri in commercio.

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Dall’altro lato un altro pistone con una lunga e comoda manopola per forzare in posizione il telaio della bici. La lunga leva consente una ottima chiusura senza grande sforzo.

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La parte elettronica fornisce piena compatibilità Bluetooth 4.0 e ANT+ FE-C (Fitness Equipment Control). Il rullo per funzionare deve essere collegato alla rete elettrica. Le varie prese USA e UK in dotazione tradiscono la costruzione Made in USA del Magnus, ma ovviamente è compresa quella compatibile con le prese nostrane. Una volta collegato una luce blu si diffonde dalla griglia dell’unità.

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Per montare la bici sul Magnus è imperativo utilizzare lo sgancio rapido compreso, il quale ha un’estremità con testa conica della misura e forma idonea ad inserirsi nel telaio del Magnus.

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Una volta bloccato il telaio della bici sul Magnus, si ruota il pomello giallo per far aderire il rullo al copertone sino ad udire un Click. IMG_2942-31

A questo punto si è praticamente pronti all’allenamento. Manca solo l’accoppiamento con il vostro PC o strumento elettronico compatibile, tablet, smartphone, ciclocomputer che sia.

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L’unità elettronica del Magnus è di derivazione Powertap, consociata della CycleOps, quindi attraverso la App specifica è possibile, e consigliato, aggiornare il Firmware prima di iniziare ad utilizzarlo.

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A questo punto si può tranquillamente cominciare ad utilizzare il Magnus con tutti i software più utilizzati oggi, come i vari Zwift, Sufferfest e TrainerRoad, o comandandolo tramite un Garmin o il software di casa CycleOps, il Virtual Trainer.

Per quanto riguarda le capacità del motore, il Magnus ha una resistenza elettromagnetica che simula salite sino al 15% ed un’elettronica resistente sino a 1500W di potenza di picco. La precisione del cicloergometro è di +-5%. In linea con altri prodotti simili, come lo Snap di Wahoo.

La fluidità della pedalata, e quindi il realismo della stessa, è chiaramente dipendente dalla massa del volano, che nel caso del Magnus non è molta, anche se identica a quella del Bushido Smart di Tacx. Questo combinato con un solo elettromagnete per la resistenza si traduce in una pedalata non proprio fluidissima quando la resistenza aumenta per l’appunto. E questo ne fa risentire anche la precisione della lettura della potenza. Anche se i dati poi, sono sovrapponibili a quelli ottenuti da pedali Powertap P1 utilizzati in contemporanea. Nel complesso, da questo punto di vista, è molto simile al Bushido. Utilizzatori evoluti molto esigenti sulle proprie tabelle e Watt probabilmente dovranno orientarsi su rulli con volani più massicci (anche se poi avranno il problema di cali repentini della potenza smettendo di pedalare).

Nel complesso il Magnus è un buon rullo, costruito in modo robusto e di facile installazione, con ottime e stabili app per aggiornamenti ed allenamenti. Forse (non ho misure precise) un pelo più silenzioso del concorrente Bushido, e con una costruzione un po’ meno “plasticosa”.

Nella confezione sarebbe auspicabile fosse compreso il supporto per la ruota anteriore.

Prezzo listino: 749eu

Sito

 

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6 risposte a [Test] CycleOps Magnus Trainer

  1. jacknipper 11 gennaio 2017 at 17:32 #

    imho prezzo fuori mercato

  2. silvershadow 11 gennaio 2017 at 17:35 #

    va beh sappiamo che i prezzi di listino lasciano il tempo che trovano.
    Comunque non capisco le filosofie dei produttori di questi oggetti: un volano da 1.1kg? Ma chi hanno come consulente Obree che ai rulli toglieva i volani apposta?

    Con cosi’ poca massa volanica sono completamente irrealistici, con quindi la necessità di un reclutamento muscolare diverso durante l’arco della pedalata, cosa che poi non aiuta in strada (a parte casi particolari)

    Contenti loro

  3. ronny1 11 gennaio 2017 at 18:28 #

    silvershadow.. .. allora dici meglio una spin bike con volano da 20 kg?

  4. silvershadow 12 gennaio 2017 at 10:12 #

    Sicuramente si, almeno per me

    L’inerzialità dell’andare in bici è intrinseca nel moto.

    Il ridurla porta alla necessità di modificare il pattern di utilizzo delle fibre muscolari durante l’atto della pedalata.Questo fa si che sul rullo si finiscano ad usare muscoli in modo differente ed essi non necessariamente saranno nuovamente utilizzati nello stessso modo quando si ripasserà in strada.

    Inoltre, a patto che la temperatura dell’ambiente in cui si lavora indoor sia correttamente definita e che la ventilazione sia sufficiente, normalmente la RPE aumenta al diminuire dell’inerzialità del rullo.

  5. Gabrireghe 12 gennaio 2017 at 17:33 #

    meglio questa tipologia di rulli o quelli a trasmissione diretta dove si deve montare una cassetta e agganciare il telaio smontando la ruota posteriore?

    • Piergiorgio Sbrissa 12 gennaio 2017 at 18:20 #

      In linea di massima quelli a trasmissione diretta sono migliori a mio avviso.
      Se l’utilizzo dei rulli è occasionale o giusto in alternativa alle uscite col brutto tempo quelli per copertone vanno bene.
      Se invece si utilizzano molto e/o fanno parte integrante di una preparazione specifica meglio andare di direct-drive.

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