[Test] Ruote Mavic Ksyrium Pro UST

Mavic è entrata nel mondo tubeless con molta cautela, ed attendendo che lo standard ERTRO e l’utilizzo dei copertoncini 25mm fosse diffuso. Ad inizio anno la casa francese ha lanciato quindi una gamma di ruote e copertoncini, infatti ormai Mavic propone il sistema integrato.

Eccoci quindi al test delle Ksyrium Pro UST, un vero cavallo di battaglia di Mavic, che si pone grossomodo nella sua nutrita gamma che conta ben 15 modelli solo in versione Tubeless, dai venerabili cerchi Open Pro aggiornati, alle Ksyrium Pro Carbon SL da 1390gr.

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Le Ksyrium Pro sono il classico paio di ruote tuttofare, che spesso vengono scelte dagli amatori come upgrade rispetto a ruote di primo montaggio per un utilizzo a 360°. Il peso è tipico di questa categoria, con 1450gr senza sganci. Le ruote vengono vendute complete dei copertoni Yksion Pro Ust da 25mm, che sono prodotti su licenza da Hutchinson con la nuova mescola Storm11.

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I copertoni ovviamente vengono montati senza liquido sigillante/antiforatura. Questo è compreso nella confezione, con un flacone da 120ml. La prima operazione da fare, oltre al classico montaggio della cassetta, è inserire il liquido all’interno del copertone. Per fare questo va svitata la valvola e poi inserito il beccuccio del flacone, per poi “spremerlo” sino a versare la quantità voluta. Un lato del flacone è graduato, quindi è molto facile inserire la giusta quantità, che per Mavic è di 30ml a copertone. Il flacone può servire quindi a 4 riempimenti.

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Per il resto le ruote presentano le classiche caratteristiche tecniche dei cerchi Mavic, come la fresatura tra raggio e raggio. Raggi, 18 ant. e 20 post., che sono in Zicral, materiale introdotto dalla casa di Annecy ormai 15 anni fa circa, e che da allora hanno sempre fatto bene il loro lavoro.

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I mozzi sono in alluminio con cuscinetti autoregolanti e ruota libera Instant Drive 360. La cui manutenzione ordinaria è estremamente facile, potendo estrarre il perno semplicemente tirandolo verso l’esterno, e potendo accedere cosi alla ghiera di ingaggio dei denti per pulizia e lubrificazione.

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La pista frenante è la UB Control, altro cavallo di battaglia di Mavic da anni, per una perfetta rettificazione delle stesse.

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I copertoni Yksion UST da 25mm sono perfetti per dimensione rispetto ai cerchi con canale interno da 17mm.

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Prova

Tra i vantaggi decantati da Mavic per la propria soluzione tubeless c’è la facilità di montaggio e smontaggio, oltre alla perfetta sigillatura dei copertoni sul cerchio, per cui sarebbe persino superfluo il liquido.

Alla prova dei fatti è vero che il montaggio degli Yksion sulle Ksyrium è davvero facile. É un’operazione che si può tranquillamente fare a mano senza sforzi e senza levette. Al massimo basta bagnare un po’ i fianchi con acqua saponata. Come detto, anche l’operazione di inserimento del liquido è a prova di principiante. Meno vero il fatto che non sia necessario. Aldilà dell’utilità nel sigillare eventuali piccoli fori, senza sigillante i copertoni perdono di pressione dopo un po’ di ore. Non nella stessa misura tra i due copertoni, ma quantomeno richiedono di essere messi alla corretta pressione prima di ogni uscita giornaliera. Con il liquido sigillante invece tengono la pressione indefinitamente. Anche dopo una settimana li ho sempre trovati alla corretta pressione.

Altra cosa veritiera rispetto a quanto dichiarato da Mavic è la facilità di metterli in pressione da sgonfi. Con una normale pompa da pavimento si riesce a farli tallonare senza problemi. Pur non avendo mai sentito lo “schiocco” tipico dei cerchietti che entrano nel “gancio” dei cerchi, una volta mandati alla pressione voluta non hanno mai perso pressione.

Lo smontaggio è un’operazione per cui chi scrive ha invece dovuto utilizzare le levette. Non avendo mani molto forti è probabile che qualcuno riesca anche smontarli senza. In ogni caso è un’altra operazione molto facile.

Venendo ai vantaggi del tubeless, sono quelli che dovrebbero ormai essere noti: basse pressioni di gonfiaggio, miglior comfort, ottimo grip e trazione ed impossibilità di pizzicare (visto che non c’è la camera d’aria). Tutti aspetti riscontrati anche col sistema Mavic del test. Anche se devo dire che utilizzandoli a 6bar all’anteriore (77kg il peso del tester), in curva in discesa li ho trovati un po’ cedevoli, facendo perdere un po’ di precisione nella percorrenza di curva. Cosa che si può facilmente correggere aumentando le pressioni, ma perdendo un pochino delle altre caratteristiche come il comfort.

In compenso non ho mai bucato. Dopo un migliaio di chilometri prevalentemente di salita e discesa lo stato di usura dei battistrada era praticamente nuovo. In un periodo-chilometraggio analogo ho bucato 2 volte con dei Vittoria Corsa tubelessizzati, per confronto (anche di fortuna/sfortuna…).

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Buone ruote quindi, robuste e per un utilizzo All-Round, anche se ai 1450gr delle ruote nude vanno aggiunti i copertoni, da me pesati a circa 260gr, più il liquido sigillante e sganci, che porta il totale a praticamente 2kg. Il risparmio di peso rispetto una versione camera è minimo dunque.

120kg il massimo peso, bici compresa, consigliato da Mavic.

949eu il prezzo (ma i prodotti Mavic si trovano con sconti abbondanti rispetto il listino, come qui)

Sito Mavic

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8 risposte a [Test] Ruote Mavic Ksyrium Pro UST

  1. flavio-resana 10 agosto 2017 at 07:00 #

    guardiamo i pochi grammi di differenza quando in realtà quello che dovrebbe essere chiaro è la facilità e la gestione di forature e quant’altro per un amatore che non ha velleità agonistiche.
    Tanti si ostinano ad usare i tubolari poi li vedo la domenica mattina costretti a chiamare a casa od amici per farsi venire a prendere…capita di forare, è una questione di fortuna spesso (o sfortuna) ed io che da anni corro coi tubeless non ho mai dovuto chiamare per farmi venire a prendere.
    nel caso estremo si inserisce la camera d’aria e si riparte.
    cmq ottima Mavic, sembra davvero la soluzione del futuro il tubeless

    • frejus82 10 agosto 2017 at 11:17 #

      Io in 10 anni di tubolari (Continental competition) ho forato 1 volta passando su una bottiglietta di birra frantumata. Gli amici con Tubeless e copertoncino ogni tanto sono a piedi.
      Ognuno faccia le sue riflessioni prima di fare commenti molto di parte.

      • ibondio 10 agosto 2017 at 11:50 #

        In linea di principio tra TL e tubolare hai le stesse probabilità di forare, a mio parere con i primi la riparazione è più agevole.

    • harlos 10 agosto 2017 at 17:46 #

      quando correvo si usavano solo tubolari e non c’era ne il gonfia e ripara ne il cellulare, ma sotto il sellino avevo almeno un tubolare di scorta serrato con il cinghietto del fermapunta… sempre tornato a casa.

  2. Andrea Sicilia 10 agosto 2017 at 07:55 #

    Le Mavic, sono spesso belline esteticamente (alcune molto belle), ma avendone avute 2 da mtb e una da bdc, non ne ho mai apprezzato molto l’efficienza dei mozzi, spesso da dover (anche da soli, non dal mecca) manutenere perchè con giogo o perchè la ruota libera non scorre bene (quelle da mtb). Mi fiderei meno a prenderle usate rispetto ad altre.
    Il prezzo che costano,quindi non quello di listino, imho è meno vantaggioso nel rapporto con altre a parità di livello. Il fischio insistente che i modelli caliper a volte hanno in frenata un’altra cosa che poco mi convince.
    Riguardo ai tubeless, nella configurazione del test, il risparmio rispetto alla versione camera c’è (il tubolare per me per un amatore è un nosense). 260 gr in versione 25 non sono molti e credo, per aver sulla mia attuale bici degli Yksion, che siano anche di ottima fattura come grip e resistenza. Aggiungendo anche 30/40 gr. di lattice, il peso resta comunque inferiore all’accoppiata camera/copertoncino.
    Non sono troppo d’accordo sulla questione grip/trazione. In mtb vale e in generale in mtb il tubeless è un qualcosa di irrinunciabile. Bdc +grip secondo me serve in un caso su 10.000 (almeno per le strade che percorro io che non saranno troppo diverse da quelle dei comuni amatori), ma corrisponde come è ovvio a minor scorrevolezza, che invece in bdc è molto più importante. Quindi si al tubeless per evitare pizzicature e soprattutto i maledetti vetrini e sassetti che si infilano nel copertone bucandolo con la rotazione soprattutto quando è umido che si attaccano al battistrada, ma solo se si riesce ad avere un peso non eccessivo e un prezzo decente oltre ad una scelta vasta, cosa che forse ancora non è. Soprattutto in condizioni di asciutto, non mi piace il copertone non sufficientemente gonfio in curva. Mi dà l’idea di un comportamento più uniforme.

  3. Cippal 10 agosto 2017 at 19:08 #

    Una precisazione : lo standard è ETRTO.
    Per la tecnologia tubeless credo che nel suo complesso , cioè l’accoppiata cerchio/pneumatico , richieda ancora un po’ di sviluppo soprattutto lato coperture.
    I produttori di ruote , soprattutto per le sinergie legate all’abbattimento dei costi di produzione, hanno tutti a catalogo cerchi tubeless o tubeless ready,.
    Al contrario molti produttori di pneumatici ancora non ci “credono” in pieno , a torto o ragione.
    Quindi poca scelta e prezzi alti.

  4. velocity 11 agosto 2017 at 20:08 #

    Mavic un disastro con i mozzi e i corpetti….Sia Mtb che Corsa solo brutte esperienze senza venirne mai a capo inoltre con l’assistenza in Francia è come avere a che fare con un plotone di sordomuti….

  5. crazibyke 12 agosto 2017 at 17:03 #

    fulcrum ragazzi.da anni le uso ho avuto le 5 le 1 e le racing light tubolare.adesso ho le 3 copertoncino.mai avuto un problema .ho avuto anche mavic le prime ksyrium.nere con scritte argento e devo dire che andavono molto bene .poi le ultime ksyrium quelle anniversaire mi hanno dato dei problemi di rumorosita ai raggi e le ho date indietro.per la questione tubolare tubless cop.ci sono mille discussioni nel forum.se si desidera la prestazione si deve andare sul tub.la praticità sul cop.

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