Come vestirsi d’inverno

Come vestirsi d’inverno

10/01/2018
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10/01/2018

Il riscaldamento globale probabilmente renderà inutile a breve articoli come questo, ma vale la pena di fare un po’ il punto sulle possibilità date dal moderno abbigliamento nella pratica del ciclismo. A molti giovani e neofiti potrà sembrare scontato, ma i progressi fatti dall’abbigliamento negli ultimi, diciamo, 15 anni, hanno stravolto le possibilità di pedalare anche con tempo inclemente.

Sino ai primi anni ’80 l’abbigliamento del ciclista era composto dalle maglie di lana e dai pantaloncini con la pelle di daino, ovvero una vera pelle di daino utilizzata come fondello, che col tempo si rinsecchiva e diventava dura, pertanto andava ammorbidita con una crema. Creme che alcuni marchi high-end continuano a proporre anche per i moderni fondelli in materiale sintetico. Le maglie di lana svolgevano bene il loro lavoro, essendo adatte ad un range di temperature veramente ampio, ed avendo la proprietà di non assorbire gli odori. Quando pero’ le temperature si fanno rigide e si affrontano anche discese la lana mostra tutti i suoi limiti, non isolando dall’aria, a meno di non raddoppiarla o triplicarla in vari strati. Questo però vi porterà a sudare e rimanere bagnati in salita, con i vostri strati pesanti come giubbotti antiproiettile, per poi congelarvi in discesa. Tant’è che nei tempi eroici del ciclismo, spesso, i mesi invernali erano off-limits per pedalare.

Da metà anni ’80 sino ai primi anni ’90 del secolo scorso sono apparsi i primi tessuti antivento, spesso tinti in colorazioni psichedeliche come imponeva la moda di allora, in particolare nel nascente mondo Mtb. Questi tessuti avevano però il lato negativo di essere totalmente non traspiranti, quindi all’interno di questi scafandri fluo si rimaneva bagnati come se avesse piovuto in ogni caso.

Poi arrivarono i signori Wilbert e Robert Gore dagli Stati Uniti con la loro invenzione, il Gore-Tex, un tessuto composto da Teflon stirato, che permette di agli indumenti di essere traspiranti, ma idrorepellenti, non facendo passare le gocce d’acqua più grandi dei fori del tessuto, ma di far fuoriuscire il vapore acqueo prodotto da chi lo indossa.

Da allora il Gore-Tex si è raffinato in una moltitudine di versioni sempre più evolute, andando a comporre praticamente ogni accessorio, dalle scarpe ai berretti, ai guanti. Combinato con altri moderni tessuti più o meno termici viene ora offerto in una lista infinita di capi di abbigliamento adatti a qualunque condizione atmosferica. Sino ai giorni nostri, o meglio sino alla celeberrima Milano-Sanremo 2013, quando ha fatto la sua apparizione la Gabba, la giacca nera usata da mezzo gruppo Pro, che ha subito solleticato milioni di amatori. Frutto della collaborazione tra l’italiana Castelli e la GORE, la Gabba è composta da un tessuto “4-way stretch Windstopper X-Lite Plus” antivento, idrorepellente e soprattutto che consente un taglio molto aderente. Da allora anche questo tessuto si è evoluto ed è stato copiato in mille modi diversi e declinato in altrettante varianti adatte ad ogni range di temperature. Finiti quindi i tempi in cui bisognava imbacuccarsi come Sherpa nepalesi. Oggi è possibile vestirsi relativamente leggeri, e non impediti nei movimenti, senza soffrire (troppo) il freddo.

Vediamo alcuni di questi prodotti.

Abbigliamento

Senza dubbio oggi è nota l’importanza dell’intimo, o Base Layer, in inglese. L’offerta è ampia e consente di affrontare quasi ogni temperatura, rimanendo praticamente asciutti a contatto con la pelle. Personalmente preferisco indumenti compressivi o moderatamente compressivi, per evitare sfregamenti sulla pelle più che altro. Un maglia maniche lunghe che consiglio è la Santini Wool, in tessuto misto lana, poliammide e Elastan. Più compressiva è la maglia Energizer della X-Bionic. A prezzo decisamente più abbordabile, ma comunque efficace la maglia Aerofit 920 di B’Twin. Sopra la maglia intima si possono mettere vari strati di altri indumenti, a dipendenza della temperatura. Una protezione antivento d’inverno è a mio avviso comunque obbligatoria. Ottima scelta può essere la giacca Castelli Alpha ROS, in pratica la versione invernale e termica della famosa Gabba. Simile, un po’ meno pesante, la GORE Power WS SO.  Per chi vuole spendere meno, ma restando su materiali di qualità consiglio la Casey di Bicycle Line. Nel caso il tempo sia piovoso o molto umido si può pensare di coprire queste giacche con una mantellina antipioggia. L’unico problema sarà la taglia, visto che se usate quella estiva, con addosso già 2 strati di indumenti vi legherà almeno i movimenti. In questo periodo di saldi si possono trovare buone offerte per prodotti che possono fare al caso, come la giacca Drun di Santini. Nel caso vogliate qualcosa di anche molto traspirante GORE è sempre un’ottima scelta, come per la giacca GORE Oxygen, ma con prezzo conseguente. Idem per la Pro Race Cape di Rapha. Per quanto riguarda la parte bassa del corpo, ovvero i pantaloni, la scelta dipende molto dal tipo di attività che si svolge. In linea di massima d’inverno non si fanno uscite lunghissime sottozero, quindi dei buoni pantaloni termici possono fare al caso, magari se trattati in modo idrorepellente, come i Santini Vega 2.0 da noi recentemente testati. Se invece non vi fate mancare niente, anche la randonnée natalizia, meglio andare su prodotti “blindati”, ma dal costo conseguente, come gli Assos LL.bonka S7. O per rimanere su marchi premium, i Rapha Deep Winter Tights. In generale preferisco spendere un po’ di più per i pantaloni che per altri indumenti, in quanto l qualità deve essere buona, sia per fondelli che per cuciture, senza oltretutto avere la possibilità di “raddoppiare” gli strati come per la parte superiore del corpo.

Accessori

Vengono quasi sempre inseriti nella categoria accessori, ma d’inverno non lo sono per niente, anzi, sono vitali. Mani, collo e piedi sono parti che è indispensabile proteggere bene, altrimenti le uscite possono rivelarsi una pena o una vera tortura, con mani e piedi congelati. Per quanto riguarda i guanti dipende molto dalla temperatura a cui si pedalerà. Guanti molto pesanti offrono buona protezione, ma impediscono i movimenti delle dita, impacciando le cambiate (o rendendole difficili se usate Shimano DI2), quindi un consiglio è quello di utilizzare sottoguanti in seta e sopra guanti non troppo spessi, o magari in neoprene se non fate uscite troppo lunghe. In questo modo si è al caldo e riparati dall’acqua eventuale. I sottoguanti in seta si trovano un po’ dappertutto a prezzi modici. Guanti in neoprene anche, come i Castelli Diluvio per rimanere su marchi stra-noti. Non sottovalutate i guanti a manopola se la temperatura è rigida. Da anni uso un modello della SealSkinz con cui mi trovo molto bene. Simile a quello a catalogo ora. Se invece volete proprio giocarvela sul sicuro date un’occhiata ai guanti riscaldati della Ekoï, modello Heat. Per quanto riguarda le calze, consiglio dei classici calzettoni alti in lana, da sci. Tengono caldo, non puzzano e sono eterni o quasi. Lascerei perdere modelli particolarmente sofisticati, ma che nella mia esperienza servono praticamente a nulla, come le calze FuguSpeer della Assos. Idem per i soprascarpe molto spessi, come quelli in neoprene: aumentano di molto l’ingombro della scarpa e spesso si finisce per sverniciare o rovinare le pedivelle se sfregano, oltretutto la protezione nella parte inferiore è scarsa, visto che servono comunque i fori per far passare talloni e tacchetti. Se li indossate sopra le scarpe estivi, magari con mille utili feritoie per l’estate il risultato non sarà dei migliori. Meglio orientarsi su scarpe specifiche invernali, con interno in Gore-TEX, suole senza feritoie e ghetta in neoprene per coprire la parte superiore, la punta e la caviglia. Io uso le Mavic Ksyrium Pro Thermo, che consiglio, o le Fizik X5 Artica. Da non disdegnare anche i modelli da Mtb (compatibili solo con pedali Shimano SPD però) che hanno suole tacchettate che consentono di minimizzare i danni a suole e tacchette nelle pause caffè riscaldanti o al semaforo se le strade sono sporche di sale o brecciolino, come le Northwave Raptor GTX. Per quanto riguarda collo e faccia, ci sono una miriade di prodotti adatti allo scopo, da scaldacollo specifici, alle fasce tubolari multisport, ai passamontagna da rapinatori di banca. Idem per la testa, anche se l’ideale per climi molto freddi sono i berretti “alla belga”, con frontino e coperture per le orecchie. Oggi in commercio ci sono molti modelli anche con pannelli in materiale antivento per la fronte.

Per chiudere, suggerisco due “trucchi”, forse già noti, per combattere il freddo ai piedi e la pioggia nelle scarpe. Uno è mettere un po’ di comunissima ed economica carta stagnola sopra le calze sulla punta dei piedi. Il banale alluminio che si usa per avvolgere l’arrosto da mettere in forno. Basta fare lo stesso sulla punta dei piedi cercando di non creare pieghe che potrebbero essere fastidiose. Mentre per la pioggia qualunque scarpa o copriscapra, non importa quanto spessa ed ermetica, ha un punto debole: le tacchette ed i fori delle viti. Se piove molto l’acqua entrerà, non c’è scampo. Alla cosa si può ovviare calzando i sovrascarpe da ospedale, che si comprano nei negozi di sanitaria o anche in farmacia in pacchi da numerosi pezzi  (100 mediamente). Sono fatti di plastica molto sottile e si possono calzare  sopra la scarpa. In questo modo si andrà a coprire la parte inferiore della stessa compresa la tacchetta. Poi sopra si può calzare il copriscarpa. Questi sovrascarpe ospedalieri essendo sottili permettono di agganciare la scarpa al pedale rendendo waterproof anche la suola. L’unica accortezza è nell’aggancio, per cui si deve fare attenzione a non romperli. Questo sistema funziona con tacchette Look. Le Shimano, essendo larghe di lato tendono a romperli, idem le Time e le Speedplay, troppo profonde ed in metallo.

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ulau75
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Ser pecora

Come vestirsi d'inverno
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Consigli per gli acquisti in tempo di saldi su come vestirsi durante la stagione invernale
Continua la lettura….

Quella della stagnola non la sapevo, sabato faccio un test

Sent from my [device_name] using BDC-Forum mobile app

renato53
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Per quanto riguarda la protezione delle mani suggerisco di valutare i guanti per lo sci di fondo. Per quanto riguarda le scarpe, ho visto che alcune ditte propongono dei prodotti con soluzioni utilizzate proprio nelle calzature per lo sci di fondo.

maurocip
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quella della stagnola sarà la mia prossima prova con i giorni più freddi…

bianco222
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bianco222

Io mi trovo meglio con la pellicola. Sento che si avvolge meglio al piede e ho una sensazione più “morbida”. Provale entrambe e poi mi dici!
P.S. Certo che letta così sembra una discussione tra massaie al forum del pesce arrosto: “la pellicola meglio della stagnola!”

jack.ciclista
Member
jack.ciclista

Nella parte frontale del petto il foglio di giornale sotto alla giacca aiuta sempre parecchio, assorbendo il sudore e creando una ulteriore barriera al vento

CHIAPPA
Member

ulau75 Quella della stagnola non la sapevo, sabato faccio un test Sent from my [device_name] using BDC-Forum mobile app maurocip quella della stagnola sarà la mia prossima prova con i giorni più freddi… Per i piedi … soluzione che dal punto di vista economico, sta a metà strada tra la carta stagnola (a dire il vero, mai provata …) e le scarpe invernali, pur rimanendo comunque molto molto molto più economica rispetto a queste ultime: http://www.theheatcompany.com/it/cuscini-termici/scaldapiedi li aveva segnalati @Tapinaz in una discussione … comprati, provati e … funzionano alla grande 😉 E ovviamente potrebbero essere tranquillamente usati anche per… Read more »

maurocip
Member

CHIAPPA Per i piedi … soluzione che dal punto di vista economico, sta a metà strada tra la carta stagnola (a dire il vero, mai provata …) e le scarpe invernali, pur rimanendo comunque molto molto molto più economica rispetto a queste ultime: http://www.theheatcompany.com/it/cuscini-termici/scaldapiedi li aveva segnalati @Tapinaz in una discussione … comprati, provati e … funzionano alla grande 😉 E ovviamente potrebbero essere tranquillamente usati anche per le mani, a patto di non metterli a contatto diretto con la pelle, come indicato dal produttore Ho comprato sia le solette che le applicazioni per le mani, ma per mia moglie… Read more »

seamaster76
Member

Provata la soluzione della carta stagnola sabato scorso. Non ha funzionato, però le scarpe che uso (Fizik R1) sono veramente poco adatte all’inverno a causa della totale aerazione della soletta.

Super Ciuk
Member

Io con le scarpe Lake non sento ne il freddo ne il caldo, in inverno metto i copripunta e chiudo col nastro i fori di aerazione sotto alla suola e sto perfettamente.
se non piove non serve altro, altrimenti copriscarpe in neoprene, ma fanno sudare il piede

dagos
Member

Se mi ricordo quando arrivo a casa guardo il modello delle ultime calze invernali della Assos e vi dico… una goduria 😉

seamaster76
Member
dagos

Se mi ricordo quando arrivo a casa guardo il modello delle ultime calze invernali della Assos e vi dico… una goduria 😉

Sono le “bonka socks” [emoji1303]

Lightwave
Member

Molto interessante, simpatica anche l'apertura (benché rischi di essere tristemente vera).

Io alla fine per la parte inferiore ho optato per salopette del forum (a mio avviso belle, comode, calde e niente affatto costose) e per la parte superiore mi sono orientato su prodotti di una ditta veneta che produce in loco (con prezzi anche convenienti)

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dagos
Member

seamaster76 Sono le “bonka socks” [emoji1303] Esatto !! Mi hanno letteralmente cambiato la vita… le ho prese così tanto per sfizio (ne ho di ogni tipo dalle castelli merinos, craft, etc etc) ma queste sono decisamente un altro pianeta 😉 Ah per la cronaca ho anche calze che uso per sciare, come consigliato nell'articolo, e negli anni ho fatto varie prove con calze di tutti i tipi… ma queste non so come e perchè ma oltre che comodissime tengono la punta del piede molto più calda di ogni altro calzino che abbia mai provato. Qui tralaltro si trovano anche a… Read more »

Lightwave
Member
Ser pecora

Ho già pronto: Quale protezione solare per il ciclista?

Mentre per il buco nell'ozono, PM e CO2 sto cercando aziende per modelli di maschere antigas da testare…

Eh eh, prima o poi toccherà pensarci [emoji16]

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romez323
Member
romez323

Per proteggere la punta dei piedi io uso i sacchetti per congelare i cibi in plastica trasparente, tagliandoli negli angoli presentano già una forma adatta per essere infilati tra la scarpa ed il soprascarpa, isolano bene dall’aria fredda e non fanno spessore all’interno della scarpa permettendo di usare i normali calzini e quindi di mantenere il medesimo feeling di pedalata.
Ovviamente vanno bene anche i normali sacchetti di plastica o anche quelli biodegradabili, solo hanno un potere isolante minore.

eleo73
Member

Ottimi consigli. Tutti abbiamo dei punti deboli, il mio sono i piedi.
Anche con me la stagnola non ha funzionato, ho provato poi gli scaldapiedi della Decathlon, applicati sopra la punta dei piedi donano calore ma non dura molto forse perché i copriscarpe non fanno passare l’aria.
Alla fine ho acquistato le Northwave invernali, appena sto meglio le provo con la speranza di chiudere questo capitolo.

Inviato dal mio iPad utilizzando BDC-MAG.com

Tapinaz
Member

dagos Esatto !! Mi hanno letteralmente cambiato la vita… le ho prese così tanto per sfizio (ne ho di ogni tipo dalle castelli merinos, craft, etc etc) ma queste sono decisamente un altro pianeta 😉 Ah per la cronaca ho anche calze che uso per sciare, come consigliato nell'articolo, e negli anni ho fatto varie prove con calze di tutti i tipi… ma queste non so come e perchè ma oltre che comodissime tengono la punta del piede molto più calda di ogni altro calzino che abbia mai provato. Qui tralaltro si trovano anche a buon prezzo (visto che le… Read more »

marco
Admin
romez323

Per proteggere la punta dei piedi io uso i sacchetti per congelare i cibi in plastica trasparente, tagliandoli negli angoli presentano già una forma adatta per essere infilati tra la scarpa ed il soprascarpa, isolano bene dall'aria fredda e non fanno spessore all'interno della scarpa permettendo di usare i normali calzini e quindi di mantenere il medesimo feeling di pedalata.
Ovviamente vanno bene anche i normali sacchetti di plastica o anche quelli biodegradabili, solo hanno un potere isolante minore.

Se fai mezza salita e sudi, non oso immaginare cosa succeda a quei piedi

romez323
Member
romez323

personalmente mai sudato ai piedi

Laurentiu
Member
Laurentiu

Calzini Mavic in microfibra copriscarpe Ale’ anti pioggia, maglia Sportful Fiandre e guanti da Sub. Mai sentito freddo

seamaster76
Member
Tapinaz

Secondo me le xbionic socks sono superiori. Poi ognuno ha i suoi piedi e le proprie percezioni del freddo.
In ogni caso utilizzo le solette riscaldanti.

Ho anche queste, ma non noto differenze con le bonka. o-o

Tapinaz
Member

Uscire con il freddo intenso è controproducente come diceva Chris Carmichael allenatore di Armstrong (lasciamo stare le successive deviazioni del soggetto)
…l’unica protezione invernale valida è trasferirsi alle Canarie insieme a tutti gli altri pensionati.
Io non so se ci arriverò alla pensione, ancora con un minimo di voglia di andare in bici, ma se trovo un traghetto, dato che non sono mai andato in aereo, prima o poi ci andrò.

doublet
Member
doublet

per quanto mi riguarda a temperature più basse di 5 gradi, la miglior protezione è quella di starsene a casa a fare le divaniadi
dai 5 ai 10 gradi, balaclava, intimo compressivo, giacca, guanti, pantaloni lunghi e copriscarpe il tutto adatto per temperature più basse, perché quello che conta è la temperatura percepita

doublet
Member
doublet

ed i calzini, ovviamente

Super Ciuk
Member

dagos Esatto !! Mi hanno letteralmente cambiato la vita… le ho prese così tanto per sfizio (ne ho di ogni tipo dalle castelli merinos, craft, etc etc) ma queste sono decisamente un altro pianeta 😉 Ah per la cronaca ho anche calze che uso per sciare, come consigliato nell'articolo, e negli anni ho fatto varie prove con calze di tutti i tipi… ma queste non so come e perchè ma oltre che comodissime tengono la punta del piede molto più calda di ogni altro calzino che abbia mai provato. Qui tralaltro si trovano anche a buon prezzo (visto che le… Read more »

dagos
Member

Tapinaz Così, così. Le ho anch'io, sono consigliate per l'autunno inoltrato, in caso di freddo intenso dovrebbero essere abbinate con le fugu. Secondo me le xbionic socks sono superiori. Poi ognuno ha i suoi piedi e le proprie percezioni del freddo. In ogni caso utilizzo le solette riscaldanti. Chiaro che ognuno ha la propria percezione… eppure, visto che ho provato varie soluzione (passando appunto anche dalle calze dedicate al freddo intenso tipo lo sci) con queste socks con punta rinforzata e molto morbida il piede si accomoda in maniera molto libera nella scarpa e dirò di più… essendo fini nella… Read more »

dagos
Member
Super Ciuk

Ciao ma sono molto spesse?

No… per niente, anzi a vederle, se si esclude la punta, paiono fin troppo fini… ma credo sia proprio questo il loro vantaggio, con queste calze invernali riesco a stringere le scarpe uno scatto in più rispetto a tutte le altre calze invernali che posseggo nonostante il piede non soffra nessun tipo di costrizione… anzi ho la netta impressione che la scarpa fasci molto meglio il piede ma nello stesso tempo il piede ha una sorta di frizione e secondo me questo è il motivo per cui si riesce ad avere una percezione riscaldante.

Andrea Sicilia
Editor

Per le mani mi trovo benissimo con guanti lunghi anche tipo mtb non troppo spessi mettendo sotto i guantini di lana neri da 5 euro alla bancarella. Per i piedi uso col freddo freddo le solette riscaldanti usa e getta messe a cavallo delle dita così proteggono anche dal vento. Per la pioggia invece di quei bruttissimi copriscarpe da ospedale/studio medico, basta mettere la pellicola trasparente fra la soletta rimovibile e la suola e l’acqua dai buchi della tomaia non passa. Sotto uso per le uscite più fredde le normali salopette felpate (salvo Dolomiti non innevate a capodanno che mi… Read more »

Andrea Sicilia
Editor
Ser pecora

Vanno messo sotto i copriscarpa

Ah ok. Non avevo capito. Comunque specie per chi come me ha Speedplay, che come hai detto di romperebbero, è preferibile uno strato di pellicola sotto la suola interna.

A
Member

Ottimo articolo, anche se avrei specificato a quali range di temperatura ci si riferisce quando si danno alcuni consigli sulla vestizione. Abitando in zone (Toscana Centrale) dove le temperature veramente rigide sono pochi giorni all'anno, spesso non ho bisogno di tutti questi accorgimenti, anche se mi rendo conto di essere uno che soffre molto poco il freddo. Personalmente trovo che molti cicloamatori si vestano male e si vestano troppo, fino al punto di diventare ridicoli. Domenica scorsa, con temperature già sopra i 10° alle 8:30 di mattina si vedeva gente col passamontagna e il completo invernale mentre io pedalavo (quasi… Read more »

dagos
Member

Airone del Chianti Personalmente trovo che molti cicloamatori si vestano male e si vestano troppo, Ah beh… questa è una cosa non di poco conto, vestirsi nella stagione invernale è e resta cmq sempre un terno al lotto, non credo ci sia qualcuno che può dire di sapersi vestire sempre e cmq sapendo che le temperature e l'umidità cambiano anche repentinamente oltre al fatto che bisgna anche saper considerare il percorso che si andrà a fare e non ultimo l'intensità con cui si porterà a termine… un conto è passeggiare un altro è spingere… ecco perchè diventa difficile centrare alla… Read more »

CHIAPPA
Member

Beh chiaro che tutto è tremendamente soggettivo eh …

Ma è altrettanto certo che in giro spesso si vedono ciclisti imbaccuccati che nemmeno Confortola in cima al K2 …

Secondo me li caricano sulla bici con carrucola dall' alto … non riescono nemmeno a muoversi da tanta roba hanno addosso :azz :azz :azz

Una cosa del genere insomma:

Andrea Sicilia
Editor

dagos Ah beh… questa è una cosa non di poco conto, vestirsi nella stagione invernale è e resta cmq sempre un terno al lotto, non credo ci sia qualcuno che può dire di sapersi vestire sempre e cmq sapendo che le temperature e l'umidità cambiano anche repentinamente oltre al fatto che bisgna anche saper considerare il percorso che si andrà a fare e non ultimo l'intensità con cui si porterà a termine… un conto è passeggiare un altro è spingere… ecco perchè diventa difficile centrare alla perfezione la vestizione. Domenica scorsa con un range di temperatura ccompresa tra i 5… Read more »

dagos
Member

samuelgol Percorso, variabilità del clima in itinere, impegno fisico e altimetrico del giro….sono tutte cose che chi sa vertirsi a dovere sa tenere in conto. Beh… questa è una tua personale opinione rispettabilissima ci mancherebbe ma purtroppo i fatti, di chi è capace di ammettere la realtà, non collimano con le tua personale impressione e non lo dico io… me lo dicono pro e altri che di questo sport ne fanno una professione, tant'è che se mi dici che si sanno vestire com'è che arrivi al bar sudato ? (esempio citato nel mio post precedente) Ovvio che chi non sa… Read more »

CHIAPPA
Member

samuelgol Percorso, variabilità del clima in itinere, impegno fisico e altimetrico del giro….sono tutte cose che chi sa vertirsi a dovere sa tenere in conto. ….. Ovvio che chi non sa vestirsi non sa interpretare nemmeno le variabili che possono esserci. Una per tutte chi esce e non ha almeno un pò freddo nei primi 5 minuti, ha già sbagliato tutto. Un po' a malincuore eh … ma questa volta mi tocca essere d'accordo con te … dagos Beh… questa è una tua personale opinione rispettabilissima ci mancherebbe ma purtroppo i fatti, di chi è capace di ammettere la realtà,… Read more »

dagos
Member

CHIAPPA Un po' a malincuore eh … ma questa volta mi tocca essere d'accordo con te … In questo c'è una parte di verità è una parte aleatoria quindi variabile, vero che se esci e stai bene come vai sotto sforzo rischi di avere troppo caldo e sudare ma è pur anche vero che determinare la sensazioni di freddo dei primi 5 minuti (io dico almeno 15 forse anche abbondanti a meno di non partire a palla) non è cosa così semplice… nel senso che puoi percepire il freddo e poi superarlo perchè ti riscaldi e hai centrato l'abbigliamento… così… Read more »

A
Member

Mi pare che qui il livello della discussione e la consapevolezza su come sia corretto vestirsi sia più elevata della media del cicloamatore.
E anche se il problema non è facile, qui sappiamo come affrontarlo al meglio.
Poi l'esperienza mi dice che gli errori più comuni non sono fatti da chi si veste poco ma di chi si veste troppo. Sarà il principio di precauzione che prevale nel ciclista medio, ma gli errori più clamorosi sono solo in un'unica direzione.

dagos
Member

Airone del Chianti Mi pare che qui il livello della discussione e la consapevolezza su come sia corretto vestirsi sia più elevata della media del cicloamatore. E anche se il problema non è facile, qui sappiamo come affrontarlo al meglio. Poi l'esperienza mi dice che gli errori più comuni non sono fatti da chi si veste poco ma di chi si veste troppo. Sarà il principio di precauzione che prevale nel ciclista medio, ma gli errori più clamorosi sono solo in un'unica direzione. Concordo in linea di massima… però se dovessi scegliere non saprei con esattezza cosa scegliere… se avere… Read more »

A
Member

dagos Concordo in linea di massima… però se dovessi scegliere non saprei con esattezza cosa scegliere… se avere freddo per non essermi coperto a dovere (ed è una gran brutta sensazione) o sudare oltremodo per essermi coperto troppo… forse tra le due è meglio la seconda, pedalare percependo freddo è assai spiacevole… cosa tra l'altro che mi è successa non molto tempo fa (fine novembre) quando partito con 8-9 gradi e dopo aver fatto del dislivello è salita aria gelida che ha portato nel giro di poche ore a temperature polari… arrivato a casa con 2 gradi talmente ghiacciato che… Read more »

Luca38
Member

ottima l'idea dei copriscarpe in nylon da ospedale che tra l'altro in confezione da 100pz comperai l'anno scorso ad un paio di euro al supermercato e che tengo sempre nel sottosella, anche nell'improvviso temporale estivo mettendone due per scarpa, uno normale ed uno bucandolo nel centro infilandoci il piede e mettendolo a rovescio proteggono benone evitando di rendere le scarpe specie se estive e con feritoie inzuppate in un paio di km

ma la stagnola invece della pellicola trasparente tipo domopak potrebbe dare qualche vantaggio ?

dagos
Member

Airone del Chianti Vestirsi troppo non ti previene dal sentire freddo, anzi a volte è proprio la causa. Comunque è un errore comune di congelarsi in discesa anche con abbigliamento super invernale. Giusto per precisare… non ho preso freddo nella discesa (avevo gabba 2 e giubbino antivento con una maglia intima medio termica della Craft visto che avevo in mente di fare salita) sono stati i 40 km in pianura con vento gelido che mi hanno raffreddato troppo per la vestizione che avevo… tralaltro aria fredda dal nord scesa prima del previsto cambiamento meteo, prima volta in vita mia che… Read more »

Andrea Sicilia
Editor
dagos

……….

Sempre alle solite capace solo di far apparire gli altri degli incapaci !!

Ti ci fai sentire da solo se dici che vestirsi bene è un terno al lotto. Chi ha un filo di esperienza sa itinerario, clima, percorso e impegno fisico che andrà ad affrontare e si veste di conseguenza senza sbagliare (se non altro perchè avrà sbagliato quando ancora l'esperienza non ce l'aveva, come capita a ogni inesperto essere umano).

dagos
Member

samuelgol Io mi sono solo limitato a dire che chi ha esperienza sa itinerario, clima, percorso e impegno fisico che andrà ad affrontare e si veste di conseguenza senza sbagliare Vero… perchè il clima non cambia mai nell'arco di un uscita magari di 5-6 ore, perchè si sa sempre esattamente dove accelerare, dove salire in Z5, dove si andrà in affanno per poi rifiatare… insomma tutto calcolato al decimo di mm quasi fosse una commedia. Strade e percorsi nuovi mai… ah no posso fare uso di strava o al più chiamare qualche collega chi mi indirizzerà su cosa devo portare… Read more »

tombazosana
Member

dagos Vero… perchè il clima non cambia mai nell'arco di un uscita magari di 5-6 ore, perchè si sa sempre esattamente dove accelerare, dove salire in Z5, dove si andrà in affanno per poi rifiatare… insomma tutto calcolato al decimo di mm quasi fosse una commedia. Strade e percorsi nuovi mai… ah no posso fare uso di strava o al più chiamare qualche collega chi mi indirizzerà su cosa devo portare come vestiario… cosa devo-dovrò ingerire come alimentazione etc etc. Vero hai ragione è un non sense oggi viaggiare sprogrammati con tutti i gadget a disposizione 😉 Pensa che sullo… Read more »

Andrea Sicilia
Editor

dagos Vero… perchè il clima non cambia mai nell'arco di un uscita magari di 5-6 ore, perchè si sa sempre esattamente dove accelerare, dove salire in Z5, dove si andrà in affanno per poi rifiatare… insomma tutto calcolato al decimo di mm quasi fosse una commedia. Strade e percorsi nuovi mai… ah no posso fare uso di strava o al più chiamare qualche collega chi mi indirizzerà su cosa devo portare come vestiario… cosa devo-dovrò ingerire come alimentazione etc etc. Vero hai ragione è un non sense oggi viaggiare sprogrammati con tutti i gadget a disposizione 😉 Se ti vesti… Read more »

dagos
Member
samuelgol

Se ti vesti a cipolla, quindi in maniera modulabile e con abbigliamento tecnico idoneo, non hai problemi in nessuno di quei casi. Non in salita. Non in discesa. Non in z5, non in z1. Ecc. Men che meno in inverno, l'argomento del 3d se te ne fossi dimenticato, ove stagione in cui gli sbalzi di temperatura e la mutevolezza delle condizioni meteo, come già detto, sono molto minori della primavera/estate (soprattutto in montagna).

Ma leggi ?
Come vestirsi d'inverno

Andrea Sicilia
Editor
dagos

Ma leggi ?
Come vestirsi d'inverno

Appunto. E in inverno sbalzi di temperatura consistenti non ne hai. Nè condizioni di mutevolezza meteo accentuata.

dagos
Member

samuelgol Appunto. E in inverno sbalzi di temperatura consistenti non ne hai. Nè condizioni di mutevolezza meteo accentuata. Forse dove sei solito biciclettare tu… qui gli sbalzi ci sono eccome, al mattino puoi partire con -2 e arrivare a 10-11 nell'ora del rientro, se per te 10-12 gradi non sono uno sbalzo 🙄 Per sopportare quelle temperature di primo mattino hai voglia a vestirti a cipolla… a meno che vuoi fare il cammello nel ritorno. Cmq per me finisce qui… visto che tramite conscenze dirette ho testimonianze che suffragano la mia tesi… e cioè vestirsi in questo periodo per noi… Read more »

Andrea Sicilia
Editor
dagos

Forse dove sei solito biciclettare tu… qui gli sbalzi ci sono eccome, al mattino puoi partire con -2 e arrivare a 10-11 nell'ora del rientro, se per te 10-12 gradi non sono uno sbalzo 🙄
Per sopportare quelle temperature di primo mattino hai voglia a vestirti a cipolla… a meno che vuoi fare il cammello nel ritorno……….

No. 10 gradi in 3/4/5 ore non sono uno sbalzo. 10 gradi di differenza li copri con una Gabba.(non 0/10.La gabba è più da 5/15. Per 0/10 uso l'Oxygen). Non serve essere cammelli. Solo saper scegliere l'abbigliamento idoneo e averlo, ovviamente.

dagos
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samuelgol

No. 10 gradi in 3/4/5 ore non sono uno sbalzo. 10 gradi di differenza li copri con una Gabba.(non 0/10.La gabba è più da 5/15. Per 0/10 uso l'Oxygen). Non serve essere cammelli. Solo saper scegliere l'abbigliamento idoneo e averlo, ovviamente.

Perchè… secondo te la percezione di sbalzo da 5/15 è uguale a -2/10 ??
Se mi rispondi di si ti cancello dalle amicizie 😛

R
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Ognuno percepisce il freddo in modo diverso. Io, se esco a -2 e so che poi la temperatura si alza, metto solo una maglia intima sotto la giacca antivento e sono a posto.

 

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