Perché non è possibile mantenere ad libitum un picco di forma?

canzo

Apprendista Velocista
15 Gennaio 2008
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20
Orbetello (GR)
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Cannondale r700 Bianchi 603
Sento parlare di metodologie di allenamento che prevedono il raggiungimento di un picco di forma in un dato periodo dell'anno. Questo picco non è mantenibile nel tempo (sennò non sarebbe un picco del resto) e la forma è destinata a calare dopo qualche settimana/mese. Quello di cui non ho mai sentito parlare, neanche sul forum, è:
quali sono le cause fisiologiche di ciò? Cosa succede al nostro organismo? Perchè non posso crescere non dico costantemente, ma almeno in maniera monotòna, ovvero non costantemente ma senza cali intermedi?
Ovviamente senza tener conto di fattori psicologici ed emotivi, i quali vanno ad influenzare quello che potremmo definire semmai un "stato di grazia", che non è la stessa cosa.
 

chicco82

Apprendista Passista
25 Giugno 2005
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Il picco di forma lo puoi mantenere per non più di un mese ,mese e mezzo , e varia da tantissimi fattori.
Influenza tantissimo lo stress a cui è sottoposto l'organismo in se ,oltre che alla predisposizione climatica , basti pensare a chi va piu forte in una fase stagionale e chi in un altra.IL picco di forma lo puoi mantenere ma è li che si vede il vero atleta , a mio parere è indispensabile conoscersi fisicamente e mentalmente per far si che la condizione duri.
 

CAVALLO PAZZO

Maglia Iridata
1 Marzo 2006
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CALABRIA DEL NORD
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Ogni organismo subisce un ritmo circadiano mensile ed annuale, pertanto la forma fisica e la psiche è legata a questo ritmo.
Ci sono quei giorni in cui ti senti un leone e ti mangeresti il mondo, in altri non ti alzeresti dal letto.
 

Rox

Apprendista Passista
28 Luglio 2008
833
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Caserta provincia
www.scuoladiwingtsun.it
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Bianchi - Battaglin - Ducati
Il "picco" di forma (anche tre all'anno per un'atleta professionista) porta il rendimento fisico oltre i livelli normali, ciò comporta anche un maggior dispendio energetico e di conseguenza un'esaurimento delle risorse chimiche e strutturali, che hanno bisogno di tempo per rigenerarsi. Non basta alimenarsi, è necessario del tempo affinché il cibo si trasformi in "energia disponibile".
Avviene un "adattamento" del sistema psico-fisico al maggior carico a cui viene sottoposto. Adattamento che coinvolge muscoli, sistema cardio-vascolare, respiratorio, sistema nervoso, migliorano la produzione di ormoni e le capacita metaboliche e cataboliche (assimilazione e smaltimento). Tutto inizia a lavorare in maniera sinergica. L'adattamento, definito anche supercompensazione, fa prendere una sorta di "rincorsa" che porta l'efficienza atletica oltre i valori normali, ciò comporta però anche un evidente incremento dei "consumi", le cellule non hanno più a disposizione materiale a cui attingere dato che le scorte sono consumate. Se si "insiste" il corpo da fondo agli ultimi residui di energia, dopodiché si hanno le prime avvisaglie di una situazione che può essere critica e fatale, se non ci si ferma o rallenta in maniera adeguata. Anche l'aspetto psicologico è fondamentale, in quanto l'atleta inizia a perdere motivazione... sono tutti segnali che ci dicono che dobbiamo dare il tempo al corpo di "rigenerarsi".

Per mantenere il più a lungo possibile questo stato di cose è necessario allenarsi in maniera oculata, incrementando con coscienza il lavoro, alternandolo con il giusto riposo (gli atleti professionisti lo riducono al minimo indispensabile) mangiare e dormire in proporzione al lavoro svolto.

Chi non fa il professionista può, se vuole, rinunciare al "picco" di forma e allenarsi in maniera tale da mantenere un buon livello "medio" tutto l'anno, facendo in modo di equilibrare consumo e rigenerazione, ma non potrà aspirare a performance eccellenti, in compenso si sentirà sempre in ottima salute.
 

slowbike

Pignone
26 Luglio 2007
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genova
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Whistle 611
Per essere breve è legato al sistema biologico umano, che tende ad un adattamento del fisico in base agli stimoli ricevuti; per raggiungere e mantenere il top della forma raggiunta si esaurisce il sistema endocrino e metabolico in tempi brevi (tempi che sono diversi da persona a persona e dipendono oltre che dalla diversità degli individui anche dalla caratteristica atletica che portiamo al picco cioè forza veloce, forza massimale o resistenza ecc.. ecc...). E' legato in parte anche a ciò che dice cavallopazzo riguardo ai cicli circadiani. Se vuoi approfondire cerca in rete la legge di Seyle (che parla della supercompensazione ma spiega anche il motivo dei picchi di forma) oppure documentazione sugli studi di Bosco o Harre o verchosanski (quest'ultimo non mi ricordo bene come si scrive) sull'allenamento sportivo
 

canzo

Apprendista Velocista
15 Gennaio 2008
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e anche per uno che ha studiato latino!
e chi l'ha mai studiato, ho fatto l'ITI!

Il "picco" di forma (anche tre all'anno per un'atleta professionista) porta il rendimento fisico oltre i livelli normali, ciò comporta anche un maggior dispendio energetico e di conseguenza un'esaurimento delle risorse chimiche e strutturali, che hanno bisogno di tempo per rigenerarsi. Non basta alimenarsi, è necessario del tempo affinché il cibo si trasformi in "energia disponibile".
Avviene un "adattamento" del sistema psico-fisico al maggior carico a cui viene sottoposto. Adattamento che coinvolge muscoli, sistema cardio-vascolare, respiratorio, sistema nervoso, migliorano la produzione di ormoni e le capacita metaboliche e cataboliche (assimilazione e smaltimento). Tutto inizia a lavorare in maniera sinergica. L'adattamento, definito anche supercompensazione, fa prendere una sorta di "rincorsa" che porta l'efficienza atletica oltre i valori normali, ciò comporta però anche un evidente incremento dei "consumi", le cellule non hanno più a disposizione materiale a cui attingere dato che le scorte sono consumate. Se si "insiste" il corpo da fondo agli ultimi residui di energia, dopodiché si hanno le prime avvisaglie di una situazione che può essere critica e fatale, se non ci si ferma o rallenta in maniera adeguata. Anche l'aspetto psicologico è fondamentale, in quanto l'atleta inizia a perdere motivazione... sono tutti segnali che ci dicono che dobbiamo dare il tempo al corpo di "rigenerarsi".
ma se io, raggiunto il mio massimo, comincio a caricare meno negli allenamenti (tanto più di così non posso andare, ho raggiunto il mio limite fisico) e mi alimento a dovere, non può essere (solo) questa la spiegazione

Per essere breve è legato al sistema biologico umano, che tende ad un adattamento del fisico in base agli stimoli ricevuti; per raggiungere e mantenere il top della forma raggiunta si esaurisce il sistema endocrino e metabolico in tempi brevi (tempi che sono diversi da persona a persona e dipendono oltre che dalla diversità degli individui anche dalla caratteristica atletica che portiamo al picco cioè forza veloce, forza massimale o resistenza ecc.. ecc...). E' legato in parte anche a ciò che dice cavallopazzo riguardo ai cicli circadiani. Se vuoi approfondire cerca in rete la legge di Seyle (che parla della supercompensazione ma spiega anche il motivo dei picchi di forma) oppure documentazione sugli studi di Bosco o Harre o verchosanski (quest'ultimo non mi ricordo bene come si scrive) sull'allenamento sportivo
cosa intendi per "si esaurisce il sistema endocrino e metabolico"?
sono proprio queste le cose che mi interessano. Lo so che la forma massima è un overload delle nostre capacità. Un'auto che ha una potenza massima di 100 CV, non li può mantenere a lungo, perché non è progettata per andare a 100 cv per ore e ore, a un certo punto fenomeni del tipo: temperature troppo alte, degradazioni/deformazioni (non permanenti) dei materiali ecc. determinano un calo di potenza. Ti fermi un po', riparti e tutto torna come prima.
Cosa succede nel nostro corpo analogamente? Si distruggono mitocondri? Cala il testosterone? (ne sparo due tanto per dire) Perché?.
Grazie comunque dei riferimenti, ora me li leggo.
 

slowbike

Pignone
26 Luglio 2007
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genova
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Whistle 611
Ti fermi un po', riparti e tutto torna come prima.
Cosa succede nel nostro corpo analogamente? Si distruggono mitocondri? Cala il testosterone? (ne sparo due tanto per dire) Perché?.
Grazie comunque dei riferimenti, ora me li leggo.
Un insieme delle cose, diminuisce il livello del testosterone, aumenta il cortisolo (che è un ormone distruttore di tessuti), diminuisce la sintesi proteica, il sistema nervoso si esauirsce di acetilcolina (se non mi sbaglio) che è responsabile dell'invio degli impulsi nervosi alla placche motorie dei muscoli ecc... ecc... (le spiegazioni sono sicuramente migliori e più scientifiche sui riferimenti che ti ho dato). quindi dopo un pò di prestazioni al top dobbiamo scaricare, riposarci, per poi potere di nuovo raggiungere il picco di forma. L' unica caratteristica che risente di meno di tali fluttuazioni è la capacità aerobica (intenso come pervietà degli alveoli dei polmoni e volume degli stessi) ma il motivo non me lo ricordo bene è passato troppo tempo da quando studiavo tali argomenti.
 

Rox

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ma se io, raggiunto il mio massimo, comincio a caricare meno negli allenamenti (tanto più di così non posso andare, ho raggiunto il mio limite fisico) e mi alimento a dovere, non può essere (solo) questa la spiegazione

Il corpo tende sempre al valore di energia più basso possibile: "metabolismo basale", quello delle funzioni biologiche fondamentali, se raggiunto il picco massimo, riduci l'intensità degli allenamenti il livello di prestazione cala. Anche se ti alimenti "a dovere" resta il problema delle risorse. L'allenamento intenso "brucia" maggiormente, ma soprattutto più velocemente i "mattoni" fondamentali strutturali, energetici ed enzimatici.
Il cibo viene elaborato e ridotto a sostanze semplici che poi saranno di nuovo assemblate, per così dire, per andare a costituire il substrato per la produzione di energia, la materia (funzione plastica: crescita corporea e ricambio cellulare) e per la produzione di enzimi necessari per la realizzazione delle trasformazioni chimiche, necessitano di un tempo ragionevole per avvenire, comunque non sufficientemente rapido a mantenere agonisticamente elevate le prestazioni atletiche.

La periodizzazione dell'allenamento è necessaria per permettere all'atleta evoluto di ripristinare una condizione psico fisica tale, mai troppo blanda, da cui poter ripartire per raggiungere nuovamente un livello eccellente.
 

ciclotrainer

Apprendista Scalatore
25 Novembre 2007
2.639
237
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S3, R3, P3C, SLC-SL TdF, Cinelli Willi'n, Cinelli Experience
Ogni organismo subisce un ritmo circadiano mensile ed annuale, pertanto la forma fisica e la psiche è legata a questo ritmo.
Ci sono quei giorni in cui ti senti un leone e ti mangeresti il mondo, in altri non ti alzeresti dal letto.
Il ritmo circadiano non può essere mensile o annuale, lo dice la parola stessa dal latino circa-diano cioè è il ritmo biologico delle 24h.

La periodizzazione dell'allenamento è necessaria per permettere all'atleta evoluto di ripristinare una condizione psico fisica tale, mai troppo blanda, da cui poter ripartire per raggiungere nuovamente un livello eccellente.

In questa discussione a mio parere si fa un pò di confusione, si confonde il picco di forma con il miglioramento delle proprie capacità.
Se ci si allena costantemente, bene, con i dovuti ritmi ed alle dovute intensità, la propria capacità prestativa tende a migliorare costantemente. La crescita naturalmente è relativa al miglioramento della performance in termini di durata, in termini assoluti i massimi decadono con l'età, in altre parole se la si mantiene la potenza è più o meno quella, ma tende a calare con l'età. Al contrario un allenamento ben fatto determina comunque una capacità di protrarre uno sforzo X per +tempo, ed essendo il ciclismo uno sport prevalentemente di resistenza di fatto i miglioramenti ci sono sempre, per questo assistiamo a performance amatoriali di tutto rispetto anche di atleti over 50.
Quello che definite picco di forma in realtà non è altro che quella condizione di assoluta freschezza atletica che ti consente in una data giornata di esprimere al massimo le proprie potenzialità, che di fatto non vengono meno (date le premesse di cui sopra) ma, in condizioni di stress fisico precedente (c.d. overtraining o periodi con +gare o prestazioni ravvicinate) non possono essere espresse compiutamente.
 

Rox

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In questa discussione a mio parere si fa un pò di confusione, si confonde il picco di forma con il miglioramento delle proprie capacità.
Se ci si allena costantemente, bene, con i dovuti ritmi ed alle dovute intensità, la propria capacità prestativa tende a migliorare costantemente. La crescita naturalmente è relativa al miglioramento della performance in termini di durata, in termini assoluti i massimi decadono con l'età, in altre parole se la si mantiene la potenza è più o meno quella, ma tende a calare con l'età. Al contrario un allenamento ben fatto determina comunque una capacità di protrarre uno sforzo X per +tempo, ed essendo il ciclismo uno sport prevalentemente di resistenza di fatto i miglioramenti ci sono sempre, per questo assistiamo a performance amatoriali di tutto rispetto anche di atleti over 50.
Quello che definite picco di forma in realtà non è altro che quella condizione di assoluta freschezza atletica che ti consente in una data giornata di esprimere al massimo le proprie potenzialità, che di fatto non vengono meno (date le premesse di cui sopra) ma, in condizioni di stress fisico precedente (c.d. overtraining o periodi con +gare o prestazioni ravvicinate) non possono essere espresse compiutamente.

A quanto dici se un atleta continua (perfettamente) ad allenarsi migliora sempre, credo che sia universalmente accettato che ciò è umanamente impossibile, è già difficile, una volta raggiunto un livello di eccellenza, mantenere il più a lungo possibile tale condizione, non credi?
 

ciclotrainer

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A quanto dici se un atleta continua (perfettamente) ad allenarsi migliora sempre, credo che sia universalmente accettato che ciò è umanamente impossibile, è già difficile, una volta raggiunto un livello di eccellenza, mantenere il più a lungo possibile tale condizione, non credi?

Ma quale è il livello di eccellenza? Come si fa a stabilire quali siano i limiti massimi di potenza (che è quello che conta) che un atleta può toccare? Il tutto è fisiologico, è ovvio che di base alcuni hanno capacità naturalmente superiori ad altri, ma non esiste un limite al miglioramento della performance, a mio parere non in termini assoluti ma in termini relativi, cioè è ovvio che uno di 50 anni non può ottenre i miglioramenti che avrebbe ottenuto a 25 o a 30 anni, ma se si allena migliora. Del resto sembra che ad esempio il gene della vecchiaia non esista, cioè l'invecchiamento avviene, più o meno precocemente, solo in relazione ad ambiente, attività, alimentazione
etc. etc., e l'attività fisica correttamente eseguita ti fa rimanere in salute + a lungo.
Comunque la prova di quello che ormai si sa (o meglio che solo alcuni sanno e che molti non capiscono) sarà il ritorno di Armstrong, se fosse come dici tu questa cosa sarebbe impossibile solo pensarla, certamente non potrebbero tornare a correre atleti che vanno forte solo con aiuti vari. Si dirà, va bè l'americano si fa di testosterone, d'accordo ma intanto è giustificato, e poi senza allenamento ti puoi prendere vagonate di testo, rischi solo di diventare testa di...
Per quanto mi riguarda posso dirti che, pur a 50 anni, tra 2-3 anni sarò in grado di correre una crono di 20km ai 44-45 di media, adesso sono ai 38 e spiccioli.
 

blacksea

Novellino
30 Novembre 2008
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Diciamo che comunque il fisico ha un limite .... pero' la testa aiuta ad ottenerlo e molte volte a 30-40 si ha la testa necessaria per ottenerlo ....
Esempio a 20 anni teoricamente potrei andare a 50 km/h pero' mi piace andare con gli amici al sabato sera e ho poca voglia di allenarmi quindi alla fine riesco ad andare "solo" a 45.
A 30 anni comincio ad avere la testa sulle spalle lascio gli amici e comincio ad allenarmi meglio ma nonostante il mio limite comincia essere 48-49 grazie ai miglioramnti nell' allimentazione e all' allenamento piu' curato diciamo che riesco ad andare a 46 ....
Poi arrivo a 40 anni il mio fisico comincia a calare a 47 ma ormai gli amici sono dimenticati la testa e' al top e riesco ad ottenere il 100% da me quindi arrivo a 47 che e' il mio massimo, cosi' mi ritrovo a 40 anni che vado piu' forte che a 20 ......
E' un po' banalizzato ma e' la spiegazione per la quale a volte si va piu' forte quando si e' maturi, inoltre il fisico fino a 50-55 non cede ha un lieve calo ma le prestazioni possono essere di assoluto rilievo, chi di noi non conosce amatori fenomeni di 50 anni ?
 

blacksea

Novellino
30 Novembre 2008
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In tutto questo ci sono i picchi che oramai mi sono convinto essere strattamente legati alle stagioni e all' influenza del clima e altri fattori magari ancora sconosciuti per i quali so che ad aprile e poi verso ottobre ho i miei momenti di forma migliori.
Una volta individuato il mio periodo top di conseguenza i miei allenamenti e i miei programmi sono in funzione per avere il meglio proprio in quel specifico momento.
 

marcuzzo

Apprendista Velocista
4 Maggio 2007
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Ferrara
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una volta ho letto un articolo in cui si parlava dell esaurimento funzionale delle ghiandole endocrine, in buona sostanza se costringi ad esempio le surrenali a produrre catecolamine in continuazione ben presto cominceranno a cigolare,non credo sia un caso che almeno una volta si distinguevano due tipi di sovrallenamento: tipo Basedow e tipo Addinson
in quanto la sindrome poteva ricalcare la sintomatolgia delle due malattie ,una tiroidea l'altra delle surrenali .