Episodio 13 - Una candela a San Crispino
L'improvviso crepitio della legna nella stufa fece sobbalzare Vincenti, talmente assorto che la marmellata di ciliegia spalmata su un Petit biondastro aveva iniziato a colare sulla tovaglia; e non in un punto qualunque, bensì su uno dei 28 gladioli violacei, ricamati a mano, che costituivano la firma di Jolanda, la vecchia levatrice di Ovarisi, da tempo in pensione e ora dedita a passatempi meno prosaici. La superba cura e precisione con cui la confettura aveva centrato il suo bersaglio fece sorridere Vincenti, che prontamente mascherò la malefatta con un abile sventaglio di tovagliolo, talmente rapido ed elegante da far invidia ad un giovane torero andaluso..
Francesca sollevò lo sguardo da un vecchio numero di Postal Market e guardò il marito con aria interrogativa...

- .....
- No, niente, la stufa... - facendo cenno col capo verso la fiamma viva che illuminava il saloncino. Vincenti aveva insistito per prendere una stufa a legna invece che a pellet, ben sapendo che le incombenze domestiche di pulizie varie sarebbero comunque toccate alla moglie... :asd:
Francesca aveva incassato ma non perdeva occasione per rammentare al marito il carattere infelice di tale scelta. E sarebbe partita per l'ennesima volta all'attacco con la tiritera del pellet se non avesse notato nello sguardo del marito qualcosa di strano.
- Che c'è, amore... non ti senti bene ?
- No, no, è che ultimamente faccio sempre dei sogni strani...

- Stanotte che hai visto?
- Ufffff.. sbuffò Vincenti con l'espressione scornata tipica dei francesi.
- Allora..? - lo incalzò Francesca... - Hai sognato Viky Pendleton col completino traforato ?

-


- Dài, sentiamo che hai sognato.....
- Guarda, è incredibile. Ero giù in cortile che controllavo gli operai, quando scende tuo padre..
- Vuoi dire tuo suocero ? Lo chiami sempre così :rosik:
- Sì, va bene... mio suocero, in ciabatte, che inizia a urlare. E cosa fanno questi qui, e chi sono.... Allora gli ho detto che facevo togliere il cancello, così i corrieri potevano entrare con più facilità nel cortile.

Tuo padre inizia a dirmene di tutti i colori, quando proprio in quel momento entra il mercedes bianco e arancione del TNT :hahaha:
Corro incontro all'autista e ritiro un plico imbottito.
Salgo le scale a tre a tre mentre ancora mio suocero sta imprecando, entro in salone e mi getto sul divano... apro la busta e inizio a leggere...
Sono gli esiti di Losanna... scorro il foglio velocemente e, alla penultima riga, rimango di pietra...

..
" L'esame del campione in oggetto manifesta tracce di positività ad un farmaco denominato
Danymol "..
Danymol... ma che ca.. è? Io non ho preso niente, sono sicuro... almeno consapevolmente...
Eppure quel nome mi diceva qualcosa...
Telefono ad Abu Jafar... - Abu, sono arrivati gli esiti di Losanna!!!
- Sei positivo al
Danymol?
- Ma come ca... fai a saperlo?
- L'ultima volta che son venuto a casa tua, ricordi... in bagno ho visto una confezione vuota con quella scritta... poi mi sono informato... e ho fatto due più due...
- Come hai fatto due più due...?

E non mi hai detto niente?!?
- No, perché siccome mi era venuto 3 e 1/2 ero sicuro che il laboratorio di Losanna non fosse affidabile...

Cristalli che dice? Te l'ha prescritto lui il
Danymol?

- Cristalli. Ma se quello là è convinto che l'Ace sia un detersivo..
- Invece...?
- Invece... ma vaff.... vuoi che adesso abbia tempo per pensare ai top di gamma 2010...?:rosik:
È che io sono sicuro di non averlo mai preso, però il nome mi dice qualcosa

...
- Sai, una volta, sul lungomare di Pescara, un gruppo di militari era seduto ai tavolini di un caffè all'aperto... passò una ragazza molto carina, tanto che uno di loro l'apostrofò " Ahò, c'hai un :culo: che parla... " - Sì, e ti dice pure quanto sei str...."

Gli altri militari si ribaltarono dalle risate



per la figura di m.. che aveva rimediato il loro amico...
- Ma, e con questo che vuoi dirmi Abu...?
- Niente, vai a dormire tranquillo che domani provo a sentire un po' in giro...
Mi son svegliato... e sono corso in bagno... di scatole di medicinali vuote nessuna traccia.. e anche il cancello era al suo posto...
- Sui rulli ? gli fece eco Francesca.
- Noo, non quel cancello, :rosik: sbottò Vincenti, rammaricandosi, per una volta, di essere sposato con una donna che ne capiva di ciclismo.
È tutto un periodo così, mi rigiro, mi sveglio, faccio dei sogni... fffff...
- Vabbè, senti da Cristalli, magari ti dà qualcosa... - provò a dire Francesca.
- Mmmhh - fece Vincenti sistemandosi il cavallo dei pantaloni della divisa....
- Dài che è tardi, adesso vado in ufficio e vado a parlare con Ralletta. Se non mi rimette a fare controlli stradali lo gonfio...
Vincenti uscì, quasi sbattendo la porta, e si diresse velocemente verso il paese... Sentiva una rabbia salirgli e un senso di impotenza, come se tutto il mondo si fosse coalizzato per rendergli la giornata impossibile...
Pensò che forse litigare con Ralletta non sarebbe stata la cosa migliore da farsi... Ma non fece nemmeno in tempo a salire i cinque gradini in alabastro che lo dividevano dall'entrata del Comando, che già la sua collega gli urlò, da in fondo al garage..
- Dài, Vinch, stamattina siamo di pattuglia. Ho già preparato la macchina. Sbrigati che siamo in ritardo.
Vincenti si accomodò alla guida e partì sgommando...
- Avrò mica dei superpoteri ?

- pensò tra sè e sé.
- Andiamo giù davanti alla casa di Dossetti! - fece Vincenti sfregandosi le mani.
- Va bene.
In pochi minuti la pattuglia si fermò e i due vigili smontarono.
Vincenti prese la paletta mentre la sua collega sistemava alcune carte sulla cappelliera posteriore, col portellone spalancato....
- Ma stamattina dormono tutti? - sbottò Vincenti, abituato a ben altre velocità, in quel tratto di strada....
Iniziò a picchiettare la paletta sul palmo della mano, quando, in direzione opposta, due ciclisti attirarono la sua attenzione...
All'altezza della pattuglia salutarono con la mano...; uno era Fausto, con la
sua Extreme Power bianca, mentre dietro di lui zampettava allegramente una giovane ciclista vestita di una divisa della nazionale brasiliana, aderentissima...

- Quel cornuto... :rosik: - pensò Vincenti, a cui già montava un gatto di indicibili dimensioni...
- Devo fermare qualcuno... assolutamente... devo fermare qualcuno...
Nemmeno il tempo di finire la frase, che ecco dietro la curva spuntare un furgoncino rosso, abbastanza recente ma un tantino malmesso di carrozzeria. L'autista, alla vista degli agenti, ebbe un attimo di esitazione che non sfuggì all'occhio esperto di Vincenti.
Questi alzò la paletta e fermò il veicolo.
- Buongiorno. Favorisce patente e carta di circolazione?
- Salve. Questa è la patente.. il libretto dovrebbe essere..... Salvatore, guarda là sotto l'aletta parasole... ah, ecco, prenda....
All'interno del furgoncino, nell'abitacolo, due quarantenni, all'apparenza muratori.... Vincenti, che nel frattempo incominciava a smaltire il nervoso, li guardava con insistenza, come intuendo che ci fosse qualcosa che non andava, in quei due. Si avviò verso il retro del furgoncino, seguito dall'autista....
- Cosa trasportate? Mi apre qui dietro?
- Ma, niente, due o tre cose dal cantiere...
- E questa bici..?
- Ah, quella è di mio nipote. La tenevo in magazzino... come domani arriva da giù e mi ha chiesto se gliela portavo a casa, perché non vuole perdere l'allenamento. Sa, corre in una squadra.
- È alto come lei, suo nipote?
- No, molto di più, sarà quasi un metro e ottanta - fece quello orgoglioso.
- Ah, davvero...? :angrymod:Vediamo un po' sta bici....
Vincenti la prese con estrema cura e la estrasse dal furgoncino, stando attento a come appoggiarla.
- Passami un attimo il metro, Rossella...
- Che c'è, qualcosa non va agente?
-


lei lo sa che le bici da corsa hanno le taglie vero?
- Veramente no.. So che mio nipote corre tutti i giorni e il suo allenatore dice che è veramente tagliato per il ciclismo.....
- Più che essere tagliato dovrebbero tagliarlo....

- Come ?

- Beh, uno che è alto un metro e ottanta e va su una bici che sarà a malapena una 48....

qui c'è qualcosa che non quadra.
- No guardi, la bici è di mio nipote...
- E come si chiama questo nipote, Crispino?
-

- No, vedo che qui sul telaio c'è quella scritta...
- Sì, appunto, è il suo diminutivo...
- :angrymod:, va bene. Adesso andiamo al Comando e vediamo di sistemare le cose. Rossella, avvisa Ralletta che rientriamo.
E fu così che Vincenti recuperò una CRISP rubata un mese prima a Busto Arsizio.
Non male, per come era iniziata la giornata...
=== fine ===