Davvero complimenti, in quello che hai scritto ho rivissuto molti dei momenti della mia gara.
Io in settimana ho avuto la febbre, il primo giorno che riuscivo a sentire un po' di energie addosso, finite di prendere tachipirine e aspirine, è stato venerdì. Prima della partenza per Feltre ho dovuto riflettere molto, chiesto pareri che spesso sono stati negativi, ma poi ho pensato che per me "farcela" era troppo importante.
Ieri, ho sentito già dalla partenza che la macchina era ingolfata, iniziato a soffrire dal vallonato, già a 100 mt dalla partenza: gambe dure, cuore alto, dolori alle articolazioni. Ero lì con compagni di squadra solitamente molto più lenti di me, ma non riuscivo a tenere il loro passo.
Le salite le ho sofferte tutte, dalla prima all'ultima, di solito la musica è molto diversa.
Era dall'anno scorso che mi allenavo con ogni condizione meteo, e ogni tipo di percorso, dislivello e kilometraggio, per poter fare il Prestigio quest'anno, per poter fare la mia prima
Sportful: non avrei mai rinunciato, per nulla al mondo!
Prima di questa settimana, con tutte le prove e gli allenamenti fatti, pensavo di poter stare intorno a un tempo di 8.30, molto probabilmente meno, se andava tutto liscio, comunque certamente sotto le 9 ore anche in caso di imprevisti....
Alla fine non ho messo il famoso piede a terra nella parte finale del croce d'aune solo per una curiosa e malsana forma di orgoglio, che non comprendo neppure io.
Quando sono arrivato al traguardo un ragazzo mi ha fermato chiedendomi: "tu sei iannuz, scrivi nel forum?"... io ho risposto si, aggiungendo solo che non ero in condizione di chiacchierare.
Mi scuso con lui se sta leggendo se sono sembrato brusco, avevo bisogno di rimanere da solo: l'arrivo a Feltre mi ha fatto lo stesso effetto di Alessiuccio.
Per quello che può contare, ho chiuso la mia prima sportful con il tempo in RT di 9.55. E ne vado orgoglioso. L'Uomo non è fatto di numeri e non si può descrivere cosa si prova nel riuscire in un'impresa che qualcuno può etichettare come "impossibile".
Non si può descrivere... però noi lo sappiamo, vero?