Non ti immaginavo così piantato in salita...Ho fatto i tempi di Airone, quindi sono andato piano :rosik:![]()

Non ti immaginavo così piantato in salita...Ho fatto i tempi di Airone, quindi sono andato piano :rosik:![]()

L'arrivo a Feltre sarà ancora più emozionante, anche se non c'è lo stesso "pubblico"

Nel tratto di pianura all'inizio della GF c'è stata una rovinosa caduta che ha coinvolto numerosi concorrenti. In particolare uno è finito contro dei paletti di ferro che delimitano la carreggiata. Quando sono passato io la situazione sembrava grave.
Qualcuno ha notizie in merito? Spero sia tutto OK, o quasi.
Facendo solo ciclismo direi che 2000km ben fatti sono il minimo sindacale.
Abitando in quella zona potresti fare come allenamento lungo il giro del percorso corto ma con partenza-arrivo Cesena, se arrivi a poter fare quel giro 3 o 4 volte in Aprile-Maggio vedrai che ti scappa pure il tempo nella gara![]()
Grazie per l'informazione vedrò di fare del mio meglio quest'anno e poi cercherò di stare fermo il minimo possibile in inverno per poi provare il giro che mi hai consigliato da cesena.....
Durante i mesi più freddi se non riesco ad uscire con la bici quale attività può aiutare....es.nuoto o meglio palestra con elittica o altro?

A mente fredda vorrei fare (cosa che non ho mai fatto) un resoconto della mia personalissima 9 Colli, per poterla rivivere quando smetterò di pedalare.
Alla partenza, non avevo un obiettivo particolare, perché se è vero che questanno il mio peggior piazzamento in una GF era un sesto posto è pur vero che questa stagione non mi ero mai cimentato su un percorso così duro. Già in partenza poi (griglia ranking) si capiva che sarebbe stata una corsa con un livello qualitativamente eccezionale: a differenza delle precedenti edizioni, infatti, cerano quasi tutto il gotha del panorama granfondistico nazionale.
In griglia saluto i miei amici: Terlizzi, Mazzi, Di Matteo, Antonioli, ecc..La partenza è relativamente tranquilla e senza pericoli si giunge ai piedi del primo colle. Polenta e Pieve di Rivoschio non scremano il gruppone, mentre una prima selezione si forma sul Ciola. Io in particolare, essendo rimasto attardato in discesa, affronto questa salita con un centinaio di metri di svantaggio dai primi e sono costretto a fare la salita a tutta, riuscendo a riaggangiarmi al gruppo di testa solo in cima. Stessa cosa per il Barbotto, perdo in discesa ed affronto il colle attardato, riuscendo a riaggangiarmi soltanto dopo lo scollinamento. In particolare, le fatiche mi hanno fatto quasi piantare sulle rampe finali più dure, anche se alla fine il tempo finale (15,22) è migliore di dieci secondi rispetto allo scorso anno. Una volta ricompattato il gruppone di testa (saremo stati quaranta-cinquanta) si pone lo stesso dilemma dello scorso anno: girare per il medio, visto che sono con i primi o tentare di proseguire per il lungo, rischiando di saltare in ogni momento. Il mio amico Porzi mi tenta, ma alla fine la decisione è scontata: si opta per il lungo, scelta condivisa dalla maggior parte dei ciclisti del gruppo, visto che soltanto dieci girano per il medio.
Il duro Monte Tiffi va via tranquillamente, mentre sulle lunghe salite di Pugliano e Perticara, soprattutto nel finale, sono costretto stringere i denti e riesco a rimanere in gruppo o a rientrare sempre al limite. Comunque il gruppo si riduce progressivamente ed alla fine restiamo poco più di una ventina. Guardando intorno ho quasi la pelle doca: dopo tre-quarti di gara mi ritrovo insieme ai migliori cicloamatori italiani: i nomi fanno paura, Nikandrov, Cunico, Elettrico (che gentilmente mi offre anche una coca), Zanetti, Pisani, la Copparo, lMg kVis, la Maggi, ecc..: lunico estraneo sembro essere io, ma non ci penso e vado avanti. Passo delle Siepi viene superato agevolmente dal gruppo, anche se con una andatura a scatti, che reggo bene. Ed eccoci al Gorolo. Purtroppo sul tratto duro viene data una menata tremenda che spezza in due il gruppo: io come energia sto molto bene, ma non riesco a tenere landatura imposta dai primi, così resto a bagnomaria. Questa volta non riesco a rientrare sul gruppetto di testa (allo scollinamento avevamo uno svantaggio di circa trenta secondi) e resto in un gruppetto ristretto di cinque-sei persone con cui arriviamo, con cambi regolari, al traguardo, dove, come mi capita spesso, finisco ultimo di volata, piazzandomi in ventiduesima posizione. La sorpresa viene guardando il mio Garmin: 6 ore ed 1!!!! Un tempo eccezionale, che, non avrei mai sognato, nemmeno nelle più rosee previsioni, per di più ottenuto arrivando al traguardo in condizioni dignitose, con ancora energia da spendere. Poi viene la gioia dellabbraccio dei miei e la gara passa in secondo piano.
I giorni successivi iniziano i rimpianti per aver perso i primissimi sul Gorolo, per essere arrivato a soli tre minuti dal primo, ma, se ragiono a mente lucida, sono consapevole di avere compiuto una vera e propria impresa, trovandomi a percorrere la 9 Colli in compagnia del fior fiore del ciclismo amatoriale italiano. Soprattutto se guardo da dove vengo, quello che sono e quello che faccio nella vita, non posso non gioire per un risultato che resterà indelebile nella mia memoria.
Grazie per l'informazione vedrò di fare del mio meglio quest'anno e poi cercherò di stare fermo il minimo possibile in inverno per poi provare il giro che mi hai consigliato da cesena.....
Durante i mesi più freddi se non riesco ad uscire con la bici quale attività può aiutare....es.nuoto o meglio palestra con elittica o altro?
per fare il tempone ... diciamo sotto le 6h30' oltre al buon allenamento sono necessarie doti non comuni, così come è richiesta una resistenza nettamente superiore alla media per terminare l'Oetzy con pochissimi chilometri di allenamentoIo rimango dell'idea che se vuoi fare il tuo tempone ci va un buon allenamento, se vuoi divertirti e arrivare in fondo conta più la testa che le gambe. Poi le proprie convinzioni sono difficili da cambiare.
Io che sono non una mezza s...... ma completa con 100 km o poco più in più ci ho fatto l'Oetzy, naturalmente con molta calma, ma sono arrivato ancora in condizioni decenti e ben prima del tempo massimo. Quest'enfatizzazione delle difficoltà la trovo esagerata. Poi non capisco chi preferisce e si strabatte per arrivare 2o3millesimo sul corto piuttosto che gestirsi un po' di più e arrivare 4o5millesimo sul lungo. Tanto negli annali non ci resta manco fosse arrivato decimoSempre solo e unicamente opinione personalissima
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Bello tutto...
Però per la griglia ho avuto un'esperienza diversa... attorno a me conoscevo tutti, altro che "amicizia con persone sconosciute"!Comunque l'attesa è davvero volata via!!
Un mio amico, ritirato per due guasti meccanici in serie, il secondo non riparabile, mi ha detto che comunque ha dovuto aspettare molto un carro scopa dove trovare posto perché i primi due che sono passati erano "al completo" di ritirati, quindi quel numero ci può stare.
).Tutto giusto tranne il discorso sulla volata finale...
Per me non ne vale la pena.
Vuoi mettere rialzarsi ai 200m farsi scivolare addosso il gruppo e godersi l'arrivo il più a lungo possibile, magari cercando lo sguardo di chi ti sta aspettando da ore. Impagabile...
Colgo l'assist dell'amico Redoute per dare una testimonianza diretta dalla parte dei ritirati.
....omissis....
Colgo l'assist dell'amico Redoute per dare una testimonianza diretta dalla parte dei ritirati.
Premetto che sono uno di quelli che parte per vedere il traguardo. Quindi nessuna ambizione se non quella di arrivare in fondo e raccontarla con gli amici.
Parto da Cesenatico e va tutto bene sulle prime 3 salite.
Scollino il Ciola e quando vado a buttare giù le marce per affrontare la discesa, il cambio mi finisce nei raggi e mi si accartoccia con la catena, si rompe il bilanciere e si spezzano due raggi delle mie amate (e sudate Fulcrum R0 )
Rimango in piedi per culo e con il multiattrezzo di mio cognato smagliamo la catena e smontiamo il cambio. Lo butto in una fratta.
Con la ruota storta e senza cambio riprendo lentamente la discesa verso Mercato saraceno dove c'è un meccanico dell'assistenza.
Ma dopo pochi chilometri mi scoppia il copertone che strusciava sul carro. Piano piano proseguo con la ruota a terra.
In molti mi gridano "ehi hai la ruota a terra!!! " ignorando la sfiga che comincia ad attanagliarmi.
Comunque, riesco ad arrivare dal meccanico che mi rimette in marcia cambiando il copertone e la camera, centrando alla menopeggio la ruota.
Mi accorcia la catena e me la mette in tiro dritto col 34 ma dietro sta sul 17!!! La mia Casati è ora una strana signlespeed.
Vabbè, meglio che niente. Non mi SPAVENTA SALIRE A PIEDI SUL bARBOTTO, ANCHE Perché COL 34-17 MA 'NDO VADO??????
cOMINCIO a salire facendo una specie di super-SFR fino dove le pendenze me lo permettono, poi quando la strada sale di più mi alzo sui pedali e .....stunk, si stucca la catena.
Vabbè, fine dei giochi, gara finita del tutto.
Giro la bici per tornare indietro. mi avvio in discesa, pianino-pianino e a bordo strada per non intralciare il flusso degli altri ciclisti che ancora salgono (anche se ormai veramente 4 gatti)
C'ho la mani sul manubrio e nelle dita tengo la catena (perché non l'ho buttata come ho fatto col cambio non lo so visto che tanto mi volevo ritirare sul serio.) Fatto sta che, ondeggiando, mi finisce nella ruota davanti che si inchioda e mi cappotto.
Gli occhiali (da vista) mi volano via e si fanno in pezzi. Ritroverò solo una stecchetta. Il resto è evaporato misteriosamente. Nemmeno gli infermieri con lo scooter che si fermano a medicarmi le escoriazioni riescono a vederli/trovarli.
Scorticato, con una forte contusione al fianco (oggi c'ho un ematoma grosso come un pallone da calcio), sconsolato e cieco come una talpa, mi avvio a piedi verso il paese.
Passa il primo carro scopa ma è al completo e non può prendermi su, nemmeno a cassone.
Chiamo il numero delle emergenze e gli spiego la situazione( sto a Mercato Saraceno,sono caduto, sono contuso, escoriato, ho la bici inservibile, sono cieco come una talpa e il carro scopa non mi ha caricato: che devo da fa?).
"Fra un po' ne passa un altro"
Vabbè, aspetterò
Mi siedo sulle scale del portico della piazza e metto la bici quasi in mezzo strada a ruote per aria: vediamo se mi vedono.
Dopo un'oretta di attesa (passa una comitiva di svedesi che mi offre acqua e frutta) arriva l'altro carro scopa.
Pure questo è pieno e con la gente a cassone
"Sòrbole, 'n ti poss mica prender su, sai! Posso carcart solo la bici. Per tornare, fra poco passa il pullman"
E vabbè, lasciamoje la bici e aspettamo pure er pullman (ma quanta caxxo de gente se ritira a sta 9Colli?)
Dopo altri 45 minuti arriva sto pullmino 9 posti (vuoto) che carica me ed una altro sventurato di Milano con i crampi.
Saliamo sul Barbotto e facciamo attaccare ai finestrini due tizi con i crampi i quali, però, non si ritirano: arrivati in cima si fanno lasciare a terra per continuare.
Proseguendo sul percorso prendiamo su uno di Mondragone con il copertone scoppiato, un ragazzo di San Giovanni Valdarno con il cerchio in carbonio sbriciolato e ci fermiamo a cambiare la ruota ad una inglese del lungo che ha la pompa rotta.
Dalle 11.45 circa ora della caduta, arrivo al traguardo alle 15.30
Il carroscopa con la mia bici non è arrivato perché sta raccattando i disgraziati sul percorso lungo.
Gli amici con cui sono venuto quassù mi vengono a prendere e mi portano in albergo. Mi lavo, preparo le valigie, paghiamo e ce ne andiamo. Passiamo al traguardo. Prendiamo la bici che intanto è arrivata e ce ne andiamo.
Non credo che tornerò più a Cesenatico anche perché già due anni fa rimasi vittima di una brutta caduta in gruppo a 3 km dall'arrivo e mi dovetti ritirare (me la feci a piedi visto che ero arrivato)
Rifare gli occhiali mi costerà quasi 300 euro.
La Casati la sego a pezzetti appena mi passano i dolori e gli ematomi.
Uno di quelli che aspettano il carro scopa
Una curiosità: ma se un professionista facesse questa GF di cui, totalmente inesperto, mi pare sia una delle GF più famose in Italia dunque vi prendono parte gente veramente veramente forte.... riuscirebbe a fare dal primo all'ultimo km in fuga e vincere la corsa?
dal primo km della pianura iniziale penso solo i migliori 4-500 del panorama internazionale..dalla prima salita penso quasi tutti tranne i più scarsi delle squadrette più piccole di tutte e i velocisti purissimi (che comunque penso che potrebbero arrivare con il gruppetto dei primi e vincere comunque in volata)A mente fredda vorrei fare (cosa che non ho mai fatto) un resoconto della mia personalissima 9 Colli, per poterla rivivere quando smetterò di pedalare.
Alla partenza, non avevo un obiettivo particolare, perché se è vero che questanno il mio peggior piazzamento in una GF era un sesto posto è pur vero che questa stagione non mi ero mai cimentato su un percorso così duro. Già in partenza poi (griglia ranking) si capiva che sarebbe stata una corsa con un livello qualitativamente eccezionale: a differenza delle precedenti edizioni, infatti, cerano quasi tutto il gotha del panorama granfondistico nazionale.
In griglia saluto i miei amici: Terlizzi, Mazzi, Di Matteo, Antonioli, ecc..La partenza è relativamente tranquilla e senza pericoli si giunge ai piedi del primo colle. Polenta e Pieve di Rivoschio non scremano il gruppone, mentre una prima selezione si forma sul Ciola. Io in particolare, essendo rimasto attardato in discesa, affronto questa salita con un centinaio di metri di svantaggio dai primi e sono costretto a fare la salita a tutta, riuscendo a riaggangiarmi al gruppo di testa solo in cima. Stessa cosa per il Barbotto, perdo in discesa ed affronto il colle attardato, riuscendo a riaggangiarmi soltanto dopo lo scollinamento. In particolare, le fatiche mi hanno fatto quasi piantare sulle rampe finali più dure, anche se alla fine il tempo finale (15,22) è migliore di dieci secondi rispetto allo scorso anno. Una volta ricompattato il gruppone di testa (saremo stati quaranta-cinquanta) si pone lo stesso dilemma dello scorso anno: girare per il medio, visto che sono con i primi o tentare di proseguire per il lungo, rischiando di saltare in ogni momento. Il mio amico Porzi mi tenta, ma alla fine la decisione è scontata: si opta per il lungo, scelta condivisa dalla maggior parte dei ciclisti del gruppo, visto che soltanto dieci girano per il medio.
Il duro Monte Tiffi va via tranquillamente, mentre sulle lunghe salite di Pugliano e Perticara, soprattutto nel finale, sono costretto stringere i denti e riesco a rimanere in gruppo o a rientrare sempre al limite. Comunque il gruppo si riduce progressivamente ed alla fine restiamo poco più di una ventina. Guardando intorno ho quasi la pelle doca: dopo tre-quarti di gara mi ritrovo insieme ai migliori cicloamatori italiani: i nomi fanno paura, Nikandrov, Cunico, Elettrico (che gentilmente mi offre anche una coca), Zanetti, Pisani, la Copparo, lMg kVis, la Maggi, ecc..: lunico estraneo sembro essere io, ma non ci penso e vado avanti. Passo delle Siepi viene superato agevolmente dal gruppo, anche se con una andatura a scatti, che reggo bene. Ed eccoci al Gorolo. Purtroppo sul tratto duro viene data una menata tremenda che spezza in due il gruppo: io come energia sto molto bene, ma non riesco a tenere landatura imposta dai primi, così resto a bagnomaria. Questa volta non riesco a rientrare sul gruppetto di testa (allo scollinamento avevamo uno svantaggio di circa trenta secondi) e resto in un gruppetto ristretto di cinque-sei persone con cui arriviamo, con cambi regolari, al traguardo, dove, come mi capita spesso, finisco ultimo di volata, piazzandomi in ventiduesima posizione. La sorpresa viene guardando il mio Garmin: 6 ore ed 1!!!! Un tempo eccezionale, che, non avrei mai sognato, nemmeno nelle più rosee previsioni, per di più ottenuto arrivando al traguardo in condizioni dignitose, con ancora energia da spendere. Poi viene la gioia dellabbraccio dei miei e la gara passa in secondo piano.
I giorni successivi iniziano i rimpianti per aver perso i primissimi sul Gorolo, per essere arrivato a soli tre minuti dal primo, ma, se ragiono a mente lucida, sono consapevole di avere compiuto una vera e propria impresa, trovandomi a percorrere la 9 Colli in compagnia del fior fiore del ciclismo amatoriale italiano. Soprattutto se guardo da dove vengo, quello che sono e quello che faccio nella vita, non posso non gioire per un risultato che resterà indelebile nella mia memoria.


complimenti!A mente fredda vorrei fare (cosa che non ho mai fatto) un resoconto della mia personalissima 9 Colli, per poterla rivivere quando smetterò di pedalare.
Alla partenza, non avevo un obiettivo particolare, perché se è vero che quest’anno il mio peggior piazzamento in una GF era un sesto posto è pur vero che questa stagione non mi ero mai cimentato su un percorso così duro. Già in partenza poi (griglia ranking) si capiva che sarebbe stata una corsa con un livello qualitativamente eccezionale: a differenza delle precedenti edizioni, infatti, c’erano quasi tutto il gotha del panorama granfondistico nazionale.
In griglia saluto i miei amici: Terlizzi, Mazzi, Di Matteo, Antonioli, ecc..La partenza è relativamente tranquilla e senza pericoli si giunge ai piedi del primo colle. Polenta e Pieve di Rivoschio non scremano il gruppone, mentre una prima selezione si forma sul Ciola. Io in particolare, essendo rimasto attardato in discesa, affronto questa salita con un centinaio di metri di svantaggio dai primi e sono costretto a fare la salita a tutta, riuscendo a riaggangiarmi al gruppo di testa solo in cima. Stessa cosa per il Barbotto, perdo in discesa ed affronto il colle attardato, riuscendo a riaggangiarmi soltanto dopo lo scollinamento. In particolare, le fatiche mi hanno fatto quasi piantare sulle rampe finali più dure, anche se alla fine il tempo finale (15,22) è migliore di dieci secondi rispetto allo scorso anno. Una volta ricompattato il gruppone di testa (saremo stati quaranta-cinquanta) si pone lo stesso dilemma dello scorso anno: girare per il medio, visto che sono con i primi o tentare di proseguire per il lungo, rischiando di saltare in ogni momento. Il mio amico Porzi mi tenta, ma alla fine la decisione è scontata: si opta per il lungo, scelta condivisa dalla maggior parte dei ciclisti del gruppo, visto che soltanto dieci girano per il medio.
Il duro Monte Tiffi va via tranquillamente, mentre sulle lunghe salite di Pugliano e Perticara, soprattutto nel finale, sono costretto stringere i denti e riesco a rimanere in gruppo o a rientrare sempre al limite. Comunque il gruppo si riduce progressivamente ed alla fine restiamo poco più di una ventina. Guardando intorno ho quasi la pelle d’oca: dopo tre-quarti di gara mi ritrovo insieme ai migliori cicloamatori italiani: i nomi fanno paura, Nikandrov, Cunico, Elettrico (che gentilmente mi offre anche una coca), Zanetti, Pisani, la Copparo, l’Mg kVis, la Maggi, ecc..: l’unico estraneo sembro essere io, ma non ci penso e vado avanti. Passo delle Siepi viene superato agevolmente dal gruppo, anche se con una andatura a scatti, che reggo bene. Ed eccoci al Gorolo. Purtroppo sul tratto duro viene data una menata tremenda che spezza in due il gruppo: io come energia sto molto bene, ma non riesco a tenere l’andatura imposta dai primi, così resto a bagnomaria. Questa volta non riesco a rientrare sul gruppetto di testa (allo scollinamento avevamo uno svantaggio di circa trenta secondi) e resto in un gruppetto ristretto di cinque-sei persone con cui arriviamo, con cambi regolari, al traguardo, dove, come mi capita spesso, finisco ultimo di volata, piazzandomi in ventiduesima posizione. La sorpresa viene guardando il mio Garmin: 6 ore ed 1’!!!! Un tempo eccezionale, che, non avrei mai sognato, nemmeno nelle più rosee previsioni, per di più ottenuto arrivando al traguardo in condizioni dignitose, con ancora energia da spendere. Poi viene la gioia dell’abbraccio dei miei e la gara passa in secondo piano.
I giorni successivi iniziano i rimpianti per aver perso i primissimi sul Gorolo, per essere arrivato a soli tre minuti dal primo, ma, se ragiono a mente lucida, sono consapevole di avere compiuto una vera e propria impresa, trovandomi a percorrere la 9 Colli in compagnia del fior fiore del ciclismo amatoriale italiano. Soprattutto se guardo da dove vengo, quello che sono e quello che faccio nella vita, non posso non gioire per un risultato che resterà indelebile nella mia memoria.
Colgo l'assist dell'amico Redoute per dare una testimonianza diretta dalla parte dei ritirati....