Io ho seguito quest'anno il 3d con le news di deferimenti e squalifiche.
Quello che ho capito è che chi prende squalifiche pesanti...è perchè ha preso roba "pesante". Non sono ingenuità, sono errori gravi, voluti e soprattutto ponderati e bene. Non è la pasticchetta, non a caso si parla di "cure" volgarmente, e il termine è assolutamente appropriato.
Ancor più perchè non sono errori commessi da gente che di ciclismo ci campa come i professionisti, ma da chi dovrebbe viverlo come l'equivalente di un torneo a calcetto, dove in palio non c'è NULLA, se non un po' di soddisfazione.
Non é corretta la tua affermazione.
Se tu risulti positivo ad un conttrollo antidoping, in corsa o fuori corsa, becchi la squalifica, stabilita dall'art. 293 del Regolamento antidoping UCI, che é di 2 anni per la 1a infrazione e di 2 anni per la 2a infrazione, mentre alla 3a infrazione sei radiato.
Se invece risulti coinvolto in altre aspetti che violano la normativa antidoping, fuori dai controlli antidoping, come alcuni casi recenti allora possono esserti applicate delle sanzioni superiori.
Ed allora vedi che nelle conclusioni arrivi a capire che i Regolamenti prevedono cose diverse da quello che vuol far credere Santilli: e che siano sbagliati in alcuni passaggi concordo.
Perché non si può prevedere che un cicloamatore brocco di 60 anni che risulta positivo ad un controllo, solo perché usa un prodotto per motivi terapeutici legati alla sua salute, venga squalificato per non aver attivato la procedura TUE trattandolo alla stessa stregua di Nibali.
Quindi bisogna modificare quelle parti di regolamenti che sono errati: ma non puoi modificarli a tuo piacere, solo in Italia, introducendo principi illegittimi solo per il fatto che tornano solo utili ai tuoi interessi sportivi!
Non puoi usare la lotta al doping come lo specchietto per catturare le allodole!