Approvata la nuova normativa amatoriale: rivoluzione etica e tutela della salute

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boogerd

Apprendista Passista
14 Ottobre 2009
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procedo per punti.
credo che il thread dove parlare della normativa etica sia questo e non quello da te citato, visto che la normativa etica non è certamente doping tra gli amatori... ma evidentemente il mio basso livello culturale non mi consente di coglierne la pertinenza.

se i commenti che si auspica sono solo quelli del tipo .. Tutti fuori a vita... Il lupo perde il pelo ma non il vizio.. Ecc. Adesso vadano a lavorare ecc. Allora il 3D più pertinente credo sia quello o altri simili. (immagino, perchè li seguo davvero poco)

poi avete portato la discussione su un tema che probabilmente interessa poco al ciclista medio: l'iter procedurale per approvare la normativa.
infatti non affermo che siate off topic, ma solo che magari tali interventi appassionano solo quelli del settore. e tranquillo che è già da un po' che non li leggo più...
figurati cosa me ne impipa se li leggi o meno :mrgreen: credo che questo sia un 3D che il ciclista medio non debba leggere, proprio perchè intrinsecamente tratta di ciclismo con riferimento alla normativa, e quindi interessa coloro che tale normativa vogliono conoscere o discutere

poi capisco benissimo che una norma per essere tale deve essere approvata secondo legge. capisco benissimo che probabilmente l'anno scorso, nella fretta-smania di portarla avanti (per i più disparati motivi) sono stati commessi degli errori a cui si sta cercando di mettere una pezza solo adesso. capisco benissimo che anche se lo sport ha un proprio sistema giuridico, questo non può prevaricare i diritti fondamentali del cittadino stabiliti dalla legge ordinaria. e capisco benissimo che trovate senza senso la mia richiesta di discutere nel merito la normativa e non delle procedure ecc. proprio perchè per voi lo è (deformazione professionale).

per esempio quando viene presentato un ricorso contro una multa viene contestata la procedura utilizzata per accertare l'infrazione, non se l'infrazione è stata commessa o meno. e questo modo di agire, che io non condivido affatto, ma che rappresenta il vostro modus operandi, spesso porta a dei veri obbrobri... e ti prego di non farmi esporre degli esempi... sarebbero tra il ridicolo e il drammatico...

Nn so quale mestiere fai tu, ma io mi in----- abbastanza quando si parla male della mia professione generalizzando come fai tu. Io ricorsi per multe stradali ne ho fatte pochi, e sempre fondati nel merito. Nell'ultimo caso un automobilista Foggiano beccato (senza essere fermato) a parlare a telefono a Roma, mentre invece era a lavorare a Foggia. Un'altro era uno scooter di Foggia beccato a circolare in zona vietata a Firenze.. :angrymod: e comunque anche le norme procedurali sono norme, da applicare prima di quelle sostanziali

tornando in tema ognuno deve pagare le conseguenze per le proprie scelte.
quanto costa tale errore? beh dipende dall'errore...
potrebbe durare anche tutta la vita. se io commetto un reato punito penalmente per legge non potrei accedere a determinate categorie professionali. in pratica non potrei fare proprio alcuni lavori... il mio sacrosanto diritto di lavorare per legge mi viene precluso... e stiamo parlando di lavoro, non di una gf AMATORIALE...
inoltre se commettessi errori gravi nel mio lavoro verrei sbattuto fuori... per il resto della mia vita avrei finito...

mi chiedi cosa intendo per scontare la pena e quale fosse la pena prevista.
credo che tu sappia già quale sarebbe la mia risposta; e so già che tu hai una definizione diversa data dalla differente prospettiva culturale.

perdonami per il paragone, ma è simile al caso in cui un ciclista chiede ad un ingegnere meccanico se è più rigido un telaio in carbonio o uno in acciaio.
tutto comprendiamo bene il senso della domanda, ma l'ingegnere meccanico risponderebbe che si tratta di una domanda che non merita risposta...

la risposta non può essere soggettiva. La pena è stabilita dalla legge. Che prevede squalifiche e radiazioni. La pena DEVE essere predeterminata, e deve esserlo da prima che la persona commetta la violazione della norma per la quale è prevista la pena. Non è questione di prospettiva culturale, ma di regole di civiltà.

per quanto riguarda questa stagione credo innanzitutto che avremo un tasso di positivi rispetto ai controlli maggiore.
questo perchè i controlli sono stati mirati, e spesso sono stati fatti a braccetto della giustizia ordinaria.

benissimo, ma questo che "c'azzecca" con la normativa etica?????????!

poi credo sinceramente che l'introduzione della normativa etica sia stata positiva.
credi... Ed in base a quali dati oggettivi credi??? Sarà mica effetto placebo??

considera che spesso, almeno dalle mia parti, si è fatto finta di non sapere e non capire... quindi magari ci sono stati cicloturisti premiati come primi assoluti...
e come al solito puoi fare tutte le norme che vuoi, ma per farle funzionare serve sempre il buon senso di tutti, non solo di quanti le devono applicare e far rispettare.
non è che magari questa norma non è così condivisa come si vuol far credere??

e ritorno a dire che allontanare quei soggetti che esasperano l'ambiente aiuta l'intero movimento.

e dove la norma etica toglie questa esasperazione?? esasperano... In che senso?? Io e Sindaco abbiamo attrezzature da far invidia alla SKY... Lui va pianino :mrgreen: io qualche garetta ogni tanto la vinco, :==abbiamo misuratori di potenza (io 3 lui 2) preparatori, e via dicendo. L'esasperazione dell'ambiente che cos'è? Tu ti faresti condizionare dalla presenza di Maccanti al via? Ti faresti pure tu?? Oppure ti fai la tua gara per vincere i tuoi migliori tempi e te ne freghi del piazzamento assoluto? Poi in allenamento, non ci sono ex dilettanti ed ex sanzionati nel tuo gruppo? Nn ti esasperano per 340 giorni all'anno e ti esasperano in 10 gare? per carità non prendere le mie parole come l'elogio del dopato. Proprio perchè vado fortino, quando vedo i fenomeni mi girano le balle ad elica.. ( e ne ho visti quest'anno, ti assicuro) ma sono convinto che la norma etica non migliori la situazione, e sia altro che conduca alla "salvezza" del movimento ciclo amatoriale
 

angelo francini

Gregario
27 Ottobre 2014
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colnago
salve oggi girando in internet ho lerto iltitolo di un articolo che diceva che vogliono introdurre il passaporto biologico anche negli amatori, non avendo tempo non ho lettol'articolo, domani se riesci a ritrovarlo posto il link qui, comunque qualcuno di voi sa qualcosa a riguardo? possibile una cosa simile? tra l'altro quest anno hanno anche imppsto che ci si puó tesserare con una sola federazione, e forse unifichwranno la divisione in cayegorie per tutti gli enti. secondo me troppi aggiornamenti in una volta olo non possono essere possibili siamo in Italia. bho illuminatrmi voi

E' una proposta di uno: non é una cosa all'ordine del giorno di nessun Consiglio federale.
Tu potresti proporre, ad esempio, di obbligare quelli "non etici" ad indossare una croce di fianco al loro dorsale (per meglio riconoscerli): anzi se fai questa proposta Santilli la fa approvare subito.

Il tesseramento unico é contenuto sempre nelle Norme che domenica deve approvare il Consiglio federale della FCI.
Per la cronaca gli EPS hanno già detto di no. Non cito la Consulta perché non ha alcuna voce in capitolo.
 

samuelgol

Flughafenwächter
24 Settembre 2007
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Canyon Ultimate SLX. Nome: Andrea
In genere si fa riferimento ai cicloamatori che vengono pagati per correre, invece di provvedere coi propri mezzi a trasferte, iscrizioni, mezzi tecnici, etc.
Secondo me un ciclista viene deferito esasperato in casi molto più "blandi" e spesso per ragioni di invidia.
Esci con la pioggia? sei esasperato. Fai tanti rulli? Sei esasperato. Esci a digiuno e stai attento all'alimentazione? Sei esasperato. Esci col buio e le lucette o alle 5 del mattino quando è già giorno? Sei esasperato. Fai lavori specifici per mettere a frutto il tempo a disposizione? Sei esasperato. Fai più di 10.000 km all'anno o comunque molti più di me? Sei esasperato. In relazione a tutte queste cose ottieni buone prestazioni? Sei esasperato......e pure dopato.:cry
 

angelo francini

Gregario
27 Ottobre 2014
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colnago
Scusa, solo per chiarezza:

1) la corte ritiene illegittimo il divieto al tesseramento agonistico degli indagati, ed e' un fatto, ed in effetti la norma etica viene modificata in senso concorde alla sentenza.

2) la corte ritiene legittima la parte in cui si vieta il tesseramento agli (ex) dopati, ma e' solo un'opinione.

ho capito bene?

E' possibile che una sentenza contenga fatti ed opinioni, mischiati senza definire bene dove finiscono gli uni e cominciano gli altri?

Scusa ma stai facendo un pò di confusione con le sentenze.
Per meglio capire leggi il post 3577 di ieri sera e capirai il perché apparentemente non ti tornano le cose: sai gli avvocati sono bravi ad imbrogliare con le carte, ma ogni tanto si incartano da soli.

La sequenza é questa:
1) la Corte federale FCI il 10.3.2014 fa la prima sentenza e "non vede" che la Morganti é tesserata all'estero e dipende da un'altro Comitato Olimpico e non dalla FCI e dal Coni. Anzi per far credere che abbia dei diritti gli da il contentino di quella modifica che tu dici: se avesse dichiarato l'inammissibilità del ricorso (come doveva fare stante il fatto di non essere tesserata) ne sarebbe partito immediatamente un altro di un tesserato.
2) La Morganti si appella al Coni ricorrendo contro la precedente decisione.
3) Nel frattempo la FCI, come suo diritto, deposita le sue contro memorie (attraverso il fidato avv. Venturelli di Roma): in queste si ricorda (sic!) ed evidenzia che la Morganti non può far ricorso per mancanza di legittimazione ad agire <non tesserata>.
4) L'Alta Corte emette la sua sentenza il 30.5.2014 basando la dichiarazione di inammissibilità proprio sul fatto che la Morganti non ha legittimazione per ricorrere, stante l'appartenenza ad una Federazione e ad un Comitato Olimpico estero.
In tale sentenza l'Alta Corte "non vede" (tutti con la vista bassa questi organi) che comunque nella sentenza Morganti é stato deciso qualcosa che ha modificato il requisito etico
5) In tale sentenza l'Alta Corte esprime un "parere non vincolante" che non doveva esprimere, poiché proibito dalle Norme di funzionamento che deve osservare. Per il motivo di tale affermazione leggi il post 3575.

Spero di essere stato chiaro ed esaustivo.
 
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cacciatorino

Scalatore
12 Agosto 2012
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Porto Recanati, ma con l'appennino nel cuore
www.stimarchetti.it
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BTwin Triban 5
Secondo me un ciclista viene deferito esasperato in casi molto più "blandi" e spesso per ragioni di invidia.
Esci con la pioggia? sei esasperato. Fai tanti rulli? Sei esasperato. Esci a digiuno e stai attento all'alimentazione? Sei esasperato. Esci col buio e le lucette o alle 5 del mattino quando è già giorno? Sei esasperato. Fai lavori specifici per mettere a frutto il tempo a disposizione? Sei esasperato. Fai più di 10.000 km all'anno o comunque molti più di me? Sei esasperato. In relazione a tutte queste cose ottieni buone prestazioni? Sei esasperato......e pure dopato.:cry

Cercavo di definire un parametro oggettivo, e realistico! :mrgreen:

Messa cosi' io sono il piu' fanatico di tutti! o-o
 

angelo francini

Gregario
27 Ottobre 2014
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colnago
Cristallino un par de ciufoli.
Innanzitutto il fatto di poter andare in bici come ciclo turista nulla aggiunge e nulla toglie alla lesione del diritto di potersi tesserare come amatore.

Poi le conseguenzialità logiche ... La seconda sentenza ha emesso un parere che non poteva nemmeno essere espresso. Cosa c'entra questo fatto (ecome si fa a desumerne che non è un semplice parere non richiesto) con il fatto che la sentenza 1 abbia riconosciuto illegittima la norma nella parte in cui escludeva il tesseramento agli indagati?

Boogerd sei più che cristallino.
Quasi come il Dio Ra.

Un mio amico, da bimbi, era convinto di essere diventato ispettore di polizia: non aveva capito che quel titolo lo aveva vinto con i punti di Topolino.
 

lore78

Pedivella
13 Settembre 2011
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Pistoia
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Sempre sporca, ahimé
Premetto di aver letto solo una parte della discussione che si è sviluppata negli ultimi giorni sotto la spinta di angelo francini.

Angelo solleva mi pare due ordini di problemi distinti:
1) la legittimità dell'iter procedimentale con cui la FCI lo scorso anno ha approvato la normativa etica;
2) la liceità nel merito della normativa stessa: di fatto un organo privo del relativo potere emana una sanzione destinata ad avere efficacia retroattiva, punendo quindi in maniera incostituzionale - se ho ben compreso - anche coloro che hanno già scontato la squalifica prevista.

Dico subito che i due profili sono meritevoli di attenzione e di riflessione. Qualcuno, rifacendosi alle multe, ha ironizzato sul fatto che gli avvocati cavillano sui vizi procedimentali; credo invece che invece dovremmo essere tutti d'accordo sul fatto che una sanzione possa e debba essere emanata solo da un organo dotato del relativo potere.
Per essere elementare: credo che possiamo essere tutti d'accordo sul fatto che una circolare del Ministero dell'Interno non potrebbe mai disporre che i poliziotti picchino la gente invece che arrestarla o, all'opposto, mandarla libera. Una tale circolare, prima di essere illecita nel merito, sarebbe illegittima nel metodo, perché il Ministero dell'Interno non ha il potere di emanare sanzioni.

Detto questo, spiego perché, pur non avendo certezze, in linea di massima non sono d'accordo con quanto scrive angelo.
Sarò rozzo:
1) A livello procedurale: la Federazione è un organismo di diritto privato, esattamente come una associazione o una società. Proprio perché si pone al di fuori della sfera pubblica, i suoi organi possono emanare specifiche disposizioni interne volte a disciplinarne l'accesso. Lo può fare il datore verso i propri dipendenti; lo può fare un'associazione verso coloro che chiedono di esserne tesserati;
2) il fatto che sia il CONI (unico organismo pubblico di questa vicenda) ad avere il potere sanzionatorio non ha quindi niente a che vedere con un regolamento interno ad una Federazione che disciplini l'accesso alla stessa anche con tratti afflittivi;

3) Nel merito: si deve distinguere lo status di "condannato" con quello di "squalificato". Quest'ultimo dura il tempo della squalifica; il primo rimane "a vita" e ben può costituire (come mi pare si affermi in un passaggio delle decisioni che avete linkato) un presupposto di fatto al quale legare un specifica disciplina. Ad esempio: a seguito di episodi spiacevoli e ricadute, la cooperativa per il recupero dalle dipendenze "bdc-forum" può decidere, a decorrere dalla x data, che tutti gli ex alcolisti "certificati" non avranno più accesso alla distilleria, oggetto di una delle attività della medesima cooperativa. Nel frattempo, magari, un Tribunale giudicherà il singolo per il reato di guida in stato di ebbrezza, irrogando una sanzione riconosciuta dall'ordinamento. Ma questo, come detto, non ha niente a che vedere con il regolamento interno della cooperativa.
4) questo per dire che l'errore di fondo che si deve evitare è di considerare la normativa etica come una disciplina sanzionatoria. Non lo è. Non emana tecnicamente sanzioni, bensì unicamente disciplina le modalità di tesseramento e tutti i ricorsi così impostati saranno (secondo me, per carità) destinati a fare un buco nell'acqua;
5) né la normativa viola principi fondamentali della persona. Per un verso, la possibilità di tesserarsi come cicloturista garantisce l'uguaglianza intesa come libera esplicazione della propria personalità, manifestata anche attraverso lo sport e la libertà di associazione (art. 3 e 18 Cost.). Per altro verso, la norma può anche essere letta proprio a tutela di principi fondamentali della persona: impedendo l'accesso alla tessera cicloamaoriale si tenta di dissuadere l'ex dopato dal mettere di nuovo a rischio la propria salute per competere in gare amatoriali (per riprendere l'esempio di prima: siccome hai dei precedenti specifici visto che non è costituzionale che ti tolga la macchina, ti chiudo la distilleria. Almeno se guidi, guidi sobrio. E se ti sarai ubriacato, non sarà stato a causa della mia grappa. Che è il mio modo per vigilare sulla tua salute).

Mi fermo qui. Solo fatemi rimettere i panni del ciclorintronato per dire che, per quel che ho visto, i dopati continuano ad esser tali (nel senso che continuano ad assumere farmaci dopanti) addirittura anche durante la squalifica. Mi auguro che questi delinquenti - perché tecnicamente tali sono - trovino sempre meno spazio nel mondo amatoriale.
Quindi spero proprio che la norma sia confermata anche nel 2015.

PS: Non sono d'accordo che l'inciso dell'alta corte sulla ratio della disciplina possa essere derubricata a mera "opinione come un'altra". "Opinioni come altre" sono le mie, le vostre. Al contrario. Essa certamente non fa parte del "giudicato" in senso tecnico, ma - chiamatelo obiter dictum, questione affrontata incidenter tantum, come volete... - questo non le impedisce di esprimere il chiaro orientamento della Corte al riguardo. Orientamento di cui non vedo come non potrà non tenere conto ogni futuro ricorrente che vorrà correttamente argomentare.
 
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angelo francini

Gregario
27 Ottobre 2014
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colnago
Riporto solo l'ultima frase ma condivido tutto l'intervento. o-o

Ma l'ambiente é molto più esasperato da chi vuole quello che non può chiedere!
Tutti vorremmo lo stipendio del direttore delle FS o di Poste Italiane, ma ....
Invece qui si cavalca la tigre (che non lo nego esiste) non per portarla nel recinto, ma per vedere che i é bravi a cavalcarla: nascondendo che dietro le quinte ti stai mangiando il cavallo.
 

rbc

via col vento
7 Maggio 2014
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samurai
In genere si fa riferimento ai cicloamatori che vengono pagati per correre, invece di provvedere coi propri mezzi a trasferte, iscrizioni, mezzi tecnici, etc.
In genere si definisce esasperato chi ci arriva davanti. Il nostro modo di vedere il ciclismo è quello giusto, chi ci arriva davanti è esasperato o dopato o tutti e due.
Secondo me un ciclista viene deferito esasperato in casi molto più "blandi" e spesso per ragioni di invidia.
Esci con la pioggia? sei esasperato. Fai tanti rulli? Sei esasperato. Esci a digiuno e stai attento all'alimentazione? Sei esasperato. Esci col buio e le lucette o alle 5 del mattino quando è già giorno? Sei esasperato. Fai lavori specifici per mettere a frutto il tempo a disposizione? Sei esasperato. Fai più di 10.000 km all'anno o comunque molti più di me? Sei esasperato. In relazione a tutte queste cose ottieni buone prestazioni? Sei esasperato......e pure dopato.:cry
Sono d'accordo.

P. S. 10000 KM a stagione? Sei proprio esasperato! :mrgreen:
 

RicktheQuick

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appiccicaticcio ai cavilli e farmacologia.

tutto normale se si sta parlando di ciclismo amatoriale, vero?
tentativo di appigliarsi alla qualunque per far correre il buffone di turno, mischiando il diritto ad andare in bici con il privilegio di fare il buffone in una gara per il prosciutto e il formaggio, e poi cavilli vari pure per accettare un farmaco piuttosto che un altro.

praticamente del ciclismo amatoriale adesso il tema del contendere è un esercito di malati che sta fisso dall'avvocato per riuscire a vincere in santa pace le gare amatoriali mentre è malato e si prende le sue medicine per vivere...

c'è qualcuno a cui la cosa sembri surreale o ormai è diventato normale che invece che di telai, ruote e rapporti, si parli di quali medicine si possono prendere e come fare per non essere squalificati pur prendendole?

io continuo a pensare che il ciclismo amatoriale dovrebbe essere diviso in serie A e serie B, una per i sani e una per i malati, ovviamente la serie A per i malati, perchè tanto van più forte, e i pochi sani che riescono ad andar forte più o meno come loro...con promozioni e retrocessioni.
 
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RicktheQuick

Apprendista Cronoman
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Secondo me un ciclista viene deferito esasperato in casi molto più "blandi" e spesso per ragioni di invidia.
Esci con la pioggia? sei esasperato. Fai tanti rulli? Sei esasperato. Esci a digiuno e stai attento all'alimentazione? Sei esasperato. Esci col buio e le lucette o alle 5 del mattino quando è già giorno? Sei esasperato. Fai lavori specifici per mettere a frutto il tempo a disposizione? Sei esasperato. Fai più di 10.000 km all'anno o comunque molti più di me? Sei esasperato. In relazione a tutte queste cose ottieni buone prestazioni? Sei esasperato......e pure dopato.:cry

sì, e per amatori del genere servirebbe una serie apposita, poichè fanno vita da professionista e non ha senso metterli nel mucchione. questi ciclisti fanno la vita di un calciatore da serie A e stanno in gara con chi fa la vita di un calciatore di eccellenza, di seconda categoria e soprattutto dell'arci. dividendo le cose in due divisioni ci sarebbe più soddisfazione per tutti.
 

angelo francini

Gregario
27 Ottobre 2014
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Premetto di aver letto solo una parte della discussione che si è sviluppata negli ultimi giorni sotto la spinta di angelo francini.

Detto questo, spiego perché, pur non avendo certezze, in linea di massima non sono d'accordo con quanto scrive angelo.
Sarò rozzo:
1) A livello procedurale: la Federazione è un organismo di diritto privato, esattamente come una associazione o una società. Proprio perché si pone al di fuori della sfera pubblica, i suoi organi possono emanare specifiche disposizioni interne volte a disciplinarne l'accesso. Lo può fare il datore verso i propri dipendenti; lo può fare un'associazione verso coloro che chiedono di esserne tesserati;
2) il fatto che sia il CONI (unico organismo pubblico di questa vicenda) ad avere il potere sanzionatorio non ha quindi niente a che vedere con un regolamento interno ad una Federazione che disciplini l'accesso alla stessa anche con tratti afflittivi;
3) Nel merito: si deve distinguere lo status di "condannato" con quello di "squalificato". Quest'ultimo dura il tempo della squalifica; il primo rimane "a vita" e ben può costituire (come mi pare si affermi in un passaggio delle decisioni che avete linkato) un presupposto di fatto al quale legare un specifica disciplina. Ad esempio: a seguito di episodi spiacevoli e ricadute, la cooperativa per il recupero dalle dipendenze "bdc-forum" può decidere, a decorrere dalla x data, che tutti gli ex alcolisti "certificati" non avranno più accesso alla distilleria, oggetto di una delle attività della medesima cooperativa. Nel frattempo, magari, un Tribunale giudicherà il singolo per il reato di guida in stato di ebbrezza, irrogando una sanzione riconosciuta dall'ordinamento. Ma questo, come detto, non ha niente a che vedere con il regolamento interno della cooperativa.
4) questo per dire che l'errore di fondo che si deve evitare è di considerare la normativa etica come una disciplina sanzionatoria. Non lo è. Non emana tecnicamente sanzioni, bensì unicamente disciplina le modalità di tesseramento e tutti i ricorsi così impostati saranno (secondo me, per carità) destinati a fare un buco nell'acqua;
5) né la normativa viola principi fondamentali della persona. Per un verso, la possibilità di tesserarsi come cicloturista garantisce l'uguaglianza intesa come libera esplicazione della propria personalità, manifestata anche attraverso lo sport e la libertà di associazione (art. 3 e 18 Cost.). Per altro verso, la norma può anche essere letta proprio a tutela di principi fondamentali della persona: impedendo l'accesso alla tessera cicloamaoriale si tenta di dissuadere l'ex dopato dal mettere di nuovo a rischio la propria salute per competere in gare amatoriali (per riprendere l'esempio di prima: siccome hai dei precedenti specifici visto che non è costituzionale che ti tolga la macchina, ti chiudo la distilleria. Almeno se guidi, guidi sobrio. E se ti sarai ubriacato, non sarà stato a causa della mia grappa. Che è il mio modo per vigilare sulla tua salute).

Mi fermo qui. Solo fatemi rimettere i panni del ciclorintronato per dire che, per quel che ho visto, i dopati continuano ad esser tali (nel senso che continuano ad assumere farmaci dopanti) addirittura anche durante la squalifica. Mi auguro che questi delinquenti - perché tecnicamente tali sono - trovino sempre meno spazio nel mondo amatoriale.
Quindi spero proprio che la norma sia confermata anche nel 2015.

PS: Non sono d'accordo che l'inciso dell'alta corte sulla ratio della disciplina possa essere derubricata a mera "opinione come un'altra". "Opinioni come altre" sono le mie, le vostre. Al contrario. Essa certamente non fa parte del "giudicato" in senso tecnico, ma - chiamatelo obiter dictum, questione affrontata incidenter tantum, come volete... - questo non le impedisce di esprimere il chiaro orientamento della Corte al riguardo. Orientamento di cui non vedo come non potrà non tenere conto ogni futuro ricorrente che vorrà correttamente argomentare.

Da come scrivi capisco che sei un legale anche tu. E appunto fai riferimento alle Norme del codice cicile o penale proprie della GIUSTIZIA ORDINARIA.

Quando, nei primi due punti, fai riferimento a regole dello SPORT cadi maldestramente in errore.
Perché:
punto 1) La FCI é un soggetto giuridico di diritto privato che, in base alla Legge istitutiva del CONI e sotto il controllo dello stesso ente, esercita in maniera esclusiva le funzioni pubblicistiche <proprie dello Stato e su delega per Legge dello stesso> in materia di normativa tecnico/disciplinare in ambito dello sport ciclistico, in applicazione delle normative della competente federazione internazionale (UCI).
Questo principio vale per ogni singola FSN o DSA.
Su questi aspetti il Coni non ha alcun potere di intervento, se non il controllo che gli aspetti pubblicistici delegati dallo Stato siano rispettati al pari della materia "giustizia sportiva" e dei "diritti" (fra i quali l'accesso delle società sportive e dei singoli tesserati) che debbono essere uguali per tutto l'ordinamento sportivo nazionale.
Questo per il semplice motivo che non vi può essere un unico codice delle sanzioni, poiché ovviamente ogni sport ha una differente tipologia di provvedimenti sportivi sanzionatori.
Gli EPS non hanno questa valenza ed infatti la Legge, ripresa nei loro Statuti, prevede che gli stessi nell'esercizio di ogni singolo sport debbano applicare le norme tecniche emanate dalla competente FSN.
La Consulta é una associazione non riconosciuta: ossia al pari di un tavolo di coordinamento.

2) La legge dello Stato, affida agli organi di Giustizia del CONI l'ultimo grado di Giustizia dell'ordinamento sportivo: i primi due gradi debbono essere all'interno di ogni singola FSN.
Unica eccezione a tale regola: i procedimenti in materia di doping che prevedono la competenza in prima istanza del Tribunale Nazionale Antidoping del CONI, che ha questi modi procedurali:
a) decisioni di 1° grado della 1a sezione del TNA sono appellabili in 2° grado alla 2a sezione del TNA
b) decisioni di 1° grado della 2a sezione sono appellabili in 2° grado al TAS di Losanna.
Quindi non é vero che la Federazione non ha alcun potere sanzionatorio: il Coni stabilisce i principi fondamentali per gli Statuti e per la Gestione della Giiustizia sportiva che debbono essere ripresi e rispettatai dai Regolamenti federali.

3) ragionamento extra-sportivo. Nello sport puoi essere uno squalificato, un inibito (preclude l'accesso a far parte di una FSN) o un radiato (non puoi far parte di nessuna FSN): quindi non rimani mai "un condannato". Le sanzioni sopra indicate ti precludono di poter essere fisicamente presente nei luoghi riservati agli atleti o agli ufficiali, ma puoi stare nelle parti aperte al pubblico.
La dimostrazione deriva dall'applicazione della Legge 376/2000 ove il Magistrato può condannarti ad una penda detentiva o amministrativa, ma mai ad una sanzione che abbia influenza sul mondo sportivo: questa parte é di competenza del TNA del CONI.
Anche qua esiste se vuoi una piccola eccezione: i DASPO che hanno influenza sull'accesso ai campi di gara, ma non sull'attività sportiva.
Io sono di Bergamo. Il capo degli ultrà dell'Atalanta ha una serie di Daspo lunga chilometri, ma gioca ufficialmente nel campionato di 2a categoria della FIGC.
Questo poichè la Legge dello Stato riconosce la AUTONOMIA allo sport.
Potrei citare anche quanto previsto dal codice WADA in materia di aspetto non punitivo della normativa antidoping, ampiamente disattesa dalla requisito etico.

4) L'errore di fondo é che il requisito etico si pone in contrasto con la normativa internzionale del Codice WADA (applicata in tutto il mondo come Legge statale ed in tutte le FS Internazionali e nazionali) che prevedono per i fatti di doping un sistema sanzionatorio che NON CONSENTE l'applicazione del requisito ETICO.
Questa é una violazione, come ho scritto in altro post, di quegli aspetti pubblicistici che lo Stato ha delegato alle FSn attraverso la Legge istitutiva del CONI.
Le modalità ed i principi di accesso sono "aspetti pubblicistici" che nessuna norma etica può modificare: sono contenuti nello Statuto federale (approvato dal CONI) che nell'ambito di ogni singola FSN equivale alla Costituzione per la Repubblica Italiana.

5) su tale punto ragioni come tutti gli avvocati "ignoranti" (significato etimòlogico) la regolamentazione sportiva che introducono aspetti che nel mondo dello sport non hanno alcuna valenza perché diversamente normati in base all'autonomia concessa dalle Legge.
Nello sport, dove le regole in materia di doping, sono identiche per tutte le categorie (dai professionisti ai cicloturisti) non puoi inventarti una regola che di fatto diventa una modifica di quelle sanzioni stabilite dal Codice WADA.

Ricordiamoci che la predetta Legge 376/2000 "Disciplina della tutela sanitaria delle attività sportive e della lotta contro il doping" si rifà al codice Wada per la parte concernente l'antidoping.

Mi auguro che questo piccolo contributo possa essere utile alla discussione in generale, ma anche ai molti legali presenti sui forum.
Per parlare di Giustizia sportiva bisogna partire dalle Regole del mondo sportivo, non da quelle del codice civile o del codice penale: altrimenti si fa solo INGIUSTIZIA.
Cosa che avviene nel 95% dei casi trattati dagli Organi di Giustizia sportiva.
 

angelo francini

Gregario
27 Ottobre 2014
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appiccicaticcio ai cavilli e farmacologia.

tutto normale se si sta parlando di ciclismo amatoriale, vero?
tentativo di appigliarsi alla qualunque per far correre il buffone di turno, mischiando il diritto ad andare in bici con il privilegio di fare il buffone in una gara per il prosciutto e il formaggio, e poi cavilli vari pure per accettare un farmaco piuttosto che un altro.

praticamente del ciclismo amatoriale adesso il tema del contendere è un esercito di malati che sta fisso dall'avvocato per riuscire a vincere in santa pace le gare amatoriali mentre è malato e si prende le sue medicine per vivere...

c'è qualcuno a cui la cosa sembri surreale o ormai è diventato normale che invece che di telai, ruote e rapporti, si parli di quali medicine si possono prendere e come fare per non essere squalificati pur prendendole?

io continuo a pensare che il ciclismo amatoriale dovrebbe essere diviso in serie A e serie B, una per i sani e una per i malati, ovviamente la serie A per i malati, perchè tanto van più forte, e i pochi sani che riescono ad andar forte più o meno come loro...con promozioni e retrocessioni.

Hai perfettamente ragione: ma questo lo ha voluto chi ha introdotto questa normativa.
Che é lo stesso che si é approvato un regolamento particolare della sua corsa (cosa che doveva bocciare) dove prevede che se per caso risulti positivo alla sua gara o in altre gare nei successivi 2 anni, può chiederti anche 50.000 euro di danni.

Mi ricordo un vecchio adagio: chi é pedè quello che lo prende o quello che te lo mette. io credo tutti e due.
E lo dico con tutto il rispetto per loro e per il diritto di fare come meglio credono.

Il discorso tecnico non ha nulla a che fare con il requisito etico! Su quello si potrebbe tranquillamente normare, ma pensi che a quelli che organizzano certe granfondo interessi questo aspetto?
Conta l'immagine, il marketing, l'appeal sui media, l'etica di far credere che combatti il doping, quando invece l'unica cosa che conta è il BUSINESS.
 

boogerd

Apprendista Passista
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appiccicaticcio ai cavilli e farmacologia.

tutto normale se si sta parlando di ciclismo amatoriale, vero?
tentativo di appigliarsi alla qualunque per far correre il buffone di turno, mischiando il diritto ad andare in bici con il privilegio di fare il buffone in una gara per il prosciutto e il formaggio, e poi cavilli vari pure per accettare un farmaco piuttosto che un altro.

praticamente del ciclismo amatoriale adesso il tema del contendere è un esercito di malati che sta fisso dall'avvocato per riuscire a vincere in santa pace le gare amatoriali mentre è malato e si prende le sue medicine per vivere...

c'è qualcuno a cui la cosa sembri surreale o ormai è diventato normale che invece che di telai, ruote e rapporti, si parli di quali medicine si possono prendere e come fare per non essere squalificati pur prendendole?

io continuo a pensare che il ciclismo amatoriale dovrebbe essere diviso in serie A e serie B, una per i sani e una per i malati, ovviamente la serie A per i malati, perchè tanto van più forte, e i pochi sani che riescono ad andar forte più o meno come loro...con promozioni e retrocessioni.

sì, e per amatori del genere servirebbe una serie apposita, poichè fanno vita da professionista e non ha senso metterli nel mucchione. questi ciclisti fanno la vita di un calciatore da serie A e stanno in gara con chi fa la vita di un calciatore di eccellenza, di seconda categoria e soprattutto dell'arci. dividendo le cose in due divisioni ci sarebbe più soddisfazione per tutti.

Io invece farei una regola etica per non far gareggiare quelli come te, pensa un po'
 
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bach7

Velocista
10 Gennaio 2011
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Pinifarina
e dove la norma etica toglie questa esasperazione?? esasperano... In che senso?? Io e Sindaco abbiamo attrezzature da far invidia alla SKY... Lui va pianino :mrgreen: io qualche garetta ogni tanto la vinco, :==abbiamo misuratori di potenza (io 3 lui 2) preparatori, e via dicendo. L'esasperazione dell'ambiente che cos'è? Tu ti faresti condizionare dalla presenza di Maccanti al via? Ti faresti pure tu?? Oppure ti fai la tua gara per vincere i tuoi migliori tempi e te ne freghi del piazzamento assoluto? Poi in allenamento, non ci sono ex dilettanti ed ex sanzionati nel tuo gruppo? Nn ti esasperano per 340 giorni all'anno e ti esasperano in 10 gare? per carità non prendere le mie parole come l'elogio del dopato. Proprio perchè vado fortino, quando vedo i fenomeni mi girano le balle ad elica.. ( e ne ho visti quest'anno, ti assicuro) ma sono convinto che la norma etica non migliori la situazione, e sia altro che conduca alla "salvezza" del movimento ciclo amatoriale

quando parlo di esasperazione mi riferisco al ritrovarsi ad una gf con gente che fa questo di mestiere. sponsor, ammiraglie ecc. per una gara amatoriale.

capisco benissimo che il giro di soldi non è assolutamente trascurabile... ma per come la vedo io una gf deve essere una manifestazione per chi la bici la vive come un hobby, indipendentemente se va forte o meno, o dal tempo che gli dedica.

non credo che tu abbia un team che ti paga lo stipendio... immagino che il tuo lavoro, che ti permette di portare a casa la pagnotta, sia fare l'avvocato.

se poi riesci ad unire utile e dilettevole arrotondando qualcosa buon per te... ma sinceramente in questo secondo caso non ti invidio...

o-o
 

angelo francini

Gregario
27 Ottobre 2014
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colnago
Una prima risposta, seppur piccola, all'esposto (*) inviato é arrivata
(*) http://www.ciclopassione.com/t1578p...ale-la-falsa-etica-di-gianluca-santilli#15061

Gentile Signor Francini,
la presente per informarLa che in merito alla Sua nota è stato costituito un fascicolo posto in carico al Dipartimento Realtà Economiche e produttive, il cui numero di riferimento è il XXXXXX, che si trova attualmente in fase di istruttoria.
Distinti saluti.
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Chiusa ad ulteriori risposte.