cosa avete mangiato? (parte 11)

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msmtrt1

Maglia Gialla
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Il glutine serve più nella panificazione che nella pasta. Se parliamo di studi scientifici (pubblicati su riviste ufficiali e condotti con metodo scientifico) in realtà l'incidenza reale della sensibilità sarebbe molto inferiore a quella che dovrebbe risultare basandosi sulla presenza di *eventuali* sintomi intestinali, che in vari casi sarebbero *eventualmente* da ricondurre ad altre cause (ad esempio i FODMAPs, carboidrati a catena corta fermentabili).
L'unico modo per togliersi dubbi su una eventuale intolleranza o celiachia è un esame specifico, analizzare *eventuali* sintomi non è sufficiente (proprio perché ci sono altre cause). Ed eliminarlo "a sentimento" potrebbe essere una scelta controproducente.
Il lattosio crea problemi a chi non produce lattasi in età adulta; mantenere il consumo di latte dovrebbe favorire la creazione di un microbiota intestinale più favorevole a rimuovere eventuali prodotti di fermentazione e ridurre sintomi, ma senza incidere sulla persistenza della lattasi (che è una mutazione genetica favorevole). Ma non è una questione di accumulo.

Sempre un piacere leggere i tuoi interventi [emoji106]
 
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Gigiant
Il glutine serve più nella panificazione che nella pasta. Se parliamo di studi scientifici (pubblicati su riviste ufficiali e condotti con metodo scientifico) in realtà l'incidenza reale della sensibilità sarebbe molto inferiore a quella che dovrebbe risultare basandosi sulla presenza di *eventuali* sintomi intestinali, che in vari casi sarebbero *eventualmente* da ricondurre ad altre cause (ad esempio i FODMAPs, carboidrati a catena corta fermentabili).
L'unico modo per togliersi dubbi su una eventuale intolleranza o celiachia è un esame specifico, analizzare *eventuali* sintomi non è sufficiente (proprio perché ci sono altre cause). Ed eliminarlo "a sentimento" potrebbe essere una scelta controproducente.
Il lattosio crea problemi a chi non produce lattasi in età adulta; mantenere il consumo di latte dovrebbe favorire la creazione di un microbiota intestinale più favorevole a rimuovere eventuali prodotti di fermentazione e ridurre sintomi, ma senza incidere sulla persistenza della lattasi (che è una mutazione genetica favorevole). Ma non è una questione di accumulo.

ora genererai il panico :mrgreen:
 

Il Trattore

Maglia Rosa
14 Luglio 2017
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con due ruote
Il glutine serve più nella panificazione che nella pasta. Se parliamo di studi scientifici (pubblicati su riviste ufficiali e condotti con metodo scientifico) in realtà l'incidenza reale della sensibilità sarebbe molto inferiore a quella che dovrebbe risultare basandosi sulla presenza di *eventuali* sintomi intestinali, che in vari casi sarebbero *eventualmente* da ricondurre ad altre cause (ad esempio i FODMAPs, carboidrati a catena corta fermentabili).
L'unico modo per togliersi dubbi su una eventuale intolleranza o celiachia è un esame specifico, analizzare *eventuali* sintomi non è sufficiente (proprio perché ci sono altre cause). Ed eliminarlo "a sentimento" potrebbe essere una scelta controproducente.
Il lattosio crea problemi a chi non produce lattasi in età adulta; mantenere il consumo di latte dovrebbe favorire la creazione di un microbiota intestinale più favorevole a rimuovere eventuali prodotti di fermentazione e ridurre sintomi, ma senza incidere sulla persistenza della lattasi (che è una mutazione genetica favorevole). Ma non è una questione di accumulo.

Ottima analisi. Pure io sapevo questa cosa del lattosio (cioè che è meno probabile diventare intolleranti se si continua a consumarlo).

Aggiungo una cosa sul glutine: esistono test che rilevano la presenza di aplotipi della predisposizione alla celiachia, ovvero della possibilità di svilupparla in un futuro (prossimo o lontano). La cosa non è "bidirezionale", ovvero: in presenza di un test negativo si è certi che NON la si svilupperà (attualmente la ricerca dà un'affidabilità poco superiore al 95%), in presenza di un test positivo POTREBBE manifestarsi in futuro come potrebbe sempre rimanere non manifestata.
 
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Maglia Gialla
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Ottima analisi. Pure io sapevo questa cosa del lattosio (cioè che è meno probabile diventare intolleranti se si continua a consumarlo).

Aggiungo una cosa sul glutine: esistono test che rilevano la presenza di aplotipi della predisposizione alla celiachia, ovvero della possibilità di svilupparla in un futuro (prossimo o lontano). La cosa non è "bidirezionale", ovvero: in presenza di un test negativo si è certi che NON la si svilupperà (attualmente la ricerca dà un'affidabilità poco superiore al 95%), in presenza di un test positivo POTREBBE manifestarsi in futuro come potrebbe sempre rimanere non manifestata.

Il fatto é che in presenza di positività il 99% svilupperà sicuramente l’intolleranza psicologica...
 
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una bitumiera e altri aggeggi a pedali con due ruote più o meno grasse
Il glutine serve più nella panificazione che nella pasta. Se parliamo di studi scientifici (pubblicati su riviste ufficiali e condotti con metodo scientifico) in realtà l'incidenza reale della sensibilità sarebbe molto inferiore a quella che dovrebbe risultare basandosi sulla presenza di *eventuali* sintomi intestinali, che in vari casi sarebbero *eventualmente* da ricondurre ad altre cause (ad esempio i FODMAPs, carboidrati a catena corta fermentabili).
L'unico modo per togliersi dubbi su una eventuale intolleranza o celiachia è un esame specifico, analizzare *eventuali* sintomi non è sufficiente (proprio perché ci sono altre cause). Ed eliminarlo "a sentimento" potrebbe essere una scelta controproducente.
Il lattosio crea problemi a chi non produce lattasi in età adulta; mantenere il consumo di latte dovrebbe favorire la creazione di un microbiota intestinale più favorevole a rimuovere eventuali prodotti di fermentazione e ridurre sintomi, ma senza incidere sulla persistenza della lattasi (che è una mutazione genetica favorevole). Ma non è una questione di accumulo.

Occhio a scrivere cose sensate, non si fa! o-o
 
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betana

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Io ho riportato quello che ho letto, niente di più, non sono nessuno per dire se è sensato o meno, come credo buona parte di noi qui dentro. Non riesco a capire l atmosfera di questo luogo....


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Sarebbe a dire? Io mi riferivo alla celiachia, tralasciando il discorso sul lattosio...
questo
Il glutine serve più nella panificazione che nella pasta. Se parliamo di studi scientifici (pubblicati su riviste ufficiali e condotti con metodo scientifico) in realtà l'incidenza reale della sensibilità sarebbe molto inferiore a quella che dovrebbe risultare basandosi sulla presenza di *eventuali* sintomi intestinali, che in vari casi sarebbero *eventualmente* da ricondurre ad altre cause (ad esempio i FODMAPs, carboidrati a catena corta fermentabili).
L'unico modo per togliersi dubbi su una eventuale intolleranza o celiachia è un esame specifico, analizzare *eventuali* sintomi non è sufficiente (proprio perché ci sono altre cause). Ed eliminarlo "a sentimento" potrebbe essere una scelta controproducente.
Il lattosio crea problemi a chi non produce lattasi in età adulta; mantenere il consumo di latte dovrebbe favorire la creazione di un microbiota intestinale più favorevole a rimuovere eventuali prodotti di fermentazione e ridurre sintomi, ma senza incidere sulla persistenza della lattasi (che è una mutazione genetica favorevole). Ma non è una questione di accumulo.
 
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una bitumiera e altri aggeggi a pedali con due ruote più o meno grasse
In effetti essere fraintesi è un attimo... Comunque mi sembra sensata la cosa, che la celiachia sia riconducibile a un consumo eccessivo di farine raffinate mi sembra che siamo tutti d'accordo, sbaglio?:pecora:

No, non siamo tutti d'accordo, perché la tua è una affermazione senza fondamento. La celiachia è una malattia cronica che si manifesta in soggetti geneticamente predisposti. Amen
 
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No, non siamo tutti d'accordo, perché la tua è una affermazione senza fondamento. La celiachia è una malattia cronica che si manifesta in soggetti geneticamente predisposti. Amen
Certo, geneticamente predisposti ma che evitando un consumo eccessivo di "prodotti raffinati" forse non si manifesterebbe.
 

giulio.gennari

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Certo, geneticamente predisposti ma che evitando un consumo eccessivo di "prodotti raffinati" forse non si manifesterebbe.

Guarda, mia sorella é celiaca e se per caso ingerisce solo la minima traccia di glutine é mal di pancia certo.
Addirittura bisognerebbe evitare il contatto con la pelle...
 

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In effetti essere fraintesi è un attimo... Comunque mi sembra sensata la cosa, che la celiachia sia riconducibile a un consumo eccessivo di farine raffinate mi sembra che siamo tutti d'accordo, sbaglio?:pecora:

prima di tutto bisognerebbe distinguere tra celiachia e sensibilità al glutine. I celiaci devono evitare il glutine, è una sorta di allergia. Per le intolleranze invece, oltre alla quantità, contano anche le associazioni. Pare che per lo sviluppo della celiachia ci sia una componente genetica, forse l'eccesso riguarda solo le intolleranze...che poi a loro volta possono essere vere o presunte, sulle intolleranze si poggia tutto il mercato del senza glutine senza lattosio senza quello senza quell'altro quindi puoi immaginare quanto si spinga dal punto di vista mediatico e anche scientifico. E puoi vedere bene qua dentro quanto questa spinta dia i suoi frutti e ci si metta poco a diventare intolleranti a qualche alimento senza alcun motivo reale (anche io ci sono cascato togliendo il glutine per un breve periodo).
 
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