Solito pranzo con pollo, patate, carote. Sono un Po troppo ripetitivo ultimamente...
Sent from my [device_name] using BDC-Forum mobile app
Sent from my [device_name] using BDC-Forum mobile app
Il glutine serve più nella panificazione che nella pasta. Se parliamo di studi scientifici (pubblicati su riviste ufficiali e condotti con metodo scientifico) in realtà l'incidenza reale della sensibilità sarebbe molto inferiore a quella che dovrebbe risultare basandosi sulla presenza di *eventuali* sintomi intestinali, che in vari casi sarebbero *eventualmente* da ricondurre ad altre cause (ad esempio i FODMAPs, carboidrati a catena corta fermentabili).
L'unico modo per togliersi dubbi su una eventuale intolleranza o celiachia è un esame specifico, analizzare *eventuali* sintomi non è sufficiente (proprio perché ci sono altre cause). Ed eliminarlo "a sentimento" potrebbe essere una scelta controproducente.
Il lattosio crea problemi a chi non produce lattasi in età adulta; mantenere il consumo di latte dovrebbe favorire la creazione di un microbiota intestinale più favorevole a rimuovere eventuali prodotti di fermentazione e ridurre sintomi, ma senza incidere sulla persistenza della lattasi (che è una mutazione genetica favorevole). Ma non è una questione di accumulo.
Il glutine serve più nella panificazione che nella pasta. Se parliamo di studi scientifici (pubblicati su riviste ufficiali e condotti con metodo scientifico) in realtà l'incidenza reale della sensibilità sarebbe molto inferiore a quella che dovrebbe risultare basandosi sulla presenza di *eventuali* sintomi intestinali, che in vari casi sarebbero *eventualmente* da ricondurre ad altre cause (ad esempio i FODMAPs, carboidrati a catena corta fermentabili).
L'unico modo per togliersi dubbi su una eventuale intolleranza o celiachia è un esame specifico, analizzare *eventuali* sintomi non è sufficiente (proprio perché ci sono altre cause). Ed eliminarlo "a sentimento" potrebbe essere una scelta controproducente.
Il lattosio crea problemi a chi non produce lattasi in età adulta; mantenere il consumo di latte dovrebbe favorire la creazione di un microbiota intestinale più favorevole a rimuovere eventuali prodotti di fermentazione e ridurre sintomi, ma senza incidere sulla persistenza della lattasi (che è una mutazione genetica favorevole). Ma non è una questione di accumulo.
Era il mio scopo principaleora genererai il panico![]()

Il glutine serve più nella panificazione che nella pasta. Se parliamo di studi scientifici (pubblicati su riviste ufficiali e condotti con metodo scientifico) in realtà l'incidenza reale della sensibilità sarebbe molto inferiore a quella che dovrebbe risultare basandosi sulla presenza di *eventuali* sintomi intestinali, che in vari casi sarebbero *eventualmente* da ricondurre ad altre cause (ad esempio i FODMAPs, carboidrati a catena corta fermentabili).
L'unico modo per togliersi dubbi su una eventuale intolleranza o celiachia è un esame specifico, analizzare *eventuali* sintomi non è sufficiente (proprio perché ci sono altre cause). Ed eliminarlo "a sentimento" potrebbe essere una scelta controproducente.
Il lattosio crea problemi a chi non produce lattasi in età adulta; mantenere il consumo di latte dovrebbe favorire la creazione di un microbiota intestinale più favorevole a rimuovere eventuali prodotti di fermentazione e ridurre sintomi, ma senza incidere sulla persistenza della lattasi (che è una mutazione genetica favorevole). Ma non è una questione di accumulo.
Ottima analisi. Pure io sapevo questa cosa del lattosio (cioè che è meno probabile diventare intolleranti se si continua a consumarlo).
Aggiungo una cosa sul glutine: esistono test che rilevano la presenza di aplotipi della predisposizione alla celiachia, ovvero della possibilità di svilupparla in un futuro (prossimo o lontano). La cosa non è "bidirezionale", ovvero: in presenza di un test negativo si è certi che NON la si svilupperà (attualmente la ricerca dà un'affidabilità poco superiore al 95%), in presenza di un test positivo POTREBBE manifestarsi in futuro come potrebbe sempre rimanere non manifestata.
Il fatto é che in presenza di positività il 99% svilupperà sicuramente l’intolleranza psicologica...


Solito pranzo con pollo, patate, carote. Sono un Po troppo ripetitivo ultimamente...
Sent from my [device_name] using BDC-Forum mobile app
Pensa che c'è gente che l'intolleranza la sviluppa anche solamente guardando un servizio in TV![]()
Il glutine serve più nella panificazione che nella pasta. Se parliamo di studi scientifici (pubblicati su riviste ufficiali e condotti con metodo scientifico) in realtà l'incidenza reale della sensibilità sarebbe molto inferiore a quella che dovrebbe risultare basandosi sulla presenza di *eventuali* sintomi intestinali, che in vari casi sarebbero *eventualmente* da ricondurre ad altre cause (ad esempio i FODMAPs, carboidrati a catena corta fermentabili).
L'unico modo per togliersi dubbi su una eventuale intolleranza o celiachia è un esame specifico, analizzare *eventuali* sintomi non è sufficiente (proprio perché ci sono altre cause). Ed eliminarlo "a sentimento" potrebbe essere una scelta controproducente.
Il lattosio crea problemi a chi non produce lattasi in età adulta; mantenere il consumo di latte dovrebbe favorire la creazione di un microbiota intestinale più favorevole a rimuovere eventuali prodotti di fermentazione e ridurre sintomi, ma senza incidere sulla persistenza della lattasi (che è una mutazione genetica favorevole). Ma non è una questione di accumulo.

non sono nessuno per dire se è sensato o meno, come credo buona parte di noi qui dentro.
In effetti essere fraintesi è un attimo... Comunque mi sembra sensata la cosa, che la celiachia sia riconducibile a un consumo eccessivo di farine raffinate mi sembra che siamo tutti d'accordo, sbaglio?Non riesco a capire l atmosfera di questo luogo....

Sarebbe a dire? Io mi riferivo alla celiachia, tralasciando il discorso sul lattosio...
questoSarebbe a dire? Io mi riferivo alla celiachia, tralasciando il discorso sul lattosio...
Il glutine serve più nella panificazione che nella pasta. Se parliamo di studi scientifici (pubblicati su riviste ufficiali e condotti con metodo scientifico) in realtà l'incidenza reale della sensibilità sarebbe molto inferiore a quella che dovrebbe risultare basandosi sulla presenza di *eventuali* sintomi intestinali, che in vari casi sarebbero *eventualmente* da ricondurre ad altre cause (ad esempio i FODMAPs, carboidrati a catena corta fermentabili).
L'unico modo per togliersi dubbi su una eventuale intolleranza o celiachia è un esame specifico, analizzare *eventuali* sintomi non è sufficiente (proprio perché ci sono altre cause). Ed eliminarlo "a sentimento" potrebbe essere una scelta controproducente.
Il lattosio crea problemi a chi non produce lattasi in età adulta; mantenere il consumo di latte dovrebbe favorire la creazione di un microbiota intestinale più favorevole a rimuovere eventuali prodotti di fermentazione e ridurre sintomi, ma senza incidere sulla persistenza della lattasi (che è una mutazione genetica favorevole). Ma non è una questione di accumulo.
In effetti essere fraintesi è un attimo... Comunque mi sembra sensata la cosa, che la celiachia sia riconducibile a un consumo eccessivo di farine raffinate mi sembra che siamo tutti d'accordo, sbaglio?![]()
Certo, geneticamente predisposti ma che evitando un consumo eccessivo di "prodotti raffinati" forse non si manifesterebbe.No, non siamo tutti d'accordo, perché la tua è una affermazione senza fondamento. La celiachia è una malattia cronica che si manifesta in soggetti geneticamente predisposti. Amen
Certo, geneticamente predisposti ma che evitando un consumo eccessivo di "prodotti raffinati" forse non si manifesterebbe.
In effetti essere fraintesi è un attimo... Comunque mi sembra sensata la cosa, che la celiachia sia riconducibile a un consumo eccessivo di farine raffinate mi sembra che siamo tutti d'accordo, sbaglio?![]()