@samuelgol Io vivo in città metropolitana e lavoro a 80 km da casa in vallata alpina con densità di popolazione inferiore a provinz Bozen, dove comunque c'è una città di oltre 100000 abitanti (sono operatore sanitario): nella vallata alpina ora - a differenza di marzo/aprile - la situazione è catastrofica (scarlatta), non meno che in città, poiché la popolazione per mesi diceva: "tanto siamo tra noi", nessuna misura, nessuna diffidenza, nessun dubbio, totale sicurezza che tutto era passato. Se il bestio inizia a girare tra la gente alpina può essere peggio che in città poiché il contagio richiede - in genere - un contatto protratto, oltre 10-15 minuti e le occasioni di contatto
protratto sono simili in città e valli (in città a peggiorare la situazione ci sono i trasporti pubblici, ma nelle valli ho visto una noncuranza totale relativamente alle misure di protezione superiore a quella comunque vista in città, quindi il risultato finale può essere simile), mi spiego meglio: il numero di persone con cui si ha un contatto protratto - al di là dei trasporti - non differisce molto tra città e periferie.
Non escluderei che il Tirolo meridionale sia inopinatamente passato da rosso a giallo, magari perché - contando tra i criteri anche l'occupazione dei letti di terapia intensiva - sono stati conteggiati come posti letto alcuni messi a disposizione a Innsbruck (ipotesi del tutto personale, mai sentito nulla di simile)... La Vallée è rimasta rossa.