chiudo una provincia e lascio aperto quella vicina con pochi contagi, fra 2 mesi riapro, la gente si muoverà di più e da quella che era chiusa il virus si propagherà anche in quella libera no? così poi chiudo tutto e sono a posto ma intanto ho perso 2 mesi e fatto qualche morto evitabile.Se una provincia è gialla e una è rossa e sono confinanti, quelli della rossa non possono andare in quella gialla nè viceversa, quindi la gialla rimane con i suoi pochi casi. Un confine deve sempre esserci, non è che siccome è regionale allora è razionale, mentre provinciale no...
Io sono di Piacenza (gialla) confina con Parma (gialla), Genova (gialla), Alessandria (rossa), Lodi (rossa), Pavia (rossa), Cremona (rossa).
A dire il vero i confini con Genova sono montani, quindi c'è poco scambio, quelli con Alessandria sono più che altro "geografici" visto il piccolo lembo di terra di confine sperduto fra i monti... ma le altre province padane lombarde e con Parma ci sono scambi continui.
Infatti ora Lodi, Pavia, Cremona, sono di fatto nella stessa nostra situazione, NON IN CRISI, quindi che loro siano rossi è sbagliato, secondo me.
la sanità è regionale quindi ci si adatta
seguendo il tuo ragionamento si potrebbe fare una differenziazione per comuni o addirittura frazioni e località
classica pensata all'Italia del campanile o meglio dell'orticello sottocasa
a marzo tutto il sud è stato chiuso 2 mesi e quasi non aveva contagi
e pure buona parte del nord, quando il 70-80% dei casi e dei morti erano in Lombardia
però forse è servito ad evitare il che il virus si propagasse molto anche li


