A mio parere se per passione per il ciclismo intendiamo la pratica di questo sport, il migliorare le proprie capacità, il vivere le esperienze che questo sport offre ed essere anche tifosi degli atleti preferiti mi vien da dire che lo spazio c'è ed è anche ampio.
Forse manca, o meglio si è attenuata, la capacità di cogliere le opportunità.
Il mondo del ciclismo, nel tempo, si è profondamente modificato e l'era dello sport "eroico" per come lo abbiamo visto si è chiusa; si è aperta l'era di uno sport altamente tecnologico che interessa i materiali e chi lo pratica con interessi economici che lo condizionano in modo pesante. Penso quindi che la diversa percezione (passione) sia fisiologica.
Ci si entusiasmava un tempo per "l'uomo solo al comando" e ora, invece, se c'è un uomo solo al comando si discute se la cosa sia naturale o artificiale. Sono modi di percepire e interpretare fatti simili in modi radicalmente diversi.
Non ricordo, quando ho iniziato a correre in bici - da appassionato e con una modesta, per risultati, attività agonistica - le maniacali attenzioni che oggi vengono dedicate ai decimi di watt etc. da parte di tutti, ma questo era dovuto alle tecnologie che in quel momento storico erano disponibili.
La percezione dello sport era diversa, la tecnologia e il marketing ancora non la facevano da padrone come oggi e l'essenza dello sport era, sostanzialmente il pedalare ed entusiasmarci per le imprese dei Campioni.
Con questo non voglio dire che era meglio o era peggio. Il ciclismo era quello e quello, anche dal punto di vista della comunicazione, ed era quello che alimentava le nostre passioni.
Ora è sostanzialmente diverso e anche la passione è diversa. C'è la possibilità di discutere dei massimi sistemi o dei marginal gain e, di conseguenza, le passioni cambiano.
Noto però la presenza di anticorpi se intendiamo questa evoluzione in senso negativo: il fenomeno
gravel ad esempio io lo riconduco a una ricerca, da parte dei praticanti, di un ciclismo dai contenuti più "umani": non interessa a nessuno quanti watt si risparmiano a 50 km/h perché non ci si arriva a quella velocità o sentirsi una pippa perché se guardi Strava il tuo tempo nel segmento e all'ultimo posto.
In questo caso si pedala per il piacere di pedalare e basta.
Poi se la passione si esterna nella ricerca della performance, oppure nelle critiche feroci verso il vincente di turno oppure verso l'azienda/e produttori di bici o componenti se non producono quello che vogliamo noi, e i dibattiti del forum (ex bar) si orientano in questa direzione, vuol dire che la passione ha trovato nuovi spazi ed è stata reinterpretata in una chiave nuova rispetto alla precedente.
In sintesi non è venuta meno, C'è ma è diversa.