Secondo me il problema è che almeno in Italia (all estero non lo so), non c'è ricambio generazionale.
Oramai vado in bici da quando avevo 13 anni, ora ne ho 49 e vedo che chi va in bici sono sempre gli stessi, anzi negli anni qualcuno ha smesso... Tutti i gruppi che vedo in giro hanno un età media di 50 60 anni, under 40 non ne vedo da anni, ai giovani del ciclismo su strada non importa niente... C'è qualche ragazza in più, questo si... Ma il ciclismo su strada è uno sport da " vecchi" è un dato di fatto, lo vedo tutti i giorni...
Tant'è che abbiamo grandissimi problemi anche nel ciclismo professionistico perché i giovani non si interessano a questo sport.
Quindi è ovvio che le vendite siano in calo...il periodo COVID non fa testo. Tra casual biker che hanno preso la bici con gli incentivi, chi l ha presa perché era l'unica cosa che potevi fare, senza contare il boom delle e-bike...
Ricordo dopo il COVID nelle strade che faccio tutti i giorni da una vita sembrava di essere al giro d Italia quando ora incontri i soliti gruppi al solito orario e qualche ciclista solitario.
Ora ci sono una marea di bici in vendita di tutti i tipi e con 300km se va bene...
Il mercato è fatto sempre dai soliti e sono più quelli che smettono di quelli che iniziano... C'è poco da fare marketing, senza contare che purtroppo noi ciclisti siamo odiati da tutti gli utenti della strada... E anche questo non aiuta