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È arrivata l'ora del freno a disco? ( abbiamo bisogno di frenare di più?)
Testo
<blockquote data-quote="green dolphin" data-source="post: 6444565" data-attributes="member: 7692"><p>Beh dai, le prime Gary Fisher avevano già geometrie specifiche, anche Niner nasce come marchio dedicato alle ruotone con geometrie studiate per le 29er, e nei primi anni è il telaio front che va di più a livello commerciale e ha anche un gran riscontro sul campo. Poi certo, non c'erano ancora manubri dedicati con la larghezza adeguata, copertoni, cerchi leggeri. Per non parlare dei rapporti, eravamo nella fase in cui ormai abbandonata la tripla si studiavano varie soluzioni per la doppia (e anche lì Shimano arrivò quasi per ultima).</p><p></p><p>Vero che le bdc disc partono con questo vantaggio dell'esperienza fatta nel settore mtb, ma devono anche scardinare un sistema freno a rim collaudato e che funziona bene direi: non si può non essere soddisfatti da un impianto a rim su ruote in alluminio se settato bene, al momento è così. Sulla mtb tale sistema, nonostante i cerchi in ceramica, etc. era arrivato ad un punto morto: nella maggioranza delle situazioni era insufficiente o poco performante. Quindi il passaggio è stato decisamente più facile, anche perché necessario.</p><p></p><p>Da parte mia sono un po' fuori dal coro, non ho provato una bdc disc, (ma ho una gravel disc oltre alla mtb) eppure non mi spaventa il cambiamento, anzi lo approvo. Ben sapendo che ciò mi obbligherà a cambiare set di ruote, telaio, perni passanti, etc. Ma la domanda che mi faccio è: tra 10 anni o poco oltre la mia bdc che già è un 2001 sarà l'equivalente delle bdc in acciaio con il cambio al telaio, 8-9 velocità, che ancora vedo pedalare a qualche anziano, alcuni con i punta piedi (per carità, bellissime bici alcune e con un gran fascino). Ma io voglio veramente fermarmi a ciò che ho oppure voglio seguire il cambiamento? Perché se no non si spiega perché ad esempio tutti cambiamo casco, al di là della sicurezza, nessuno o quasi pedala più con scarpe con il velcro che andavano per la maggiore prima dei vari cricchetti e poi boa. Eppure ricordo bene che ci sono stati anni in cui si cercava il casco più ventilato e leggero possibile, ora vedi le foto di gente con delle scodelle praticamente chiuse in testa anche con 40°. Quindi a fronte di tutto questo ci vuole coraggio a dire che scegliere i dischi è solo una moda...</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="green dolphin, post: 6444565, member: 7692"] Beh dai, le prime Gary Fisher avevano già geometrie specifiche, anche Niner nasce come marchio dedicato alle ruotone con geometrie studiate per le 29er, e nei primi anni è il telaio front che va di più a livello commerciale e ha anche un gran riscontro sul campo. Poi certo, non c'erano ancora manubri dedicati con la larghezza adeguata, copertoni, cerchi leggeri. Per non parlare dei rapporti, eravamo nella fase in cui ormai abbandonata la tripla si studiavano varie soluzioni per la doppia (e anche lì Shimano arrivò quasi per ultima). Vero che le bdc disc partono con questo vantaggio dell'esperienza fatta nel settore mtb, ma devono anche scardinare un sistema freno a rim collaudato e che funziona bene direi: non si può non essere soddisfatti da un impianto a rim su ruote in alluminio se settato bene, al momento è così. Sulla mtb tale sistema, nonostante i cerchi in ceramica, etc. era arrivato ad un punto morto: nella maggioranza delle situazioni era insufficiente o poco performante. Quindi il passaggio è stato decisamente più facile, anche perché necessario. Da parte mia sono un po' fuori dal coro, non ho provato una bdc disc, (ma ho una gravel disc oltre alla mtb) eppure non mi spaventa il cambiamento, anzi lo approvo. Ben sapendo che ciò mi obbligherà a cambiare set di ruote, telaio, perni passanti, etc. Ma la domanda che mi faccio è: tra 10 anni o poco oltre la mia bdc che già è un 2001 sarà l'equivalente delle bdc in acciaio con il cambio al telaio, 8-9 velocità, che ancora vedo pedalare a qualche anziano, alcuni con i punta piedi (per carità, bellissime bici alcune e con un gran fascino). Ma io voglio veramente fermarmi a ciò che ho oppure voglio seguire il cambiamento? Perché se no non si spiega perché ad esempio tutti cambiamo casco, al di là della sicurezza, nessuno o quasi pedala più con scarpe con il velcro che andavano per la maggiore prima dei vari cricchetti e poi boa. Eppure ricordo bene che ci sono stati anni in cui si cercava il casco più ventilato e leggero possibile, ora vedi le foto di gente con delle scodelle praticamente chiuse in testa anche con 40°. Quindi a fronte di tutto questo ci vuole coraggio a dire che scegliere i dischi è solo una moda... [/QUOTE]
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