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13 ottobre 2013 - GF di Roma
Testo
<blockquote data-quote="pizzirilloo" data-source="post: 4448808" data-attributes="member: 43783"><p>Come non quotarti. A Roma non deve essere certamente facile organizzare una manifestazione del genere. Ricordiamoci che questa è la città in cui può accadere che si paralizzi metà quadrante del GRA, e delle strade ad esso interne, a causa dell'inaugurazione di un negozio (Trony) che offre elettrodomestici a metà prezzo!</p><p></p><p>Tuttavia, ciò non vuol dire che sia impossibile organizzare una gara ciclistica, ma comporta un'organizzazione adeguata a gestire la complessità e le problematiche che altri contesti urbani non presentano. Occorre anche un'attenta pianificazione preventiva, che coinvolga per tempo le autorità competenti. Infine, è necessario anche un coivolgimento "emotivo" della popolazione, attraverso la sua prematura sensibilizzazione.</p><p></p><p>Un evento organizzato sulla base di tali presupposti non può più essere considerato come una "semplice" gara domenicale organizzata da un singolo gruppo sportivo, come accade nella maggior parte delle GF, ma diventa qualcosa di più importante soprattutto quando si insiste per legarlo al nome di una città per accrescerne il richiamo mediatico.</p><p></p><p>Ebbene, nel caso di specie è evidente che se si scopre solo nell'ultima settimana che non ci sono le necessarie autorizzazioni, vuol dire che non c'è stata una pianificazione tempestiva altrimenti il problema del lungo sarebbe emerso sei mesi fa o anche prima. Idem per la variante del percorso del medio. Ovviamente, una tale carenza non può che essere imputata al soggetto cui compete la pianificazione e, dunque, all'organizzatore. Tuttavia, non conoscendo i dettagli dei fatti, ma sapendo come funzionano (?!?) i meccanismi politico-amministrativi, che sono affidati all'arbitrio di singoli (spesso ignoranti e superficiali) è facile pensare che un bel giorno qualcuno abbia fatto mente locale e si sia spaventato di fronte a un evento del genere!</p><p></p><p>Forse il percorso da 160 era troppo ambizioso o forse non si doveva passare per i Castelli. </p><p></p><p>In ogni caso, penso che se domenica potremo pedalare per le strade di Roma e dintorni a qualcuno (l'organizzatore) lo dobbiamo, anche se per fare questo abbiamo dovuto pagare. E non poco.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="pizzirilloo, post: 4448808, member: 43783"] Come non quotarti. A Roma non deve essere certamente facile organizzare una manifestazione del genere. Ricordiamoci che questa è la città in cui può accadere che si paralizzi metà quadrante del GRA, e delle strade ad esso interne, a causa dell'inaugurazione di un negozio (Trony) che offre elettrodomestici a metà prezzo! Tuttavia, ciò non vuol dire che sia impossibile organizzare una gara ciclistica, ma comporta un'organizzazione adeguata a gestire la complessità e le problematiche che altri contesti urbani non presentano. Occorre anche un'attenta pianificazione preventiva, che coinvolga per tempo le autorità competenti. Infine, è necessario anche un coivolgimento "emotivo" della popolazione, attraverso la sua prematura sensibilizzazione. Un evento organizzato sulla base di tali presupposti non può più essere considerato come una "semplice" gara domenicale organizzata da un singolo gruppo sportivo, come accade nella maggior parte delle GF, ma diventa qualcosa di più importante soprattutto quando si insiste per legarlo al nome di una città per accrescerne il richiamo mediatico. Ebbene, nel caso di specie è evidente che se si scopre solo nell'ultima settimana che non ci sono le necessarie autorizzazioni, vuol dire che non c'è stata una pianificazione tempestiva altrimenti il problema del lungo sarebbe emerso sei mesi fa o anche prima. Idem per la variante del percorso del medio. Ovviamente, una tale carenza non può che essere imputata al soggetto cui compete la pianificazione e, dunque, all'organizzatore. Tuttavia, non conoscendo i dettagli dei fatti, ma sapendo come funzionano (?!?) i meccanismi politico-amministrativi, che sono affidati all'arbitrio di singoli (spesso ignoranti e superficiali) è facile pensare che un bel giorno qualcuno abbia fatto mente locale e si sia spaventato di fronte a un evento del genere! Forse il percorso da 160 era troppo ambizioso o forse non si doveva passare per i Castelli. In ogni caso, penso che se domenica potremo pedalare per le strade di Roma e dintorni a qualcuno (l'organizzatore) lo dobbiamo, anche se per fare questo abbiamo dovuto pagare. E non poco. [/QUOTE]
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