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1a Fase dell'anno - allenamento fondo
Testo
<blockquote data-quote="ciclotrainer" data-source="post: 997508" data-attributes="member: 7309"><p>I miei erano solo esempi, è normale che la dieta debba essere molto variata, ma in quello che scrivi c'è una inesattezza, la dieta a zona, comunemente definita 40-30-30 non si riferisce alla perc della quota dei macronutrienti cioè 40% carbo-30%proteine e 30% grassi, ma assume che la proporzione debba essere calcolata sull'apporto energetico, per ottenere questo equilibrio normalmente in termini di parte edibile vi deve essere un rapporto tra proteine e carboidrati pari a 0.78, che normalmente si ottiene con 7g di proteine e 9g di carboidrati, completando la proporzione con 3g di grassi.</p><p>In realtà gli atleti che seguono la zona non utilizzano quel rapporto, cioè 0.78, ma normalmente utilizzano un rapporto 0.60-0.65 (quindi in realtà intorno al 52-53% di carbo), quindi con un maggiore apporto di carbo, che poi è lo stesso rapporto che utilizzo io, per definizione è zona quando il rapporto tra proteine e carbo va da 0.60 a 0.90, chiaramente negli sport di potenza si andrà più verso 0.90. Tale rapporto nei macronutrienti, sia esso più carbo o più proteico, determina una bassa risposta all'insulina, cioè l'indice glicemico dei carbo viene addomesticato dalla quota proteica e grassa, di conseguenza si realizza un effetto favorevole all'ormone glucagone che mobilita i grassi, mentre una dieta molto sbilanciata sui carbo favorisce l'insulina e deprime il glucagone, con le ovvie conseguenze, e con la scarsa attivazione dei meccanismi di mobilitazione dei grassi che invece sono fondamentali per l'endurance. Inoltre l'eccesso di insulina crea un ambiente sfavorevole all'ormone GH, e questo non favorisce certo il recupero in termini di ricostituzione della massa muscolare danneggiata dall'esercizio. Infine bisogna considerare che l'insulina, per meccanismi di natura ancestrale scolpiti nel nostro dna, ha il compito di stoccare le riserve energetiche, per cui dopo l'esercizio fisico, preferibilmente intenso, quando il muscolo è svuotato di glicogeno, assumere carboidrati ha l'effetto di produrre insulina che ricostituirà le riserve di glicogeno muscolare, e più si utilizzano le riserve più la ricostituzione è maggiore fino al 300%.</p><p>Io non pratico in modo ferreo il regime alimentare a zona, però alcuni pasti della giornata li assumo con quelle proporzioni, e devo dire che mi trovo benissimo.Ciao</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="ciclotrainer, post: 997508, member: 7309"] I miei erano solo esempi, è normale che la dieta debba essere molto variata, ma in quello che scrivi c'è una inesattezza, la dieta a zona, comunemente definita 40-30-30 non si riferisce alla perc della quota dei macronutrienti cioè 40% carbo-30%proteine e 30% grassi, ma assume che la proporzione debba essere calcolata sull'apporto energetico, per ottenere questo equilibrio normalmente in termini di parte edibile vi deve essere un rapporto tra proteine e carboidrati pari a 0.78, che normalmente si ottiene con 7g di proteine e 9g di carboidrati, completando la proporzione con 3g di grassi. In realtà gli atleti che seguono la zona non utilizzano quel rapporto, cioè 0.78, ma normalmente utilizzano un rapporto 0.60-0.65 (quindi in realtà intorno al 52-53% di carbo), quindi con un maggiore apporto di carbo, che poi è lo stesso rapporto che utilizzo io, per definizione è zona quando il rapporto tra proteine e carbo va da 0.60 a 0.90, chiaramente negli sport di potenza si andrà più verso 0.90. Tale rapporto nei macronutrienti, sia esso più carbo o più proteico, determina una bassa risposta all'insulina, cioè l'indice glicemico dei carbo viene addomesticato dalla quota proteica e grassa, di conseguenza si realizza un effetto favorevole all'ormone glucagone che mobilita i grassi, mentre una dieta molto sbilanciata sui carbo favorisce l'insulina e deprime il glucagone, con le ovvie conseguenze, e con la scarsa attivazione dei meccanismi di mobilitazione dei grassi che invece sono fondamentali per l'endurance. Inoltre l'eccesso di insulina crea un ambiente sfavorevole all'ormone GH, e questo non favorisce certo il recupero in termini di ricostituzione della massa muscolare danneggiata dall'esercizio. Infine bisogna considerare che l'insulina, per meccanismi di natura ancestrale scolpiti nel nostro dna, ha il compito di stoccare le riserve energetiche, per cui dopo l'esercizio fisico, preferibilmente intenso, quando il muscolo è svuotato di glicogeno, assumere carboidrati ha l'effetto di produrre insulina che ricostituirà le riserve di glicogeno muscolare, e più si utilizzano le riserve più la ricostituzione è maggiore fino al 300%. Io non pratico in modo ferreo il regime alimentare a zona, però alcuni pasti della giornata li assumo con quelle proporzioni, e devo dire che mi trovo benissimo.Ciao [/QUOTE]
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