Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Menu
Home
Forum
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Novità
Nuovi Messaggi
Nuovi media
Nuovi commenti media
Ultime Attività
Nuove inserzioni nel mercatino
Nuovi commenti nel mercatino
Mercatino
Nuove inserzioni
Nuovi commenti
Latest reviews
Cerca nel mercatino
Feedback
Guarda le statistiche
Training Camp
Pianificazione
MTB
Media
Nuovi media
Nuovi commenti
Cerca media
EBIKE
Accedi
Registrati
Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Menu
Install the app
Installa
Rispondi alla discussione
JavaScript è disabilitato. Per una migliore esperienza di navigazione attivalo nel tuo programma o nella tua app per navigare prima di procedere.
Stai usando un browser molto obsoleto. Puoi incorrere in problemi di visualizzazione di questo e altri siti oltre che in problemi di sicurezza. .
Dovresti aggiornarlo oppure
usarne uno alternativo, moderno e sicuro
.
Home
Forum
Gare
Granfondo
2 morti Granfondo di Torino-vietare l'agonismo dopo una certa età?
Testo
<blockquote data-quote="ARCHIBIKE1" data-source="post: 7830727" data-attributes="member: 74537"><p>Sono d'accordo. Aggiungerei che in Italia, per partecipare a una GF, i controlli sono al massimo livello più di qualsiasi altra nazione: per l'agonismo e per il cicloturismo vengono richiesti i rispettivi certificati medici obbligatori mentre all'estero la partecipazione è libera e legata alla sola volontà del singolo di partecipare senza alcun controllo preventivo. Credo che certe morti sono inevitabili e imponderabili. Io personalmente ho corso il "rischio" contrario cioè di essere inibito all'attività sportva nonostante il mio buono stato di salute, come spesso accade quando certi medici per eccesso di zelo, per paura e per auto-tutela adottano una "medicina di sicurezza" esagerata e sproporzionata che diventa una sorta di limitazione di libertà del paziente: è sempre meglio non fare.</p><p>A 46 anni decisi di riprendere la bici (ho fatto l'allievo da giovane) e andai a fare una visita agonistica, perchè più completa, senza ambizioni competitive, in un centro universitario abruzzese. La visita andò benissimo ma prima della firma del certificato, richiesi io stesso degli approfondimenti per essere più sicuro e tranquillo: conducevo una vita sedentaria da fumatore incallito con 50k km. in auto all'anno. Il professore universitario mi fece subito un Ecocolordoppler cardiaco e scopì "un soffio al cuore". Mi scese una spada di Damocle sul collo: mi vietò di andare in bici e mi diede una sfilza di esami da fare. Uscii e subito contattai un medico sportivo (che tutt'oggi fa parte di un team pro-tour) che guardando l'elettrocardiogramma mi disse che era tutto normale. Io continuai ad uscire in bici e dopo due mesi tornai dal prof. con le analisi fatte (compreso l'holter) che risultarono perfette; il prof. voleva rilasciarmi il certificato agonistico per 6 mesi e solo dietro mia insistenza me lo firmò per 12.</p><p>Morale: da allora, 18 anni fa, presi la bici come una terapia con mia massima soddisfazione ed è cambiata la mia vita, in meglio ovviamente. Dopo qualche mese smisi di fumare e dopo aver ripreso tonicità cominciai a gareggiare nelle GF e nei circuiti. Dal Covid mi allena un preparatore che mi dà la possibilità di sostituire le uscite in bici con i rulli e mi dice come devo allenarmi caricando gli allenamenti su Training-Peaks. Ai miei coetanei che hanno problemi di pressione arteriosa e di glicemia dico sempre che io ho "la mia terapia" (incrociando le dita <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_wink.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=";-)" title="Icon Wink ;-)" data-shortname=";-)" />)</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="ARCHIBIKE1, post: 7830727, member: 74537"] Sono d'accordo. Aggiungerei che in Italia, per partecipare a una GF, i controlli sono al massimo livello più di qualsiasi altra nazione: per l'agonismo e per il cicloturismo vengono richiesti i rispettivi certificati medici obbligatori mentre all'estero la partecipazione è libera e legata alla sola volontà del singolo di partecipare senza alcun controllo preventivo. Credo che certe morti sono inevitabili e imponderabili. Io personalmente ho corso il "rischio" contrario cioè di essere inibito all'attività sportva nonostante il mio buono stato di salute, come spesso accade quando certi medici per eccesso di zelo, per paura e per auto-tutela adottano una "medicina di sicurezza" esagerata e sproporzionata che diventa una sorta di limitazione di libertà del paziente: è sempre meglio non fare. A 46 anni decisi di riprendere la bici (ho fatto l'allievo da giovane) e andai a fare una visita agonistica, perchè più completa, senza ambizioni competitive, in un centro universitario abruzzese. La visita andò benissimo ma prima della firma del certificato, richiesi io stesso degli approfondimenti per essere più sicuro e tranquillo: conducevo una vita sedentaria da fumatore incallito con 50k km. in auto all'anno. Il professore universitario mi fece subito un Ecocolordoppler cardiaco e scopì "un soffio al cuore". Mi scese una spada di Damocle sul collo: mi vietò di andare in bici e mi diede una sfilza di esami da fare. Uscii e subito contattai un medico sportivo (che tutt'oggi fa parte di un team pro-tour) che guardando l'elettrocardiogramma mi disse che era tutto normale. Io continuai ad uscire in bici e dopo due mesi tornai dal prof. con le analisi fatte (compreso l'holter) che risultarono perfette; il prof. voleva rilasciarmi il certificato agonistico per 6 mesi e solo dietro mia insistenza me lo firmò per 12. Morale: da allora, 18 anni fa, presi la bici come una terapia con mia massima soddisfazione ed è cambiata la mia vita, in meglio ovviamente. Dopo qualche mese smisi di fumare e dopo aver ripreso tonicità cominciai a gareggiare nelle GF e nei circuiti. Dal Covid mi allena un preparatore che mi dà la possibilità di sostituire le uscite in bici con i rulli e mi dice come devo allenarmi caricando gli allenamenti su Training-Peaks. Ai miei coetanei che hanno problemi di pressione arteriosa e di glicemia dico sempre che io ho "la mia terapia" (incrociando le dita ;-)) [/QUOTE]
Riporta citazioni...
Verifica Anti SPAM
Invia risposta
Home
Forum
Gare
Granfondo
2 morti Granfondo di Torino-vietare l'agonismo dopo una certa età?
Alto
Basso