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Giro d'Italia
20ª Tappa 2016: GUILLESTRE SANTANNA DI VINADIO 134 km
Testo
<blockquote data-quote="loiety" data-source="post: 5591018" data-attributes="member: 6188"><p>Certo, va comunque detto che, sempre ragionando in termini imprenditoriali, in generale il prodotto "Giro" diventa appetibile anche con le tappe in posti remoti e singolarmente poco redditizi. Per capirsi, io non credo che il Mt. Ventoux sia un posto così ricco, ma una salita li rende il complesso del resto del prodotto più prestigioso e quindi appetibile dal pubblico. Ovviamente il ragionamento potrebbe estendersi a realtà più ampie come le unioni di comuni. Uno dei mali Italiani è la parcellizzazione dei comuni, io facevo l'esempio del Pian della Mussa (purtroppo li l'acqua è un prodotto troppo di nicchia come realtà economica, non credo possa reggere una tappa), ma un comune come Balme non ha senso di essere separato da Ala e Ceres, che insieme potrebbero fare una forza ben differente.</p><p>Lo stesso vale per il Nivolet.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="loiety, post: 5591018, member: 6188"] Certo, va comunque detto che, sempre ragionando in termini imprenditoriali, in generale il prodotto "Giro" diventa appetibile anche con le tappe in posti remoti e singolarmente poco redditizi. Per capirsi, io non credo che il Mt. Ventoux sia un posto così ricco, ma una salita li rende il complesso del resto del prodotto più prestigioso e quindi appetibile dal pubblico. Ovviamente il ragionamento potrebbe estendersi a realtà più ampie come le unioni di comuni. Uno dei mali Italiani è la parcellizzazione dei comuni, io facevo l'esempio del Pian della Mussa (purtroppo li l'acqua è un prodotto troppo di nicchia come realtà economica, non credo possa reggere una tappa), ma un comune come Balme non ha senso di essere separato da Ala e Ceres, che insieme potrebbero fare una forza ben differente. Lo stesso vale per il Nivolet. [/QUOTE]
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