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20ª Tappa 2017: PORDENONE ASIAGO 190 km
Testo
<blockquote data-quote="TheLordofBike" data-source="post: 5897066" data-attributes="member: 6731"><p>Bisognerebbe scendere nello specifico e guardare i dati dei vari powermeter per capire se sono davvero sottotono e/o se il livello è in realtà livellato verso l'alto.</p><p></p><p>Difatto i powermeter hanno portato un gran miglioramento sulle tecniche di allenamento. Tecniche che sono in continuo miglioramento e i dati raccolti sono sempre di più e sempre più preziosi. </p><p>I powermeter stanno cambiano il modo di gestire le corse, di allenarsi, di stare in sella (15 anni i professionisti scalavano le montagne quasi sempre alzati sui pedali oggi la maggior parte sale seduta...giusto per riportare un esempio sullo stile).</p><p></p><p>Se si guardano i tempi di Pinot sulla tappa di Asiago si può notare che il ritmo in salita è sempre stato molto alto. 34min per salire a Foza è un gran pedalare, specie se si contestualizza (penultima tappa di una corsa che dura 3 settimane, dopo 150km con una salita come il grappa fatta a gran velocità). Quindi forse, e dico forse, la realtà delle cose è che il ritmo imposto è stato elevato e che in effetti, conti alla mano, era difficile fare la differenza. Questo perché valori di potenza, rapportati al peso ecc, erano livellati.</p><p></p><p>C'è tanta scienza dietro il ciclismo e dietro agli allenamenti. Ad oggi un ciclista sa esattamente quanti watt deve tenere e per quanto se vuole stare con i primi ecc.</p><p></p><p>La fantasia e le doti spiccate di qualcuno sono le carte che mescolano i risultati e sorprendono il pubblico. </p><p></p><p>Per il resto scordiamoci il ciclismo figlio dell'allenamento farmaceutico. </p><p></p><p>Il ciclismo vero è e sarà sempre meno spettacolare. Sempre più livellato. Più tattico e matematico.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="TheLordofBike, post: 5897066, member: 6731"] Bisognerebbe scendere nello specifico e guardare i dati dei vari powermeter per capire se sono davvero sottotono e/o se il livello è in realtà livellato verso l'alto. Difatto i powermeter hanno portato un gran miglioramento sulle tecniche di allenamento. Tecniche che sono in continuo miglioramento e i dati raccolti sono sempre di più e sempre più preziosi. I powermeter stanno cambiano il modo di gestire le corse, di allenarsi, di stare in sella (15 anni i professionisti scalavano le montagne quasi sempre alzati sui pedali oggi la maggior parte sale seduta...giusto per riportare un esempio sullo stile). Se si guardano i tempi di Pinot sulla tappa di Asiago si può notare che il ritmo in salita è sempre stato molto alto. 34min per salire a Foza è un gran pedalare, specie se si contestualizza (penultima tappa di una corsa che dura 3 settimane, dopo 150km con una salita come il grappa fatta a gran velocità). Quindi forse, e dico forse, la realtà delle cose è che il ritmo imposto è stato elevato e che in effetti, conti alla mano, era difficile fare la differenza. Questo perché valori di potenza, rapportati al peso ecc, erano livellati. C'è tanta scienza dietro il ciclismo e dietro agli allenamenti. Ad oggi un ciclista sa esattamente quanti watt deve tenere e per quanto se vuole stare con i primi ecc. La fantasia e le doti spiccate di qualcuno sono le carte che mescolano i risultati e sorprendono il pubblico. Per il resto scordiamoci il ciclismo figlio dell'allenamento farmaceutico. Il ciclismo vero è e sarà sempre meno spettacolare. Sempre più livellato. Più tattico e matematico. [/QUOTE]
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