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Giro d'Italia
21ᵃ Tappa: ROMA - ROMA 115 km
Testo
<blockquote data-quote="bianco222" data-source="post: 6171059" data-attributes="member: 57852"><p>Io ho percorso l'intero circuito poche ore prima della gara. L'ho fatto con una bici Obike del bike-sharing che probabilmente attutisce le buche meglio di una bici aero con ruote in carbonio e tubolari a 8 atmosfere. Posso dirvi che la verità sta nel mezzo. Grandi buche non ce ne erano, c'erano degli avvallamenti dei sampietrini, qualche rotaia del tram (ma quelle ci sono anche a Milano), delle rotonde e i tornantini in discesa dal Pincio. Non era un percorso facile e liscio, ma a mio modesto parere (ma di uno che va in bici da 25 anni e per qualche anno anche ad un certo livello) era assolutamente fattibile. I tornantini a scendere dal pincio non erano più pericolosi di quelli a scendere dal Colle delle Finestre, i sampietrini non erano più pericolosi o più scoscesi di quelli del Fiandre (quelli della Roubaix non li ho mai fatti quindi non giudico, ma penso proprio che siano peggio) e le buche e rattoppi non erano peggio di quelle che si trovano nel 70% delle strade italiane. Per le rotonde poi, se facessero storie in Francia per le rotonde il Tour verrebbe neutralizzato dal primo all'ultimo giorno...</p><p>Sicuramente non era il percorso più liscio, scorrevole e agevole del mondo. Ma ci si poteva benissimo correre. </p><p>Roma ha una bellezza ed una storia uniche al mondo. Non esiste altra città al mondo dove si possa pedalare tra monumenti vecchi di 2000 anni. Però ovviamente non si può pretendere l'asfalto liscio come l'olio in mezzo a cotanta storia.</p><p>Io insisterei con l'arrivo a Roma, ma le squadre devono garantire che ci sia gara vera. Si facciano la loro ricognizione, montino i loro tubolari da 28 con 5 o 6 atmosfere e che vadano. Perché io da spettatore che è andato a Roma quasi apposta mi sono sentito preso per i fondelli...</p><p>Il percorso era pieno di gente e lo spettacolo era davvero unico. I corridori sanno le tappe 9 mesi prima. In 9 mesi si fa un figliolo e tanto più si possono a. rattoppare due buche; b. organizzarsi con le ruote giuste e le ricognizioni giuste per fare una vera corsa.</p><p></p><p>P.S. Ripero che l'ho fatto con una Obike e magari mi è sembrato più duro di quello che era, ma a farci corsa vera si poteva davvero fare la differenza. Era un circuito bellissimo!</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="bianco222, post: 6171059, member: 57852"] Io ho percorso l'intero circuito poche ore prima della gara. L'ho fatto con una bici Obike del bike-sharing che probabilmente attutisce le buche meglio di una bici aero con ruote in carbonio e tubolari a 8 atmosfere. Posso dirvi che la verità sta nel mezzo. Grandi buche non ce ne erano, c'erano degli avvallamenti dei sampietrini, qualche rotaia del tram (ma quelle ci sono anche a Milano), delle rotonde e i tornantini in discesa dal Pincio. Non era un percorso facile e liscio, ma a mio modesto parere (ma di uno che va in bici da 25 anni e per qualche anno anche ad un certo livello) era assolutamente fattibile. I tornantini a scendere dal pincio non erano più pericolosi di quelli a scendere dal Colle delle Finestre, i sampietrini non erano più pericolosi o più scoscesi di quelli del Fiandre (quelli della Roubaix non li ho mai fatti quindi non giudico, ma penso proprio che siano peggio) e le buche e rattoppi non erano peggio di quelle che si trovano nel 70% delle strade italiane. Per le rotonde poi, se facessero storie in Francia per le rotonde il Tour verrebbe neutralizzato dal primo all'ultimo giorno... Sicuramente non era il percorso più liscio, scorrevole e agevole del mondo. Ma ci si poteva benissimo correre. Roma ha una bellezza ed una storia uniche al mondo. Non esiste altra città al mondo dove si possa pedalare tra monumenti vecchi di 2000 anni. Però ovviamente non si può pretendere l'asfalto liscio come l'olio in mezzo a cotanta storia. Io insisterei con l'arrivo a Roma, ma le squadre devono garantire che ci sia gara vera. Si facciano la loro ricognizione, montino i loro tubolari da 28 con 5 o 6 atmosfere e che vadano. Perché io da spettatore che è andato a Roma quasi apposta mi sono sentito preso per i fondelli... Il percorso era pieno di gente e lo spettacolo era davvero unico. I corridori sanno le tappe 9 mesi prima. In 9 mesi si fa un figliolo e tanto più si possono a. rattoppare due buche; b. organizzarsi con le ruote giuste e le ricognizioni giuste per fare una vera corsa. P.S. Ripero che l'ho fatto con una Obike e magari mi è sembrato più duro di quello che era, ma a farci corsa vera si poteva davvero fare la differenza. Era un circuito bellissimo! [/QUOTE]
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