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4° Tappa 2010, Savigliano - Cuneo (TTT)
Testo
<blockquote data-quote="Mini4wdking" data-source="post: 2236414" data-attributes="member: 4465"><p>Bravo, mi ha colpito anche a me... semplicemente considerano il doping parte integrante della gestione della squadra, al pari della gestione finanziaria, degli sponsor, logistica (autisti, meccanici, alberghi), sportiva (allenamenti).</p><p>Di fatto il doping e le leggi sul doping sono un elemento da gestire, nel senso che devi sfruttare al massimo questo parametro senza abusarne (essere scoperto). E per questo hai a disposizionie i seguenti mezzi: medici all'avanguardia/tecniche dopanti difficilmente rintracciabili, accordi occulti con forti centri di potere, accordi economici occulti ecc. ecc.</p><p>In base a quanto ti costa nascondere il doping, o "proteggere" un corridore, valuti se il costo val la pena per il beneficio che il corridore dopato ti può dare. Se Vinokurov (un nome a caso) dopandosi il giusto, senza farsi scoprire e proteggendolo dagli attacchi dell'antidoping, può vincere le corse, allora può valerne la pena (visto il ritorno economico).</p><p>In un certo senso se l'ambiente circostante è meno ostile al doping (per esempio in Spagna) è più facile per la squadra gestire il doping, ed è di questo che Martinelli si lamenta... le condizioni lavorative di un team manager in Italia ed in Francia sono più ostili che in Spagna... POVERA STELLA!!!! Ti tocca più "lavoro" eh?!?!?</p><p>SCANDALOSO.</p><p></p><p>Io lavoro in campo economico, nella gestione dei rischi dei prodotti finanziari.</p><p>Qui sta parlando da perfetto imprenditore.</p><p>Es.: posso comprare azioni di paesi emergenti, basta che valuto bene il rischio e che assieme a tutti i miei altri investimenti comunque non generi un rischio troppo elevato, che non riesco a sopportare date le mie risorse. Se però l'investimento in paesi emergenti non lascia supporre un guadagno accettabile, allora non può valer la pena rischiare.</p><p>Sta ragionando esattamente in questo modo, solo che l'elemento che considera (doping) è illegale, invece che legale (investimento in paesi emergenti).</p><p>Come un mafioso che deve decidere se eliminare o no un avversario, con tutti i rischi che comporta (essere scoperti, far aumentare i controlli di polizia, magari far arrestare qualche picciotto con il rischio che parli...)</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Mini4wdking, post: 2236414, member: 4465"] Bravo, mi ha colpito anche a me... semplicemente considerano il doping parte integrante della gestione della squadra, al pari della gestione finanziaria, degli sponsor, logistica (autisti, meccanici, alberghi), sportiva (allenamenti). Di fatto il doping e le leggi sul doping sono un elemento da gestire, nel senso che devi sfruttare al massimo questo parametro senza abusarne (essere scoperto). E per questo hai a disposizionie i seguenti mezzi: medici all'avanguardia/tecniche dopanti difficilmente rintracciabili, accordi occulti con forti centri di potere, accordi economici occulti ecc. ecc. In base a quanto ti costa nascondere il doping, o "proteggere" un corridore, valuti se il costo val la pena per il beneficio che il corridore dopato ti può dare. Se Vinokurov (un nome a caso) dopandosi il giusto, senza farsi scoprire e proteggendolo dagli attacchi dell'antidoping, può vincere le corse, allora può valerne la pena (visto il ritorno economico). In un certo senso se l'ambiente circostante è meno ostile al doping (per esempio in Spagna) è più facile per la squadra gestire il doping, ed è di questo che Martinelli si lamenta... le condizioni lavorative di un team manager in Italia ed in Francia sono più ostili che in Spagna... POVERA STELLA!!!! Ti tocca più "lavoro" eh?!?!? SCANDALOSO. Io lavoro in campo economico, nella gestione dei rischi dei prodotti finanziari. Qui sta parlando da perfetto imprenditore. Es.: posso comprare azioni di paesi emergenti, basta che valuto bene il rischio e che assieme a tutti i miei altri investimenti comunque non generi un rischio troppo elevato, che non riesco a sopportare date le mie risorse. Se però l'investimento in paesi emergenti non lascia supporre un guadagno accettabile, allora non può valer la pena rischiare. Sta ragionando esattamente in questo modo, solo che l'elemento che considera (doping) è illegale, invece che legale (investimento in paesi emergenti). Come un mafioso che deve decidere se eliminare o no un avversario, con tutti i rischi che comporta (essere scoperti, far aumentare i controlli di polizia, magari far arrestare qualche picciotto con il rischio che parli...) [/QUOTE]
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