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Giro d'Italia
4° Tappa 2014: Giovinazzo-Bari 121 Km
Testo
<blockquote data-quote="Abu Yasin" data-source="post: 4752318" data-attributes="member: 12808"><p>Cose terribili..... <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/azz.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":azz" title="Azz :azz" data-shortname=":azz" /> <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_mrgreen.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":mrgreen:" title="Icon Mrgreen :mrgreen:" data-shortname=":mrgreen:" /></p><p></p><p>Gratuitamente faziose... </p><p></p><p><em>DUBLINO - Ancora lui, ancora il gigante tedesco. Sbuca negli ultimi metri da quell`inferno di pedivelle e pedali che è una volata di gruppo e brucia a velocità impressionante il resto del plotone. Marcel Kittel doppia, quasi in fotocopia, il successo di Belfast e straccia letteralmente la concorrenza sul traguardo di Dublino. Ancora una dimostrazione di forza e potenza devastante per il 26enne sprinter di Armstadt. Tanto, troppo Kittel. E qualcuno alza il ciglio. Anche perché subito dopo l`arrivo il tedescone si accascia affannosamente in cerca di ossigeno, quello bruciato in quantità doppia nell`ultimo scatto. Una scena che si osserva raramente fra i velocisti. `Abbiamo sbagliato la volata - spiegherà poi - la squadra si è esposta in avanti troppo presto e ai 400 metri ero indietro. Ma non mi sono arreso. Ho dato tutta la potenza. E` stato un vero e proporio attacco piuttosto che una semplice volata`. Ecco, la potenza. E` un dato che i coridori di oggi monitorizzano perché è alla base delle migliori tecniche di allenamento. Ma non c`è verso di sapere dal diretto interessato quali siano questi valori. Prima `Big Marcel` dice di non conoscerli, poi, messo alle strette ammette: `Li conosco, ma non li voglio rivelare`. Perché? Per non offrire il fianco agli avversari. `Conoscendoli potrebbero attaccarmi e staccarmi in salita`. Sarà. C`è qualcosa di strano nel tedesco dagli occhi di ghiaccio. Qualcuno lo avrebbe visto pedalare in quel di Toscana, nel `range` di azione di un noto e discusso preparatore. Ma lui nega decisamente. Forse un suo sosia&#133; Per certo è triste il destino del ciclismo di oggigiorno; se vinci alla grande accendi sospetti, se predi sei solo una mezza cartuccia. E solo adesso si può capire il danno di immagine e di credibilità fatto dagli anni del doping feroce. Non sarà un caso che in Germania le grandi tv non trasmettono le corse dai tempi dello scandalo Ullrich, nonostante ci siano due grossi vincitori come Kittel e Greipel. `Non spetta a me convincere i media - dice `Big Marcel` - In realtà ci sono tv specializzate che operano bene e la gente segue il ciclismo. Non è facile, ma noi ce la mettiamo tutta per essere trasparenti e convincere le grandi tv dopo gli scandali doping. Che è roba lontana nel tempo&#133;`. Quanto ai nostri, troppa la differenza. Anche la velocità mostra i segni di una crisi di vocazioni e talenti annunciata dai tanti, troppi anni di indifferenza e di mancata promozione. La velocità si fa e si cura prima di tutto in pista e la pista da noi è morta o quasi. La Cannondale di Elia Viviani, attualmente la miglior carta azzurra da giocare negli sprint del Giro, ha svolto a pieno il suo compito (perfino capitan Basso si è profuso per lanciare la volata) ma le forze sono quelle... Nulla a che vedere con Kittel & C. Terzo il veronese. Anche l`inglesino Swift alla fine lo supera negli ultimi metri. Scarponi cade, ma rimonta e riesce a concludere nel primo gruppo della volata, dopo che il plotone si spezza in due nel doppio curvone prima del traguardo. Rosicchia una decina di secondi al colombiano Uran, che guida la speciale classifica dei pretendenti alla rosa finale. Meglio di niente.</em> [...]</p><p></p><p>===================</p><p></p><p><em>Marcel Kittel, lo stupefacente velocista vincitore delle prime due tappe in linea del Giro a belfast e Dublino, si è ritirato alla partenza da Giovinazzo. Lo conferma lui stesso su twitter, come ormai di abitudine per gli atleti di vertice e non solo. «Devo abbandonare il Giro prima del previsto, sono molto dispiaciuto di dover lasciare questa bellissima corsa per colpa della febbre. Grazie a tutti, in particolare alla mia squadra, agli organizzatori e ai fan a bordo strada per il grande supporto. Il mio Giro è stato breve ma intenso». Dunquer una febbre improvvisa. Peccato davvero. Oggi avrebbe dovuto prendere parte alla quarta frazione, un circuito facile facile tra Giovinazzo e Bari di soli 112 chilometri. Kittel aveva impressionato per come aveva stradominato i primi due sprint della corsa rosa. Velocità e potenze molto vicine a quelle di chiacchieratissimi velocisti del passato. Nel 2012 era stato coinvolto in una vicenda doping riguardante il `trattamento` ematico fatto dallo stesso corridore attraverso trasfusioni oggi vietate dal regolamento. Si era salvato da una certa condanna appellandosi al Tas solo perché all`epoca questa procedura non era ancora insertita fra le pratiche vietate. Come oggi invece è. </em></p><p><em>Ad un collega, Cristiano Gatti del Giornale, non era piaciuto l`articolo del sottoscritto nel quale si allungavano sospetti sullo strapotere mostrato dal velocista tedesco. Dubbi definiti uno `schizzo gratuito di fango`, oggi confermati dall`abbandono,. Anche se la squadra sostiene che era sofferente da tempo. Possibile, ma davvero singolare che abbia resistito due tappe abbastanza impegnative in Irlanda con la pioggia vincendo alla grande per poi gettare la spugna prima di una tappa facile e poco imopegnativa nella quale, stando a quanto fatto vedere fin qui, era il grande favorito. A Gatti ho risposto così:</em></p><p><em><strong> `Caro Cristiano, anche io ti conosco da tanto termpo e per molti versi ho apprezzato e apprezzo ancora la tua schiettezza e la tua verve. Ma ho proprio l`impressione che la tua vena giornalistica si sia </strong><strong>piuttosto rinsecchita se ti sei ridotto a sparare giudizi così roboanti e immotivati su una frase che semplicemente esprime un dubbio. Un dubbio fondato. Riportato in sede di conferenza stampa anche da un collega e negato dal diretto interessato. Come correttamente riportato. Ebbene si, sono colpevole: ho ancora dubbi su questo ciclismo, anche se so che si sta facendo molto nella lotta al doping. Gli stessi che avevo quando vedevo un certo Armstrong pedalare quasi con indifferenza a ritmi forsennati su salite da brivido al termine di tapponi snervanti e che esprimevo mentre altri giornalisti (come te) si impancavano in peana esagerati e vuoti esercizi di retorica. Non sto qui a spiegarti il perché. Magari lo farò a voce se verrai al Giro. Prova a vedere come funzionano i test, cosa si becca e non si becca, come sono gestiti e forse scoprirari che alimentare qualche sospetto o dubbio è più che legittimo, soprattutto pensando alle gigantesche `fregature` che un certo pseudogiornalismo ha preso in passato incensando pseudocampioni stradopati. Non vado oltre. Ti ricordo solo, forse lo hai dimenticato, che in passato sei stato fra i sostenitori di personaggi (come un certo Conconi) che hanno contribuito in modo sostanziale a diffondere il cancro del doping nel ciclismo e in tutto lo sport. Dunque potevi risparmiarti il predicozzo`.</strong><strong>(E.Cap.)</strong></em></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Abu Yasin, post: 4752318, member: 12808"] Cose terribili..... :azz :mrgreen: Gratuitamente faziose... [I]DUBLINO - Ancora lui, ancora il gigante tedesco. Sbuca negli ultimi metri da quell`inferno di pedivelle e pedali che è una volata di gruppo e brucia a velocità impressionante il resto del plotone. Marcel Kittel doppia, quasi in fotocopia, il successo di Belfast e straccia letteralmente la concorrenza sul traguardo di Dublino. Ancora una dimostrazione di forza e potenza devastante per il 26enne sprinter di Armstadt. Tanto, troppo Kittel. E qualcuno alza il ciglio. Anche perché subito dopo l`arrivo il tedescone si accascia affannosamente in cerca di ossigeno, quello bruciato in quantità doppia nell`ultimo scatto. Una scena che si osserva raramente fra i velocisti. `Abbiamo sbagliato la volata - spiegherà poi - la squadra si è esposta in avanti troppo presto e ai 400 metri ero indietro. Ma non mi sono arreso. Ho dato tutta la potenza. E` stato un vero e proporio attacco piuttosto che una semplice volata`. Ecco, la potenza. E` un dato che i coridori di oggi monitorizzano perché è alla base delle migliori tecniche di allenamento. Ma non c`è verso di sapere dal diretto interessato quali siano questi valori. Prima `Big Marcel` dice di non conoscerli, poi, messo alle strette ammette: `Li conosco, ma non li voglio rivelare`. Perché? Per non offrire il fianco agli avversari. `Conoscendoli potrebbero attaccarmi e staccarmi in salita`. Sarà. C`è qualcosa di strano nel tedesco dagli occhi di ghiaccio. Qualcuno lo avrebbe visto pedalare in quel di Toscana, nel `range` di azione di un noto e discusso preparatore. Ma lui nega decisamente. Forse un suo sosia… Per certo è triste il destino del ciclismo di oggigiorno; se vinci alla grande accendi sospetti, se predi sei solo una mezza cartuccia. E solo adesso si può capire il danno di immagine e di credibilità fatto dagli anni del doping feroce. Non sarà un caso che in Germania le grandi tv non trasmettono le corse dai tempi dello scandalo Ullrich, nonostante ci siano due grossi vincitori come Kittel e Greipel. `Non spetta a me convincere i media - dice `Big Marcel` - In realtà ci sono tv specializzate che operano bene e la gente segue il ciclismo. Non è facile, ma noi ce la mettiamo tutta per essere trasparenti e convincere le grandi tv dopo gli scandali doping. Che è roba lontana nel tempo…`. Quanto ai nostri, troppa la differenza. Anche la velocità mostra i segni di una crisi di vocazioni e talenti annunciata dai tanti, troppi anni di indifferenza e di mancata promozione. La velocità si fa e si cura prima di tutto in pista e la pista da noi è morta o quasi. La Cannondale di Elia Viviani, attualmente la miglior carta azzurra da giocare negli sprint del Giro, ha svolto a pieno il suo compito (perfino capitan Basso si è profuso per lanciare la volata) ma le forze sono quelle... Nulla a che vedere con Kittel & C. Terzo il veronese. Anche l`inglesino Swift alla fine lo supera negli ultimi metri. Scarponi cade, ma rimonta e riesce a concludere nel primo gruppo della volata, dopo che il plotone si spezza in due nel doppio curvone prima del traguardo. Rosicchia una decina di secondi al colombiano Uran, che guida la speciale classifica dei pretendenti alla rosa finale. Meglio di niente.[/I] [...] =================== [I]Marcel Kittel, lo stupefacente velocista vincitore delle prime due tappe in linea del Giro a belfast e Dublino, si è ritirato alla partenza da Giovinazzo. Lo conferma lui stesso su twitter, come ormai di abitudine per gli atleti di vertice e non solo. «Devo abbandonare il Giro prima del previsto, sono molto dispiaciuto di dover lasciare questa bellissima corsa per colpa della febbre. Grazie a tutti, in particolare alla mia squadra, agli organizzatori e ai fan a bordo strada per il grande supporto. Il mio Giro è stato breve ma intenso». Dunquer una febbre improvvisa. Peccato davvero. Oggi avrebbe dovuto prendere parte alla quarta frazione, un circuito facile facile tra Giovinazzo e Bari di soli 112 chilometri. Kittel aveva impressionato per come aveva stradominato i primi due sprint della corsa rosa. Velocità e potenze molto vicine a quelle di chiacchieratissimi velocisti del passato. Nel 2012 era stato coinvolto in una vicenda doping riguardante il `trattamento` ematico fatto dallo stesso corridore attraverso trasfusioni oggi vietate dal regolamento. Si era salvato da una certa condanna appellandosi al Tas solo perché all`epoca questa procedura non era ancora insertita fra le pratiche vietate. Come oggi invece è. Ad un collega, Cristiano Gatti del Giornale, non era piaciuto l`articolo del sottoscritto nel quale si allungavano sospetti sullo strapotere mostrato dal velocista tedesco. Dubbi definiti uno `schizzo gratuito di fango`, oggi confermati dall`abbandono,. Anche se la squadra sostiene che era sofferente da tempo. Possibile, ma davvero singolare che abbia resistito due tappe abbastanza impegnative in Irlanda con la pioggia vincendo alla grande per poi gettare la spugna prima di una tappa facile e poco imopegnativa nella quale, stando a quanto fatto vedere fin qui, era il grande favorito. A Gatti ho risposto così: [B] `Caro Cristiano, anche io ti conosco da tanto termpo e per molti versi ho apprezzato e apprezzo ancora la tua schiettezza e la tua verve. Ma ho proprio l`impressione che la tua vena giornalistica si sia [/B][B]piuttosto rinsecchita se ti sei ridotto a sparare giudizi così roboanti e immotivati su una frase che semplicemente esprime un dubbio. Un dubbio fondato. Riportato in sede di conferenza stampa anche da un collega e negato dal diretto interessato. Come correttamente riportato. Ebbene si, sono colpevole: ho ancora dubbi su questo ciclismo, anche se so che si sta facendo molto nella lotta al doping. Gli stessi che avevo quando vedevo un certo Armstrong pedalare quasi con indifferenza a ritmi forsennati su salite da brivido al termine di tapponi snervanti e che esprimevo mentre altri giornalisti (come te) si impancavano in peana esagerati e vuoti esercizi di retorica. Non sto qui a spiegarti il perché. Magari lo farò a voce se verrai al Giro. Prova a vedere come funzionano i test, cosa si becca e non si becca, come sono gestiti e forse scoprirari che alimentare qualche sospetto o dubbio è più che legittimo, soprattutto pensando alle gigantesche `fregature` che un certo pseudogiornalismo ha preso in passato incensando pseudocampioni stradopati. Non vado oltre. Ti ricordo solo, forse lo hai dimenticato, che in passato sei stato fra i sostenitori di personaggi (come un certo Conconi) che hanno contribuito in modo sostanziale a diffondere il cancro del doping nel ciclismo e in tutto lo sport. Dunque potevi risparmiarti il predicozzo`.[/B][B](E.Cap.)[/B][/I] [/QUOTE]
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