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Giro d'Italia
6° tappa 2014: sassano-cassino 247km
Testo
<blockquote data-quote="Dogmafpx" data-source="post: 4757480" data-attributes="member: 4239"><p>Il pensiero di Enzo Vicennati su Fb:</p><p>"Ho passato la serata di ieri all'ospedale Santa Scolastica di Cassino. Se ne sono sentite di ogni colore e a un certo punto, pareva che anche Giampaolo Caruso avesse il femore rotto e mi stava piangendo il cuore, poi per fortuna (sua) è venuto fuori che l'unico femore rotto era quello di Vicioso.</p><p>Ma al di là di questo e della rabbia di Joaquin Rodriguez Oliver, a me tutte queste chiacchiere su ruote, cerchi, freni e telai non sta bene per niente.</p><p>Nessuno gonfia i tubolari a 12. Non vero che il cerchio in carbonio frena bruscamente e comunque quando piove capita che il cerchio in alluminio a volte neppure freni. Non c'entrano niente i telai troppo leggeri.</p><p>I problemi per me, opinione personale, sono altri.</p><p>1 - Le strade fanno schifo. L'asfalto, che una volta rifacevano prima delle elezioni e del Giro d'Italia, in realtà è liso, levigatissimo come uno specchio e nei suoi pori si è insinuata la polvere, che con la pioggia viene fuori e forma la fanghiglia che rende la bici inguidabile.</p><p>2 - La velocità era eccessiva. Mi ha raccontato Salvatore Puccio, che 300 metri prima ha visto la rotonda e ha pensato: «Questi adesso si ammazzano». Si è rialzato, ha cominciato a frenare per tempo e non è caduto. Vogliono tutti portare avanti i capitani e vanno a tutta a testa bassa. E' come se in un gran premio di Formula Uno entrassero a 350 all'ora in una curva pericolosa e poi si lamentassero per i freni, le gomme, i telai: quando le condizioni sono al limite, si sta più attenti. E per fortuna c'era vento contrario: fosse stato a favore, ci sarebbero arrivati a cento all'ora </p><p>3 - La rotonda era segnalata, ma nessuno ha segnalato che per metà, quella di sinistra, era impercorribile in quanto occupata da auto. Ai corridori andava detto da un chilometro prima, al limite con un bel cartello giallo, grosso così.</p><p>Quando si sommano tutte queste cose, puoi avere i cerchi in alluminio, i freni a disco, le gomme da 28 gonfiate a 5 atmosfere, il paracadute ed essere per giunta un drago del volante (dovrei dire del manubrio, ma non suona altrettanto bene), ma se anche uno solo ti cade davanti, l'unica alternativa a passarci sopra e cadere è spiccare il volo. Cosa che a dire il vero ha fatto Vicioso, cadendo di peso contro la rotonda e facendosi male davvero.</p><p>E' vero che i corridori usavano ruote in carbonio ma, ad eccezione di quelli che sono messi male in bicicletta e quelli che invece in bicicletta non ci sanno andare, sanno anche come guidarle. Credo anche però che le squadre abbiano meccanici sufficientemente preparati per consigliare, laddove lo ritengano necessario, di sgonfiare un po' le gomme e usare altre ruote. Ma questo non attenua le conseguenze dei tre punti precedenti.</p><p>Il resto a mio parere sono chiacchiere. Come il fatto che Evans dovesse fermarsi. Forse Nibali doveva fermarsi l'anno scorso a Pescara quando Wiggins è caduto?"</p><p></p><p>Mi sembra anche una risposta a Beppe Conti che continua ad accusare i materiali che oggi utilizzano i pro.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Dogmafpx, post: 4757480, member: 4239"] Il pensiero di Enzo Vicennati su Fb: "Ho passato la serata di ieri all'ospedale Santa Scolastica di Cassino. Se ne sono sentite di ogni colore e a un certo punto, pareva che anche Giampaolo Caruso avesse il femore rotto e mi stava piangendo il cuore, poi per fortuna (sua) è venuto fuori che l'unico femore rotto era quello di Vicioso. Ma al di là di questo e della rabbia di Joaquin Rodriguez Oliver, a me tutte queste chiacchiere su ruote, cerchi, freni e telai non sta bene per niente. Nessuno gonfia i tubolari a 12. Non vero che il cerchio in carbonio frena bruscamente e comunque quando piove capita che il cerchio in alluminio a volte neppure freni. Non c'entrano niente i telai troppo leggeri. I problemi per me, opinione personale, sono altri. 1 - Le strade fanno schifo. L'asfalto, che una volta rifacevano prima delle elezioni e del Giro d'Italia, in realtà è liso, levigatissimo come uno specchio e nei suoi pori si è insinuata la polvere, che con la pioggia viene fuori e forma la fanghiglia che rende la bici inguidabile. 2 - La velocità era eccessiva. Mi ha raccontato Salvatore Puccio, che 300 metri prima ha visto la rotonda e ha pensato: «Questi adesso si ammazzano». Si è rialzato, ha cominciato a frenare per tempo e non è caduto. Vogliono tutti portare avanti i capitani e vanno a tutta a testa bassa. E' come se in un gran premio di Formula Uno entrassero a 350 all'ora in una curva pericolosa e poi si lamentassero per i freni, le gomme, i telai: quando le condizioni sono al limite, si sta più attenti. E per fortuna c'era vento contrario: fosse stato a favore, ci sarebbero arrivati a cento all'ora 3 - La rotonda era segnalata, ma nessuno ha segnalato che per metà, quella di sinistra, era impercorribile in quanto occupata da auto. Ai corridori andava detto da un chilometro prima, al limite con un bel cartello giallo, grosso così. Quando si sommano tutte queste cose, puoi avere i cerchi in alluminio, i freni a disco, le gomme da 28 gonfiate a 5 atmosfere, il paracadute ed essere per giunta un drago del volante (dovrei dire del manubrio, ma non suona altrettanto bene), ma se anche uno solo ti cade davanti, l'unica alternativa a passarci sopra e cadere è spiccare il volo. Cosa che a dire il vero ha fatto Vicioso, cadendo di peso contro la rotonda e facendosi male davvero. E' vero che i corridori usavano ruote in carbonio ma, ad eccezione di quelli che sono messi male in bicicletta e quelli che invece in bicicletta non ci sanno andare, sanno anche come guidarle. Credo anche però che le squadre abbiano meccanici sufficientemente preparati per consigliare, laddove lo ritengano necessario, di sgonfiare un po' le gomme e usare altre ruote. Ma questo non attenua le conseguenze dei tre punti precedenti. Il resto a mio parere sono chiacchiere. Come il fatto che Evans dovesse fermarsi. Forse Nibali doveva fermarsi l'anno scorso a Pescara quando Wiggins è caduto?" Mi sembra anche una risposta a Beppe Conti che continua ad accusare i materiali che oggi utilizzano i pro. [/QUOTE]
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