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8 anni di squalifica a un amatore campione italiano
Testo
<blockquote data-quote="bach7" data-source="post: 7791070" data-attributes="member: 30490"><p>Si, gli hanno creduto, visto che gli hanno dato solo 3 mesi... ovvero assunzione involontaria...</p><p></p><p>Probabilmente non mi sono spiegato bene: la giustizia sportiva, una volta che risulti positivo, ti squalifica nella grande maggioranza dei casi. Sono rarissimi i casi di assoluzione perché bisogna provare che la sostanza rilevata in realtà non ci sia o che il controllo non sia stato fatto a norma...oppure come froome , che riuscí a dimostrare che i risultati erano alterati dalla disidratazione. Il problema, per chi lo vede tale, come spiegato prima, è insito nelle procedure della giustizia sportiva stessa.</p><p></p><p>Quindi quando dico che gli hanno creduto nei vari casi famosi, mi riferisco proprio alla ricostruzione fatta per giustificare la presenza delle sostanze...</p><p></p><p>Ovvero c'è qualcuno (giudice) che ha creduto che la errani fosse positiva perché la sostanza è finita nell'impasto dei tortellini mentre la mamma li preparava.</p><p></p><p>Oggi non leggiamo di positivi a sostanze "diverse" proprio perché, visto che le risorse sono poche, si è deciso di concentrare i controlli su soggetti già "noti" ( gli esempi citati riportano i reati contestati dei casi noti di cronaca, ma non è ovviamente una lista completa, ed è ovvio che oggi le indagini vertono sul mercato online).</p><p>Non perché gli amatori non usino più il ventolin o che abbiano smesso di assumere droghe nel tempo libero...</p><p>Le autorità preferiscono fermare quello che si compra epo piuttosto di quello che sniffa coca... perché per fermare entrambi bisognerebbe spendere più soldi che le federazioni e le istituzioni non hanno.</p><p></p><p>Tutto questo papello solo per fare un riassunto sullo stato del sistema attuale.</p><p></p><p>Ora andiamo al pensiero personale:</p><p>- per il caso in esame, e casi simili, sono favorevole alla radiazione, in fondo viene vietato solo di fare gare...</p><p>- la giustizia sportiva presto dovrà cambiare, perché oggi non garantisce procedure "giuste". Proprio per questo ,pur considerando il sistema attuale con limiti importanti, lo ritengo un giusto compromesso tra "giustezza" della pena e possibilità di difesa.</p><p>Inasprire le pene in questo momento sarebbe per me una forzatura che avrebbe scarsi risultati sul contrasto al doping.</p><p>Chi oggi assume certe sostanze è ben consapevole che una positività a epo di fatto ne compromette per sempre immagine e risultati. E lo fa lo stesso...</p><p></p><p>Lo sport in generale dovrebbe promuovere valori sociali e personali. Da questo punto di vista riconosco che sarebbe importante quindi scoraggiare l'uso delle droghe per esempio, beccando anche quelli che si fanno le canne... ma poi bisogna fare i conti con i fondi limitati e scegliere quali battaglie fare e quali tralasciare.</p><p></p><p>Chiudo scusa per il post troppo lungo e sicuramente noioso da leggere, ma c'erano tanti punti su cui bisognava fare un po' di chiarezza.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="bach7, post: 7791070, member: 30490"] Si, gli hanno creduto, visto che gli hanno dato solo 3 mesi... ovvero assunzione involontaria... Probabilmente non mi sono spiegato bene: la giustizia sportiva, una volta che risulti positivo, ti squalifica nella grande maggioranza dei casi. Sono rarissimi i casi di assoluzione perché bisogna provare che la sostanza rilevata in realtà non ci sia o che il controllo non sia stato fatto a norma...oppure come froome , che riuscí a dimostrare che i risultati erano alterati dalla disidratazione. Il problema, per chi lo vede tale, come spiegato prima, è insito nelle procedure della giustizia sportiva stessa. Quindi quando dico che gli hanno creduto nei vari casi famosi, mi riferisco proprio alla ricostruzione fatta per giustificare la presenza delle sostanze... Ovvero c'è qualcuno (giudice) che ha creduto che la errani fosse positiva perché la sostanza è finita nell'impasto dei tortellini mentre la mamma li preparava. Oggi non leggiamo di positivi a sostanze "diverse" proprio perché, visto che le risorse sono poche, si è deciso di concentrare i controlli su soggetti già "noti" ( gli esempi citati riportano i reati contestati dei casi noti di cronaca, ma non è ovviamente una lista completa, ed è ovvio che oggi le indagini vertono sul mercato online). Non perché gli amatori non usino più il ventolin o che abbiano smesso di assumere droghe nel tempo libero... Le autorità preferiscono fermare quello che si compra epo piuttosto di quello che sniffa coca... perché per fermare entrambi bisognerebbe spendere più soldi che le federazioni e le istituzioni non hanno. Tutto questo papello solo per fare un riassunto sullo stato del sistema attuale. Ora andiamo al pensiero personale: - per il caso in esame, e casi simili, sono favorevole alla radiazione, in fondo viene vietato solo di fare gare... - la giustizia sportiva presto dovrà cambiare, perché oggi non garantisce procedure "giuste". Proprio per questo ,pur considerando il sistema attuale con limiti importanti, lo ritengo un giusto compromesso tra "giustezza" della pena e possibilità di difesa. Inasprire le pene in questo momento sarebbe per me una forzatura che avrebbe scarsi risultati sul contrasto al doping. Chi oggi assume certe sostanze è ben consapevole che una positività a epo di fatto ne compromette per sempre immagine e risultati. E lo fa lo stesso... Lo sport in generale dovrebbe promuovere valori sociali e personali. Da questo punto di vista riconosco che sarebbe importante quindi scoraggiare l'uso delle droghe per esempio, beccando anche quelli che si fanno le canne... ma poi bisogna fare i conti con i fondi limitati e scegliere quali battaglie fare e quali tralasciare. Chiudo scusa per il post troppo lungo e sicuramente noioso da leggere, ma c'erano tanti punti su cui bisognava fare un po' di chiarezza. [/QUOTE]
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