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8 anni di squalifica a un amatore campione italiano
Testo
<blockquote data-quote="ciclettico" data-source="post: 7791855" data-attributes="member: 1915"><p>Con il mio messaggio intendevo solo far presente che il fare "agonismo" non significa andare in bici in modo molto diverso da chi non fa mai gare. E fare gare amatoriali non deve abilitare comportamenti scorretti, e non deve significare che è comprensibile che ci si arrangi come si può, visto che sono "gare".</p><p>L'agonismo amatoriale è, prima di tutto, amatoriale. Dovrebbero bastare le regole del gioco e la responsabilità individuale a definire cosa si può fare e cosa no. Ma se queste due cose non bastano, è insensato cercare di arginare i comportamenti "illeciti" con ulteriori controlli e sanzioni. Tutto tempo perso.</p><p></p><p>L'agonismo vero è quello degli atleti, giovani e professionisti, e lì non è più solo un gioco, e allora ha senso impostare regole il più chiare possibili e attivare sanzioni per chi non le rispetta. Ma questi fanno un altro sport rispetto a noi, vivono e si muovono in un contesto diverso, con aspettative e risorse diverse.</p><p></p><p>Insomma, dai tuoi messaggi traspare che chi fa gare amatoriali dovrebbe essere assoggettato a regole simili agli atleti, in quanto entrambi fanno agonismo. Ecco no, chi fa gare amatoriali è un amatore, non ha senso spendere energia e risorse per cercare di adeguare gli amatori alle complesse regole a cui devono essere sottoposti gli agonisti.</p><p>Se ci scappano due soldi per fare ogni tanto qualche test antidoping agli amatori, va anche bene (anche se la cosa fa sorridere), ma sarebbe meglio che se ne occupasse la giustizia ordinaria, ovviamente se si vanno a infrangere leggi dello Stato.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="ciclettico, post: 7791855, member: 1915"] Con il mio messaggio intendevo solo far presente che il fare "agonismo" non significa andare in bici in modo molto diverso da chi non fa mai gare. E fare gare amatoriali non deve abilitare comportamenti scorretti, e non deve significare che è comprensibile che ci si arrangi come si può, visto che sono "gare". L'agonismo amatoriale è, prima di tutto, amatoriale. Dovrebbero bastare le regole del gioco e la responsabilità individuale a definire cosa si può fare e cosa no. Ma se queste due cose non bastano, è insensato cercare di arginare i comportamenti "illeciti" con ulteriori controlli e sanzioni. Tutto tempo perso. L'agonismo vero è quello degli atleti, giovani e professionisti, e lì non è più solo un gioco, e allora ha senso impostare regole il più chiare possibili e attivare sanzioni per chi non le rispetta. Ma questi fanno un altro sport rispetto a noi, vivono e si muovono in un contesto diverso, con aspettative e risorse diverse. Insomma, dai tuoi messaggi traspare che chi fa gare amatoriali dovrebbe essere assoggettato a regole simili agli atleti, in quanto entrambi fanno agonismo. Ecco no, chi fa gare amatoriali è un amatore, non ha senso spendere energia e risorse per cercare di adeguare gli amatori alle complesse regole a cui devono essere sottoposti gli agonisti. Se ci scappano due soldi per fare ogni tanto qualche test antidoping agli amatori, va anche bene (anche se la cosa fa sorridere), ma sarebbe meglio che se ne occupasse la giustizia ordinaria, ovviamente se si vanno a infrangere leggi dello Stato. [/QUOTE]
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