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Tour de France
9° tappa 2011, Issoire - Saint-Flour 208km
Testo
<blockquote data-quote="mach1" data-source="post: 3027628" data-attributes="member: 22479"><p>non riesco nemmeno a pensarci. E' una cosa talmente assurda che razionalmente non riesco ad accettarla. Guardo e riguardo le immagini e mi sembra di guardare un film anzichè la realtà. Poi mi metto nei suoi panni e tutto mi pare ancora più assurdo e surreale.</p><p>Vieni falciato da un automobile, durante una gara ciclistica con strade chiuse al traffico. Non fai in tempo nemmeno a capire cos'è successo che ti ritrovi avvolto nel filo spinato, con le punte d'acciaio della recinzione conficcate nella carne delle gambe. Ti sinceri di esser vivo, cerchi di divincolarti e di rialzarti in piedi, ti fai dare una sistemata così alla buona e poi via di nuovo in sella e riparti. Dopodichè ti fai una via Crucis fino al traguardo, per giunta in salita, con le gambe che non oso immaginare nemmeno quanto male possano fare, con la capacità di ragionare probabilmente alterata dal terribile spavento che hai appena vissuto e dal dolore che ti sta martoriando. Tagli il traguardo e che dichiarazione fai, con l'aria più serena e pacata del mondo?<em> "è stato un brutto incidente ma può succedere, sono sicuro che l'autista avrà un gran senso di colpa e verrà a chiederci scusa".</em> Credo che chi precedentemente l'ha accostato a un cristo ferito abbia proposto un analogia talmente azzeccata da andare ben oltre le proprie intenzioni. <em>"padre perdonali perchè non sanno quello che fanno"</em></p><p></p><p>Ecco come io, comune mortale, avrei vissuto la medesima situazione. Innanzitutto sarei morto di paura. Dopodichè sarei morto dal dolore. Rintronato dalla botta e dallo spavento sarei rimasto a terra fino a quando qualcuno di peso non mi avesse portato via. Dopodichè avrei pianto e inveito per un ora buona contro tutto e contro tutti, contro dio, la sfortuna, l'organizzazione, l'imbecille dell'automobilista e chissà cos'altro. La bicicletta in quel momento non avrei più nemmeno voluto vederla in fotografia, figuriamoci solamente pensare di risalirci sopra e ripartire. </p><p>E alla fine del tutto, avrei cercato il primo giornalista a disposizione per rilasciare dichiarazioni al veleno a mezzo stampa chiedendo la testa dell'incommensurabile imbecille che per poco non mi mandava al creatore.</p><p></p><p>Certi uomini è persino impossibile pensare di capirli, ci si può solo limitare ad ammirarli.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="mach1, post: 3027628, member: 22479"] non riesco nemmeno a pensarci. E' una cosa talmente assurda che razionalmente non riesco ad accettarla. Guardo e riguardo le immagini e mi sembra di guardare un film anzichè la realtà. Poi mi metto nei suoi panni e tutto mi pare ancora più assurdo e surreale. Vieni falciato da un automobile, durante una gara ciclistica con strade chiuse al traffico. Non fai in tempo nemmeno a capire cos'è successo che ti ritrovi avvolto nel filo spinato, con le punte d'acciaio della recinzione conficcate nella carne delle gambe. Ti sinceri di esser vivo, cerchi di divincolarti e di rialzarti in piedi, ti fai dare una sistemata così alla buona e poi via di nuovo in sella e riparti. Dopodichè ti fai una via Crucis fino al traguardo, per giunta in salita, con le gambe che non oso immaginare nemmeno quanto male possano fare, con la capacità di ragionare probabilmente alterata dal terribile spavento che hai appena vissuto e dal dolore che ti sta martoriando. Tagli il traguardo e che dichiarazione fai, con l'aria più serena e pacata del mondo?[I] "è stato un brutto incidente ma può succedere, sono sicuro che l'autista avrà un gran senso di colpa e verrà a chiederci scusa".[/I] Credo che chi precedentemente l'ha accostato a un cristo ferito abbia proposto un analogia talmente azzeccata da andare ben oltre le proprie intenzioni. [I]"padre perdonali perchè non sanno quello che fanno"[/I] Ecco come io, comune mortale, avrei vissuto la medesima situazione. Innanzitutto sarei morto di paura. Dopodichè sarei morto dal dolore. Rintronato dalla botta e dallo spavento sarei rimasto a terra fino a quando qualcuno di peso non mi avesse portato via. Dopodichè avrei pianto e inveito per un ora buona contro tutto e contro tutti, contro dio, la sfortuna, l'organizzazione, l'imbecille dell'automobilista e chissà cos'altro. La bicicletta in quel momento non avrei più nemmeno voluto vederla in fotografia, figuriamoci solamente pensare di risalirci sopra e ripartire. E alla fine del tutto, avrei cercato il primo giornalista a disposizione per rilasciare dichiarazioni al veleno a mezzo stampa chiedendo la testa dell'incommensurabile imbecille che per poco non mi mandava al creatore. Certi uomini è persino impossibile pensare di capirli, ci si può solo limitare ad ammirarli. [/QUOTE]
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