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Abbigliamento Invernale!
Testo
<blockquote data-quote="Cyboraf" data-source="post: 6081933" data-attributes="member: 45757"><p>Io riporto la mia esperienza che è soggettiva e quindi non è verità di fede ma può dare un' idea sul da farsi.</p><p>L' importante come già detto è il giusto abbinamento dei capi ma meno è il numero di capi che si indossano meglio è.</p><p>Io, in Inverno, Torino, quindi uscite con due-tre gradi, a volte meno, mi trovo bene con due strati : intimo e giacca termica.</p><p>Ho anche la Gabba2 ma la riservo per le stagioni intermedie.</p><p>Rabbrividisco al pensiero di indossare una mezze maniche con temperature intorno allo zero.</p><p>Tre strati, secondo me, compromettono la traspirabililtà e sono più difficili da coordinare rispetto a due, ovviamente.</p><p>Posto che è buona norma in inverno non cimentarsi in salite troppo impegnative e conseguenti discese, anche per la forma fisica, ma soprattutto per il clima, un terzo strato ha un senso solo se costituito da una maglia intima traforata da mettere sotto una maglia intima tecnica in modo da ridurre l' effetto umidità a contatto della pelle.</p><p>Ho scoperto, proprio quest' inverno, una maglia intima con anteriore in Windstopper, la LS Prosecco wind, e mi ci sto trovando divinamente. Non è particolarmente pesante, ma sufficientemente calda ( Castelli indica un Range di utilizzo 2-10 ).</p><p>Lo strato antivento anteriore in discesa aiuta moltissimo: la sensazione che provo, netta, è che non vengo totalmente preservato dal freddo, da cui sono comunque parzialmente protetto, ma che il petto venga riparato dall' aria gelida e il sudore espulso scivolando dalle spalle/ascelle verso la schiena ( e qui il giubbino posto sopra deve essere tale da permettere di evacuare il sudore ivi convogliato).</p><p>Ultriore beneficio è che aprendo il giubbino in salita si è comunque riparati dall' aria fredda sul petto - per me è stata una rivelazione.</p><p>Quando ho usato un intimo invernale "outwet", peraltro caldo e ottimo, o biotex, ( indicato fino a -15) ho avuto troppo caldo e mi sono inzuppato..</p><p>Ovviamente sopra ci vuole un giubbino adeguato.</p><p>Ho un Santini OCTA , veramente ottimo, se fa molto freddo e un Castelli Mortirolo quando il clima è meno rigido.</p><p>Un trucco che riporta chi in bici ci va sul serio è utilizzare manicotti anche su maglie intime a maniche lunghe, sotto la giacca.</p><p>Sembrerebbe che isolare le braccia permetta di rallentare il raffredamento senza però far sudare il corpo, e quindi incorrere nello spiacevole e deleterio effetto tronco umido.</p><p>Un po' come si fa quando si coibentano i tubi che convogliano aria/acqua calda per il riscaldamento.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Cyboraf, post: 6081933, member: 45757"] Io riporto la mia esperienza che è soggettiva e quindi non è verità di fede ma può dare un' idea sul da farsi. L' importante come già detto è il giusto abbinamento dei capi ma meno è il numero di capi che si indossano meglio è. Io, in Inverno, Torino, quindi uscite con due-tre gradi, a volte meno, mi trovo bene con due strati : intimo e giacca termica. Ho anche la Gabba2 ma la riservo per le stagioni intermedie. Rabbrividisco al pensiero di indossare una mezze maniche con temperature intorno allo zero. Tre strati, secondo me, compromettono la traspirabililtà e sono più difficili da coordinare rispetto a due, ovviamente. Posto che è buona norma in inverno non cimentarsi in salite troppo impegnative e conseguenti discese, anche per la forma fisica, ma soprattutto per il clima, un terzo strato ha un senso solo se costituito da una maglia intima traforata da mettere sotto una maglia intima tecnica in modo da ridurre l' effetto umidità a contatto della pelle. Ho scoperto, proprio quest' inverno, una maglia intima con anteriore in Windstopper, la LS Prosecco wind, e mi ci sto trovando divinamente. Non è particolarmente pesante, ma sufficientemente calda ( Castelli indica un Range di utilizzo 2-10 ). Lo strato antivento anteriore in discesa aiuta moltissimo: la sensazione che provo, netta, è che non vengo totalmente preservato dal freddo, da cui sono comunque parzialmente protetto, ma che il petto venga riparato dall' aria gelida e il sudore espulso scivolando dalle spalle/ascelle verso la schiena ( e qui il giubbino posto sopra deve essere tale da permettere di evacuare il sudore ivi convogliato). Ultriore beneficio è che aprendo il giubbino in salita si è comunque riparati dall' aria fredda sul petto - per me è stata una rivelazione. Quando ho usato un intimo invernale "outwet", peraltro caldo e ottimo, o biotex, ( indicato fino a -15) ho avuto troppo caldo e mi sono inzuppato.. Ovviamente sopra ci vuole un giubbino adeguato. Ho un Santini OCTA , veramente ottimo, se fa molto freddo e un Castelli Mortirolo quando il clima è meno rigido. Un trucco che riporta chi in bici ci va sul serio è utilizzare manicotti anche su maglie intime a maniche lunghe, sotto la giacca. Sembrerebbe che isolare le braccia permetta di rallentare il raffredamento senza però far sudare il corpo, e quindi incorrere nello spiacevole e deleterio effetto tronco umido. Un po' come si fa quando si coibentano i tubi che convogliano aria/acqua calda per il riscaldamento. [/QUOTE]
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