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ACSI ciclismo, situazione risolta?
Testo
<blockquote data-quote="Bicllo" data-source="post: 3713322" data-attributes="member: 43074"><p>Ormai siamo a fine luglio e penso che per questo 2012 le cose non potranno cambiare più di tanto, ma verso fine anno cosa succederà?</p><p></p><p>UDACE dovrà scegliere quale strada intraprendere: continuare ad esistere come libera associazione indipendente, non riconosciuta dal CONI, quindi fuori dall'ordinamento sportivo oppure rientrare a tutti gli effetti nell'ordinamento sportivo.</p><p>Come sappiamo la prima ipotesi comporta che le Società Sportive affiliate ad una libera associazione non possano avere lo "status" di A.S.D. ai fini fiscali (con tutto quello che ne consegue); che i tesserati non siano riconosciuti dalla FCI e dagli altri Enti e quindi siano ritenuti "non tesserati" e che le polizze assicurative di FCI ed E.P.S. non coprano in caso di incidente occorso durante una gara organizzata dalla "libera associazione".</p><p></p><p>La seconda ipotesi prevede due possibilità:</p><p>1) UDACE diventa a tutti gli effetti il "settore ciclismo" dell'ACSI, ma tutta la dirigenza dovrà sottostare allo statuto ed ai regolamenti dell'ACSI e (cosa forse più importante) il controllo del tesseramento (con relativi flussi di cassa) passerà nelle mani dell'ACSI.</p><p>2) UDACE allarga i propri orizzonti, diventa un Ente di Promozione Sportiva multidisciplinare, affilia 1.000 società e tessera 100.000 atleti. A questo avrà pieno titolo per essere riconosciuto come Ente di Promozione Sportiva.</p><p></p><p>Sono entrambe strade perseguibili, peccato che per farlo bisogna necessariamente adeguarsi a leggi e regole che già ci sono e che paiono essere uno dei motivi principali di tutta la questione...</p><p></p><p>Vedremo cosa succederà, intanto andiamo al mare...</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Bicllo, post: 3713322, member: 43074"] Ormai siamo a fine luglio e penso che per questo 2012 le cose non potranno cambiare più di tanto, ma verso fine anno cosa succederà? UDACE dovrà scegliere quale strada intraprendere: continuare ad esistere come libera associazione indipendente, non riconosciuta dal CONI, quindi fuori dall'ordinamento sportivo oppure rientrare a tutti gli effetti nell'ordinamento sportivo. Come sappiamo la prima ipotesi comporta che le Società Sportive affiliate ad una libera associazione non possano avere lo "status" di A.S.D. ai fini fiscali (con tutto quello che ne consegue); che i tesserati non siano riconosciuti dalla FCI e dagli altri Enti e quindi siano ritenuti "non tesserati" e che le polizze assicurative di FCI ed E.P.S. non coprano in caso di incidente occorso durante una gara organizzata dalla "libera associazione". La seconda ipotesi prevede due possibilità: 1) UDACE diventa a tutti gli effetti il "settore ciclismo" dell'ACSI, ma tutta la dirigenza dovrà sottostare allo statuto ed ai regolamenti dell'ACSI e (cosa forse più importante) il controllo del tesseramento (con relativi flussi di cassa) passerà nelle mani dell'ACSI. 2) UDACE allarga i propri orizzonti, diventa un Ente di Promozione Sportiva multidisciplinare, affilia 1.000 società e tessera 100.000 atleti. A questo avrà pieno titolo per essere riconosciuto come Ente di Promozione Sportiva. Sono entrambe strade perseguibili, peccato che per farlo bisogna necessariamente adeguarsi a leggi e regole che già ci sono e che paiono essere uno dei motivi principali di tutta la questione... Vedremo cosa succederà, intanto andiamo al mare... [/QUOTE]
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