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Gare amatoriali in circuito
ACSI ciclismo, situazione risolta?
Testo
<blockquote data-quote="Bicllo" data-source="post: 3945584" data-attributes="member: 43074"><p>Fa piacere vedere la presenza di persone appartenenti all'unione che espongono in maniera chiara e documentata sia i fatti che le opinioni: è un contributo importante per la qualità informativa di questo forum. La discussione sui temi dovrebbe sempre e comunque avere il sopravvento sulla polemica sterile.</p><p></p><p></p><p></p><p></p><p>Quanto al post di ivangms, mi pare di capire che la situazione determinata dalla concomitante persistenza di ACSI e UDACE e dall'effettiva univocità di affiliazione e tesseramento, dia ancora luogo a problemi di chiarezza.</p><p>In base alla normativa, alle gare indette come UDACE, non dovrebbe poter essere accettato nessun concorrente che non sia UDACE, quindi il cartellino ACSI da solo, non dovrebbe essere accettato. </p><p>Parimenti i tesserati FCI/EPS non godono della copertura assicurativa collegata al loro cartellino (che come noto vale solo nelle gare organizzate in ambito Consulta), quindi oltre a non potere essere accettati, farebbero meglio a non pensare nemmeno di partecipare.</p><p></p><p>Questo è un punto che ACSI Settore Ciclismo e UDACE non hanno totalmente chiarito, perchè a quanto dicono si tratta di due strutture separate ma unite da un rapporto di collaborazione e (visto che il tesseramento è univoco) dalla medesima polizza assicurativa, per cui, a differenza delle assicurazioni degli altri Enti e FCI, la polizza ACSI copre anche in caso di gare indette da un'associazione privata extra-consulta qual è UDACE.</p><p>Ovvero i tesserati ACSI, cui viene regalata la tessera UDACE, possono essere allo stesso tempo riconosciuti o non riconosciuti dal CONI, e se i "talebani delle gare chiuse" continuano a fare come in passato, i tesserati ACSI saranno inevitabilmente in una situazione di privilegio.</p><p></p><p>La strada per semplificare le cose rispetto al 2012 c'era: bastava evitare di unificare nuovamente il tesseramento e tenere le cose distinte (affiliazioni, tessere e assicurazioni), ma ovviamente avrebbe avuto costi "impopolari".</p><p>Ora, vedremo se l'interesse per il ciclismo amatoriale (qui dimostrato da più di un esponente ACSI/UDACE) riuscirà ad avere il soppravvento sul mero interesse economico.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Bicllo, post: 3945584, member: 43074"] Fa piacere vedere la presenza di persone appartenenti all'unione che espongono in maniera chiara e documentata sia i fatti che le opinioni: è un contributo importante per la qualità informativa di questo forum. La discussione sui temi dovrebbe sempre e comunque avere il sopravvento sulla polemica sterile. Quanto al post di ivangms, mi pare di capire che la situazione determinata dalla concomitante persistenza di ACSI e UDACE e dall'effettiva univocità di affiliazione e tesseramento, dia ancora luogo a problemi di chiarezza. In base alla normativa, alle gare indette come UDACE, non dovrebbe poter essere accettato nessun concorrente che non sia UDACE, quindi il cartellino ACSI da solo, non dovrebbe essere accettato. Parimenti i tesserati FCI/EPS non godono della copertura assicurativa collegata al loro cartellino (che come noto vale solo nelle gare organizzate in ambito Consulta), quindi oltre a non potere essere accettati, farebbero meglio a non pensare nemmeno di partecipare. Questo è un punto che ACSI Settore Ciclismo e UDACE non hanno totalmente chiarito, perchè a quanto dicono si tratta di due strutture separate ma unite da un rapporto di collaborazione e (visto che il tesseramento è univoco) dalla medesima polizza assicurativa, per cui, a differenza delle assicurazioni degli altri Enti e FCI, la polizza ACSI copre anche in caso di gare indette da un'associazione privata extra-consulta qual è UDACE. Ovvero i tesserati ACSI, cui viene regalata la tessera UDACE, possono essere allo stesso tempo riconosciuti o non riconosciuti dal CONI, e se i "talebani delle gare chiuse" continuano a fare come in passato, i tesserati ACSI saranno inevitabilmente in una situazione di privilegio. La strada per semplificare le cose rispetto al 2012 c'era: bastava evitare di unificare nuovamente il tesseramento e tenere le cose distinte (affiliazioni, tessere e assicurazioni), ma ovviamente avrebbe avuto costi "impopolari". Ora, vedremo se l'interesse per il ciclismo amatoriale (qui dimostrato da più di un esponente ACSI/UDACE) riuscirà ad avere il soppravvento sul mero interesse economico. [/QUOTE]
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