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ACSI ciclismo, situazione risolta?
Testo
<blockquote data-quote="Bicllo" data-source="post: 3995308" data-attributes="member: 43074"><p>Se l'associazione UDACE è un'A.S.D. affiliata ad un Ente riconosciuto dal CONI, deve rispettare lo statuto dell'Ente cui è affiliata. L'Ente a sua volta dovrà rispettare le norme che regolano l'ordinamento sportivo nazionale.</p><p>L'UDACE però si dichiara "libera associazione privata", come tale può esistere e organizzare attività riservata esclusivamente ai propri soci, indire assemblee, riunioni, votazioni per eleggere i propri organi dirigenti e fare tutto quello che serve al perseguimento dei propri scopi.</p><p>Non essendo riconosciuta dal CONI quale Ente di Promozione Sportiva (perchè non ha i requisiti, ecc. ecc. ecc. ecc. ecc. ecc.), non ha con questo (e di conseguenza con tutto il resto dello sport "ufficialmente riconosciuto") nessun tipo di rapporto. Men che meno può effettuare affiliazioni e tesseramenti di secondo livello.</p><p></p><p>Le questioni che "chi ne sa" dovrebbe chiarire sono ancora e sempre le stesse: come può un'entità (leggi ASD organizzatrice, presidente di Comitato Provinciale, giudice di gara, ecc.) essere al contempo parte di una struttura riconosciuta (ACSI) e parte di una struttura NON riconosciuta (UDACE), senza dare luogo ad una situazione di conflitto?</p><p>Come si fa a continuare a sostenere che UDACE è una cosa e ACSI Settore Ciclismo un'altra, quando la presidenza dei comitati provinciali dell'una e dell'altra sono affidate alle medesime persone?</p><p>Perchè la "governance" (parola di moda...) di ACSI Settore Ciclismo è affidata a persone nominate o comunque definite in ambito UDACE e non elette dalla base di ACSI Settore Ciclismo come la regolamentazione vorrebbe?</p><p></p><p>Queste e altre domande stanno alla base delle perplessità della Consulta, c'è chi sta lavorando per risolvere la questione e chi invece rema contro.</p><p>La soluzione "logica" vedrebbe tutto il "mondo" UDACE entrare in ACSI per portare il bagaglio di 57 anni di esperienza ed avere finalmente un ciclismo organizzato completamente in egida CONI senza tante contorsioni complicate. La situazione reale vede un EPS ed un'associazione privata che ciurlano nel manico per salvaguardare una situazione "anomala".</p><p>Vedremo se dopo il 31 gennaio l'anomalia sarà ancora tollerata oppure se si ritornerà alle barricate di inizio 2012, situazione che nessuno vuole ad eccezione dei vertici UDACE...</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Bicllo, post: 3995308, member: 43074"] Se l'associazione UDACE è un'A.S.D. affiliata ad un Ente riconosciuto dal CONI, deve rispettare lo statuto dell'Ente cui è affiliata. L'Ente a sua volta dovrà rispettare le norme che regolano l'ordinamento sportivo nazionale. L'UDACE però si dichiara "libera associazione privata", come tale può esistere e organizzare attività riservata esclusivamente ai propri soci, indire assemblee, riunioni, votazioni per eleggere i propri organi dirigenti e fare tutto quello che serve al perseguimento dei propri scopi. Non essendo riconosciuta dal CONI quale Ente di Promozione Sportiva (perchè non ha i requisiti, ecc. ecc. ecc. ecc. ecc. ecc.), non ha con questo (e di conseguenza con tutto il resto dello sport "ufficialmente riconosciuto") nessun tipo di rapporto. Men che meno può effettuare affiliazioni e tesseramenti di secondo livello. Le questioni che "chi ne sa" dovrebbe chiarire sono ancora e sempre le stesse: come può un'entità (leggi ASD organizzatrice, presidente di Comitato Provinciale, giudice di gara, ecc.) essere al contempo parte di una struttura riconosciuta (ACSI) e parte di una struttura NON riconosciuta (UDACE), senza dare luogo ad una situazione di conflitto? Come si fa a continuare a sostenere che UDACE è una cosa e ACSI Settore Ciclismo un'altra, quando la presidenza dei comitati provinciali dell'una e dell'altra sono affidate alle medesime persone? Perchè la "governance" (parola di moda...) di ACSI Settore Ciclismo è affidata a persone nominate o comunque definite in ambito UDACE e non elette dalla base di ACSI Settore Ciclismo come la regolamentazione vorrebbe? Queste e altre domande stanno alla base delle perplessità della Consulta, c'è chi sta lavorando per risolvere la questione e chi invece rema contro. La soluzione "logica" vedrebbe tutto il "mondo" UDACE entrare in ACSI per portare il bagaglio di 57 anni di esperienza ed avere finalmente un ciclismo organizzato completamente in egida CONI senza tante contorsioni complicate. La situazione reale vede un EPS ed un'associazione privata che ciurlano nel manico per salvaguardare una situazione "anomala". Vedremo se dopo il 31 gennaio l'anomalia sarà ancora tollerata oppure se si ritornerà alle barricate di inizio 2012, situazione che nessuno vuole ad eccezione dei vertici UDACE... [/QUOTE]
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