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ACSI ciclismo, situazione risolta?
Testo
<blockquote data-quote="Bicllo" data-source="post: 4081448" data-attributes="member: 43074"><p>Chiarisco: non ho detto che la FCI fa le cose nel modo giusto e gli Enti no ed è evidente che il ciclismo amatoriale gestito dagli enti abbia numeri di tutto rispetto, che non possono altro che confermare il buon lavoro svolto.</p><p>Il mio ragionamento riguarda la razionalizzazione delle risorse: se da un lato è innegabile che la concorrenza stimola l'innalzamento del livello qualitativo (se non intervengono atteggiamenti protezionistici ben noti), è anche vero che in carenza di risorse sarebbe più ragionevole unire le forze. Altrimenti si corre il rischio di trovarsi in situazioni dove per gestire un bacino d'utenza di 400/500 cicloamatori agonisti (assolutamente indifferenti all'ente organizzatore) ci sono due o più gruppi di giudici, due o più gruppi di volontari, due o più campagne di tesseramento, ecc. ecc. ecc. Ovvero il doppio, il triplo o il quadruplo di lavoro. Vivendolo dal "di dentro" e sapendo la fatica che si fa a trovare volontari, sponsor e tutto quello che serve per organizzare, ritengo che con un po' di sale in zucca e mettendo da parte ambizioni personali e interessi di parte, ci sarebbe lo spazio per fare un ottimo lavoro.</p><p></p><p>Ma forse sono solo un visionario idealista...</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Bicllo, post: 4081448, member: 43074"] Chiarisco: non ho detto che la FCI fa le cose nel modo giusto e gli Enti no ed è evidente che il ciclismo amatoriale gestito dagli enti abbia numeri di tutto rispetto, che non possono altro che confermare il buon lavoro svolto. Il mio ragionamento riguarda la razionalizzazione delle risorse: se da un lato è innegabile che la concorrenza stimola l'innalzamento del livello qualitativo (se non intervengono atteggiamenti protezionistici ben noti), è anche vero che in carenza di risorse sarebbe più ragionevole unire le forze. Altrimenti si corre il rischio di trovarsi in situazioni dove per gestire un bacino d'utenza di 400/500 cicloamatori agonisti (assolutamente indifferenti all'ente organizzatore) ci sono due o più gruppi di giudici, due o più gruppi di volontari, due o più campagne di tesseramento, ecc. ecc. ecc. Ovvero il doppio, il triplo o il quadruplo di lavoro. Vivendolo dal "di dentro" e sapendo la fatica che si fa a trovare volontari, sponsor e tutto quello che serve per organizzare, ritengo che con un po' di sale in zucca e mettendo da parte ambizioni personali e interessi di parte, ci sarebbe lo spazio per fare un ottimo lavoro. Ma forse sono solo un visionario idealista... [/QUOTE]
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