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ACSI ciclismo, situazione risolta?
Testo
<blockquote data-quote="Bicllo" data-source="post: 4525518" data-attributes="member: 43074"><p>Lentoluca ha scritto una cosa verissima: una qualsiasi organizzazione funziona grazie al lavoro delle persone che ne sono parte. Una situazione "normale" prevede che se tizio non è d'accordo con le scelte di caio, si lavora "all'interno dell'organizzazione" per individuare il miglior compromesso che possa soddisfare le parti.</p><p>In Italia, quando l'organizzazione non ci soddisfa, invece di lavorare dall'interno per cambiarla si preferisce uscire per farne una nuova che soddisfi soprattutto le proprie esigenze.</p><p></p><p>E' una logica insulsa e stupida, in cui ognuno guarda al proprio piccolo interesse senza curarsi del "bene comune", è una storia che probabilmente deriva ancora dall'epoca dei Comuni e che ci ha portato ad avere un parlamento con "anta" schieramenti politici, un frazionamento in regioni, provincie, comuni, frazioni, comunità, ecc. ecc. dove ognuno vuole contare qualcosa e dire la sua, senza però costruire nulla.</p><p>Ovviamente l'ordinamento sportivo non poteva essere diverso, da cui la nascita di 12 EPS ed il frazionamento in leghe, settori, comitati, ecc. ecc. ecc.</p><p></p><p>Tutti noi, però, dovremmo imparare a guardare le situazioni come parte in causa e non come se ne fossimo totalmente al di fuori: i dirigenti (a qualsiasi livello) sono sempre e comunque espressione delle persone che decidono di dar loro fiducia e se guardiamo solo all'uovo di oggi (mi basta aver la possibilità di correre domenica, del resto non mi importa nulla), non lamentiamoci se poi domani non ci sarà la gallina (un'organizzazione sportiva efficace ed efficiente che risponda alle nostra aspettative).</p><p></p><p>... possiamo scegliere se uscire dal campo vittoriosi come squadra oppure venire annientati uno per uno...</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Bicllo, post: 4525518, member: 43074"] Lentoluca ha scritto una cosa verissima: una qualsiasi organizzazione funziona grazie al lavoro delle persone che ne sono parte. Una situazione "normale" prevede che se tizio non è d'accordo con le scelte di caio, si lavora "all'interno dell'organizzazione" per individuare il miglior compromesso che possa soddisfare le parti. In Italia, quando l'organizzazione non ci soddisfa, invece di lavorare dall'interno per cambiarla si preferisce uscire per farne una nuova che soddisfi soprattutto le proprie esigenze. E' una logica insulsa e stupida, in cui ognuno guarda al proprio piccolo interesse senza curarsi del "bene comune", è una storia che probabilmente deriva ancora dall'epoca dei Comuni e che ci ha portato ad avere un parlamento con "anta" schieramenti politici, un frazionamento in regioni, provincie, comuni, frazioni, comunità, ecc. ecc. dove ognuno vuole contare qualcosa e dire la sua, senza però costruire nulla. Ovviamente l'ordinamento sportivo non poteva essere diverso, da cui la nascita di 12 EPS ed il frazionamento in leghe, settori, comitati, ecc. ecc. ecc. Tutti noi, però, dovremmo imparare a guardare le situazioni come parte in causa e non come se ne fossimo totalmente al di fuori: i dirigenti (a qualsiasi livello) sono sempre e comunque espressione delle persone che decidono di dar loro fiducia e se guardiamo solo all'uovo di oggi (mi basta aver la possibilità di correre domenica, del resto non mi importa nulla), non lamentiamoci se poi domani non ci sarà la gallina (un'organizzazione sportiva efficace ed efficiente che risponda alle nostra aspettative). ... possiamo scegliere se uscire dal campo vittoriosi come squadra oppure venire annientati uno per uno... [/QUOTE]
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