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Adam Blythe: il monocorona? Una pessima idea
Testo
<blockquote data-quote="rockarolla" data-source="post: 6232784" data-attributes="member: 70980"><p>Uff ma la smettiamo di sparare sentenze aggratis? In ambito bdc (e pure gravel, in cui invece spopola...qui forse si può parlare di marketing) ha, per il momento, grossi svantaggi, che lo rendono sensato solo in poche e particolari situazioni. Anche se già si intravede un superamento di questi limiti, vedi la nuova trasmissione Rotor 1x13 (una classica doppia 2x11 da bdc dispone, a seconda delle rapportature, da 14 (53/39*11-28) a 17 (50/34*11-25) rapporti diversi per sviluppo metrico, senza nemmeno considerare gli incroci sconsigliati).</p><p></p><p>Ma in ambito mtb, e cx, beh...può anche esserci chi non ci si trova, e e è per questo Kcnc e altri producono ancora v-brakes di alta gamma, ma la diffusione capillare che ha avuto in pochissimi anni non è assolutamente dovuta al marketing o a complotti vari. I vantaggi che ha (semplicità di gestione, conseguente maggior concentrazione sulla guida, riduzione -eliminazione?- delle cadute di catena, prontezza nell'affrontare repentini cambi di pendenza...) sono nella maggior parte dei casi, per la maggior parte delle persone, infinitamente superiori agli svantaggi (scalatura un po' meno ravvicinata -che in fuoristrada, intendendo con ciò percorsi almeno un po' tecnici, ha un'importanza mooolto minore rispetto alla strada, asfaltata o sterrata che sia-, range un po' ridotto -anche qui, importanza ridotta rispetto alla strada, e comunque in continuo aumento-, eventuale necessità di adattare la corona al percorso -comunque più pratico che cambiare cassetta, pratica giustamente comune su strada...-...non mi viene in mente altro...).</p><p>Si potrebbe obiettare per via della necessità di cassette con più pignoni, con conseguente catena più stretta, ma sarebbe allora anche il caso di chiedersi perché nessuno ha criticato l'introduzione delle 11v su strada, che comporta un allargamento del corpetto r.l. con conseguente indebolimento della ruota post., cosa che, grazie ai grossi pignoni necessari nel monocorona che possono essere angolati a seguire l'angolo di campanatura dei raggi, non è stata necessaria per le 11v né le 12v mtb. Personalmente, tra una catena -teoricamente, perché poi va considerando il minor stress che subisce grazie alla mancanza della deragliata ant.- più debole o una ruota più debole, ho pochi dubbi su quale comporti più problemi...</p><p>E per quanto riguarda i pignoni da 42, 46 o 50 denti, non vedo perché ritenerli più assurdi della pratica comune di utilizzare corone enormi su strada, senza poi avere le gambe per spingerle, tant'è che l'11 e spesso anche il 12 rimangono vergini...io sulla bici da strada monto una 46/30, e proprio non capisco perché scarrozzare in giro corone di dimensioni inutili. Ma capisco benissimo perché scarrozzare in giro un pignone da 46 sulla mtb...</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="rockarolla, post: 6232784, member: 70980"] Uff ma la smettiamo di sparare sentenze aggratis? In ambito bdc (e pure gravel, in cui invece spopola...qui forse si può parlare di marketing) ha, per il momento, grossi svantaggi, che lo rendono sensato solo in poche e particolari situazioni. Anche se già si intravede un superamento di questi limiti, vedi la nuova trasmissione Rotor 1x13 (una classica doppia 2x11 da bdc dispone, a seconda delle rapportature, da 14 (53/39*11-28) a 17 (50/34*11-25) rapporti diversi per sviluppo metrico, senza nemmeno considerare gli incroci sconsigliati). Ma in ambito mtb, e cx, beh...può anche esserci chi non ci si trova, e e è per questo Kcnc e altri producono ancora v-brakes di alta gamma, ma la diffusione capillare che ha avuto in pochissimi anni non è assolutamente dovuta al marketing o a complotti vari. I vantaggi che ha (semplicità di gestione, conseguente maggior concentrazione sulla guida, riduzione -eliminazione?- delle cadute di catena, prontezza nell'affrontare repentini cambi di pendenza...) sono nella maggior parte dei casi, per la maggior parte delle persone, infinitamente superiori agli svantaggi (scalatura un po' meno ravvicinata -che in fuoristrada, intendendo con ciò percorsi almeno un po' tecnici, ha un'importanza mooolto minore rispetto alla strada, asfaltata o sterrata che sia-, range un po' ridotto -anche qui, importanza ridotta rispetto alla strada, e comunque in continuo aumento-, eventuale necessità di adattare la corona al percorso -comunque più pratico che cambiare cassetta, pratica giustamente comune su strada...-...non mi viene in mente altro...). Si potrebbe obiettare per via della necessità di cassette con più pignoni, con conseguente catena più stretta, ma sarebbe allora anche il caso di chiedersi perché nessuno ha criticato l'introduzione delle 11v su strada, che comporta un allargamento del corpetto r.l. con conseguente indebolimento della ruota post., cosa che, grazie ai grossi pignoni necessari nel monocorona che possono essere angolati a seguire l'angolo di campanatura dei raggi, non è stata necessaria per le 11v né le 12v mtb. Personalmente, tra una catena -teoricamente, perché poi va considerando il minor stress che subisce grazie alla mancanza della deragliata ant.- più debole o una ruota più debole, ho pochi dubbi su quale comporti più problemi... E per quanto riguarda i pignoni da 42, 46 o 50 denti, non vedo perché ritenerli più assurdi della pratica comune di utilizzare corone enormi su strada, senza poi avere le gambe per spingerle, tant'è che l'11 e spesso anche il 12 rimangono vergini...io sulla bici da strada monto una 46/30, e proprio non capisco perché scarrozzare in giro corone di dimensioni inutili. Ma capisco benissimo perché scarrozzare in giro un pignone da 46 sulla mtb... [/QUOTE]
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