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Aiutiamo Francesco
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<blockquote data-quote="renatiello" data-source="post: 1178837" data-attributes="member: 4404"><p>Dal sito di superfrancesco:</p><p></p><p><strong>03/07/2008</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Ieri finalmente siamo tornati a casa. Dopo una notte tranquilla e il prelievo del mattino, abbiamo salutato il personale del reparto di chirurgia del Burlo Garofolo. È doveroso ringraziarli perché anche questa volta si sono dimostrati professionali, gentili, disponibili e pazienti. Alcuni rapporti si sono fortificati e altre amicizie sono state confermate. Due infermiere, che io ho definito Gianni e Pinotto, hanno conosciuto un lato diverso di Francesco leggendo il suo sito, abituate a vederlo soffrire ma non a sorridere o ad essere sereno. Roberta mi ha detto che sentiranno la nostra mancanza e questo mi ha riempito il cuore di gioia perché nonostante io sia la mamma più rompi del mondo quando sono in ospedale (in realtà anche fuori ma non lo deve sapere nessuno!), riescono a sopportarmi egregiamente e ad avere sempre belle parole per noi. Grazie mille a questi professionisti che si impegnano con amore ogni giorno a dare una dignità ai bimbi speciali che invece in altre strutture vengono abbandonati alla loro "malattia".</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Dopo quindi cerca tre ore di viaggio, siamo arrivati a Ronco dove ci aspettava una bella sorpresa, un'accoglienza davvero speciale. Innanzitutto uno striscione di bentornato attaccato al balcone, poi festoni per le scale e in sala, alcuni palloncini e simpatici e affettuosi biglietti che Nicoletta, Davide, Graziella e Damiano, con la complicità di mia sorella, hanno attaccato in giro per la casa e che potete leggerli nelle foto. È stato un bellissimo rientro e mi è venuto istintivo pensare che se per due settimane di lontananza hanno fatto tutto questo, chissà cosa combineranno quando torneremo dalla Florida!</strong></p><p><strong>Francesco sembra aver percepito il ritorno e oltre ad essere stato bravissimo in auto, anche a casa è stato tranquillissimo, dormendo nonostante ci fossero 32°C. Anche questa notte è stato un angelo; non so se ha dormito ma non si è mai fatto sentire. Questa mattina sono andata a vederlo alle 5:50 ed era sveglio e sereno, così come lo è oggi. Inoltre mi ha stupito di nuovo perché si è girato da solo da pancia in su alla posizione sul fianco sinistro. È proprio un campione! Inoltre pensavo che in questi giorni fosse calato di peso invece è cresciuto 3 etti: ora è 13,4Kg il mio torello. Ieri i medici mi hanno consigliato di dargli pappe meno caloriche ma lui mi sa che non è tanto d'accordo!</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Un'altra bella sorpresa è stato il libricino trovato tra la posta, una sorta di breve fiaba creata da Maria Antonietta Inserra, scrittrice milanese, che ha in progetto di pubblicare in futuro un libro su Cateto:</strong></p><p><strong></strong></p><p></p><p></p><p><span style="color: Blue">IL CANTO DI FRANCESCO</span></p><p><span style="color: Blue">di Maria Antonietta Inserra</span></p><p><span style="color: Blue"></span></p><p><span style="color: Blue">Francesco è un frammento di stella, è un raggio di luce, è un piccolo uomo con dentro tutto il sapere del mondo, Francesco è felice e nascosto al sicuro dentro sua madre.</span></p><p><span style="color: Blue">La sua mamma che non sa ancora della sua esistenza ma che si sente importante e grande e immensa come tutte le donne che danno la vita.</span></p><p><span style="color: Blue"></span></p><p><span style="color: Blue">E quando si accorge che suo figlio è dentro di lei esplode piena di gioia e balla e parla con i mobili con gli oggetti della sua casa, con i fiori del suo terrazzo, e vorrebbe abbracciare tutto il mondo e comunicare a tutti quello che accade: sta per nascere un bambino.</span></p><p><span style="color: Blue">Lo dice al babbo di suo figlio e si guardano, si stringono le mani, non sanno se piangere o ridere, si abbracciano stretti sognando la loro vita futura.</span></p><p><span style="color: Blue"></span></p><p><span style="color: Blue">Emanuela si vede con il suo pancione e poi con il carrozzino a passeggio per le strade, a chiacchierare con le altre mamme, il mio pesa così, il mio ha quasi detto mamma, il mio quasi cammina, fa ciao, ride con tutti, ha gli occhi blu, il mio è mio ed è il più bello.</span></p><p><span style="color: Blue">Poi lo accompagnerà a scuola e in fretta sarà grande e pronto per la vita il suo ragazzo, per una vita bella e piena e felice.</span></p><p><span style="color: Blue">Michele pensa che lo porterà allo stadio e lo accompagnerà a fare sport, lo proteggerà dai pericoli e parlerà a lungo con lui e gli farà discorsi "da uomini".</span></p><p><span style="color: Blue"></span></p><p><span style="color: Blue">Tutto intorno si prepara: i prati si riempiono di fiori che Francesco raccoglierà con le sue manine, il mare si increspa leggermente e si infrange a riva perché Francesco possa bagnare i suoi piedini e raccogliere le sue conchiglie.</span></p><p><span style="color: Blue"></span></p><p><span style="color: Blue">Lui cresce piano nel grembo di sua madre: fluttua leggero, sorride, sa tutto, conosce il passato, il presente, l'avvenire, si prepara a lasciare questo suo rifugio sicuro, a lasciare tutto il suo sapere per entrare nella vita.</span></p><p><span style="color: Blue">Le mani di Emanuela, leggere, accarezzano il ventre, e sono una barriera contro tutto. Contro tutti i pericoli che potrebbero minacciare il suo piccolo.</span></p><p><span style="color: Blue"></span></p><p><span style="color: Blue">Francesco è quasi pronto con i suoi capelli folti e chiari, le sue guance paffute, la sua boccuccia rosea, gli occhi grandi e profondi. Si prepara Emanuela ad accoglierlo: lei così fragile, così minuta, lei quasi una bambina.</span></p><p><span style="color: Blue"></span></p><p><span style="color: Blue">Si prepara Michele con il suo bel viso da attore, il suo sorriso aperto, la dolcezza delle sue mani forti.</span></p><p><span style="color: Blue">Francesco conta i minuti: non vede l'ora di conoscere la sua mamma e il suo babbo, di tutti e due conosce le carezze, il suono della voce e principalmente l'amore.</span></p><p><span style="color: Blue">Vuole vederli e toccarli, tirare i capelli di sua madre mentre prenderà il latte, sorridere, chiamarli, morderli con i suoi primi dentini, correre ridendo per tutte le stanze.</span></p><p><span style="color: Blue">Un'ombra passa in questa sua beatitudine, e ne è spaventato, ma subito se ne dimentica, è il tempo di cominciare questa sua avventura.</span></p><p><span style="color: Blue"></span></p><p><span style="color: Blue">Ma nel momento del passaggio viene sbalzato in un buio totale, nero, senza scampo.</span></p><p><span style="color: Blue">Da questo buio riemerge a fatica dopo tanto tempo, ma non può parlare, non può vedere, non può toccare la sua mamma, il suo babbo, non può chiamarli.</span></p><p><span style="color: Blue">Tutti i fiori rimangono sui prati e lentamente appassiscono, le conchiglie di Francesco si ammucchiano a lungo sulla riva finché il mare non se le riprende.</span></p><p><span style="color: Blue"></span></p><p><span style="color: Blue">Le giornate si susseguono alle notti e tutto è uguale, non c'è sole che brilli o luna che schiarisca la notte.</span></p><p><span style="color: Blue">Emanuela e Michele si stringono intorno a questo loro bambino dagli occhi profondi in cui annegano tutte le speranze e a questo bambino bellissimo dedicano la loro vita, su di lui scandiscono le loro giornate.</span></p><p><span style="color: Blue"></span></p><p><span style="color: Blue">Continuano a peregrinare da un medico all'altro, continuano a pregare quel Dio che ha permesso la nascita di Francesco e che ora deve ascoltarli.</span></p><p><span style="color: Blue">Rivogliono il loro bambino e sicuramente lo riavranno.</span></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="renatiello, post: 1178837, member: 4404"] Dal sito di superfrancesco: [B]03/07/2008 Ieri finalmente siamo tornati a casa. Dopo una notte tranquilla e il prelievo del mattino, abbiamo salutato il personale del reparto di chirurgia del Burlo Garofolo. È doveroso ringraziarli perché anche questa volta si sono dimostrati professionali, gentili, disponibili e pazienti. Alcuni rapporti si sono fortificati e altre amicizie sono state confermate. Due infermiere, che io ho definito Gianni e Pinotto, hanno conosciuto un lato diverso di Francesco leggendo il suo sito, abituate a vederlo soffrire ma non a sorridere o ad essere sereno. Roberta mi ha detto che sentiranno la nostra mancanza e questo mi ha riempito il cuore di gioia perché nonostante io sia la mamma più rompi del mondo quando sono in ospedale (in realtà anche fuori ma non lo deve sapere nessuno!), riescono a sopportarmi egregiamente e ad avere sempre belle parole per noi. Grazie mille a questi professionisti che si impegnano con amore ogni giorno a dare una dignità ai bimbi speciali che invece in altre strutture vengono abbandonati alla loro "malattia". Dopo quindi cerca tre ore di viaggio, siamo arrivati a Ronco dove ci aspettava una bella sorpresa, un'accoglienza davvero speciale. Innanzitutto uno striscione di bentornato attaccato al balcone, poi festoni per le scale e in sala, alcuni palloncini e simpatici e affettuosi biglietti che Nicoletta, Davide, Graziella e Damiano, con la complicità di mia sorella, hanno attaccato in giro per la casa e che potete leggerli nelle foto. È stato un bellissimo rientro e mi è venuto istintivo pensare che se per due settimane di lontananza hanno fatto tutto questo, chissà cosa combineranno quando torneremo dalla Florida! Francesco sembra aver percepito il ritorno e oltre ad essere stato bravissimo in auto, anche a casa è stato tranquillissimo, dormendo nonostante ci fossero 32°C. Anche questa notte è stato un angelo; non so se ha dormito ma non si è mai fatto sentire. Questa mattina sono andata a vederlo alle 5:50 ed era sveglio e sereno, così come lo è oggi. Inoltre mi ha stupito di nuovo perché si è girato da solo da pancia in su alla posizione sul fianco sinistro. È proprio un campione! Inoltre pensavo che in questi giorni fosse calato di peso invece è cresciuto 3 etti: ora è 13,4Kg il mio torello. Ieri i medici mi hanno consigliato di dargli pappe meno caloriche ma lui mi sa che non è tanto d'accordo! Un'altra bella sorpresa è stato il libricino trovato tra la posta, una sorta di breve fiaba creata da Maria Antonietta Inserra, scrittrice milanese, che ha in progetto di pubblicare in futuro un libro su Cateto: [/B] [COLOR="Blue"]IL CANTO DI FRANCESCO di Maria Antonietta Inserra Francesco è un frammento di stella, è un raggio di luce, è un piccolo uomo con dentro tutto il sapere del mondo, Francesco è felice e nascosto al sicuro dentro sua madre. La sua mamma che non sa ancora della sua esistenza ma che si sente importante e grande e immensa come tutte le donne che danno la vita. E quando si accorge che suo figlio è dentro di lei esplode piena di gioia e balla e parla con i mobili con gli oggetti della sua casa, con i fiori del suo terrazzo, e vorrebbe abbracciare tutto il mondo e comunicare a tutti quello che accade: sta per nascere un bambino. Lo dice al babbo di suo figlio e si guardano, si stringono le mani, non sanno se piangere o ridere, si abbracciano stretti sognando la loro vita futura. Emanuela si vede con il suo pancione e poi con il carrozzino a passeggio per le strade, a chiacchierare con le altre mamme, il mio pesa così, il mio ha quasi detto mamma, il mio quasi cammina, fa ciao, ride con tutti, ha gli occhi blu, il mio è mio ed è il più bello. Poi lo accompagnerà a scuola e in fretta sarà grande e pronto per la vita il suo ragazzo, per una vita bella e piena e felice. Michele pensa che lo porterà allo stadio e lo accompagnerà a fare sport, lo proteggerà dai pericoli e parlerà a lungo con lui e gli farà discorsi "da uomini". Tutto intorno si prepara: i prati si riempiono di fiori che Francesco raccoglierà con le sue manine, il mare si increspa leggermente e si infrange a riva perché Francesco possa bagnare i suoi piedini e raccogliere le sue conchiglie. Lui cresce piano nel grembo di sua madre: fluttua leggero, sorride, sa tutto, conosce il passato, il presente, l'avvenire, si prepara a lasciare questo suo rifugio sicuro, a lasciare tutto il suo sapere per entrare nella vita. Le mani di Emanuela, leggere, accarezzano il ventre, e sono una barriera contro tutto. Contro tutti i pericoli che potrebbero minacciare il suo piccolo. Francesco è quasi pronto con i suoi capelli folti e chiari, le sue guance paffute, la sua boccuccia rosea, gli occhi grandi e profondi. Si prepara Emanuela ad accoglierlo: lei così fragile, così minuta, lei quasi una bambina. Si prepara Michele con il suo bel viso da attore, il suo sorriso aperto, la dolcezza delle sue mani forti. Francesco conta i minuti: non vede l'ora di conoscere la sua mamma e il suo babbo, di tutti e due conosce le carezze, il suono della voce e principalmente l'amore. Vuole vederli e toccarli, tirare i capelli di sua madre mentre prenderà il latte, sorridere, chiamarli, morderli con i suoi primi dentini, correre ridendo per tutte le stanze. Un'ombra passa in questa sua beatitudine, e ne è spaventato, ma subito se ne dimentica, è il tempo di cominciare questa sua avventura. Ma nel momento del passaggio viene sbalzato in un buio totale, nero, senza scampo. Da questo buio riemerge a fatica dopo tanto tempo, ma non può parlare, non può vedere, non può toccare la sua mamma, il suo babbo, non può chiamarli. Tutti i fiori rimangono sui prati e lentamente appassiscono, le conchiglie di Francesco si ammucchiano a lungo sulla riva finché il mare non se le riprende. Le giornate si susseguono alle notti e tutto è uguale, non c'è sole che brilli o luna che schiarisca la notte. Emanuela e Michele si stringono intorno a questo loro bambino dagli occhi profondi in cui annegano tutte le speranze e a questo bambino bellissimo dedicano la loro vita, su di lui scandiscono le loro giornate. Continuano a peregrinare da un medico all'altro, continuano a pregare quel Dio che ha permesso la nascita di Francesco e che ora deve ascoltarli. Rivogliono il loro bambino e sicuramente lo riavranno.[/COLOR] [/QUOTE]
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