torniamo a fare "empty the tank" 


onestamente non butterei nella pattumiera tutto a prescindere. In questo periodo un po' "diverso per me" ho trovato più tempo per documentarmi un po' e per esempio ci sono quelli che cercano di mettere assieme, anche per necessità, salute e sport. Per esempio Tim Noakes* (autore di "The lore of running", primo libro pseudo scientifico che lessi sulla corsa) ultimamente (in realtà da 8-10 anni a sta parte...) sta promuovendo la ketogenica, ma lui era, e forse è ancora, un podista ed è diabetico. Chiaramente nel podismo le necessità e le durate sono ben altre rispetto al ciclismo (se si resta entro l'ambito della maratona e a scendere) e quindi un approccio low carb o keto potrebbe essere fattibile.torniamo a fare "empty the tank"![]()
Ma nel momento che "diventi più bravo ad ossidare i grassi" "deprimi" il metabolismo glucidico o sbaglio?. E' sempre una coperta corta!per esempio una maggiore ossidazione di grassi potrebbe portare a risparmiare glicogeno e aiutare a mantenere una buona performance per sforzi relativamente intensi anche dopo parecchie ore in sella.
Sul fatto che "deprimi il metabolismo glucidico" ho il pensiero che semplicemente il tuo corpo ossida quel che più ha a disposizione, subordinatamente al fatto che certi organi hanno preferenze per un certo tipo di combustibile o ossidano solo un certo tipo (vedi il cervello). Alla fine credo che il tutto sia in qualche modo collegato al ciclo di Randle (competizione grassi-glucosio)Ma nel momento che "diventi più bravo ad ossidare i grassi" "deprimi" il metabolismo glucidico o sbaglio?. E' sempre una coperta corta!
Marco Perugini (forse anche Biasci) fece un paio di video e/o interviste che parlava proprio di questo e sostanzialmente diceva che era inutile, non aveva senso
Se riesco a recuperare queti video mfari li posto
ma non è buttare nel pattume, era solo una battuta per sottolineare che non è una cosa nuova...onestamente non butterei nella pattumiera tutto a prescindere. In questo periodo un po' "diverso per me" ho trovato più tempo per documentarmi un po' e per esempio ci sono quelli che cercano di mettere assieme, anche per necessità, salute e sport. Per esempio Tim Noakes (autore di "The lore of running", primo libro pseudo scientifico che lessi sulla corsa) ultimamente (in realtà da 8-10 anni a sta parte...) sta promuovendo la ketogenica, ma lui era, e forse è ancora, un podista ed è diabetico. Chiaramente nel podismo le necessità e le durate sono ben altre rispetto al ciclismo (se si resta entro l'ambito della maratona e a scendere) e quindi un approccio low carb o keto potrebbe essere fattibile.
Che poi non è detto che low carb/keto sia più salutare di high carb, carnivore e altro, ormai in rete ci sono queste sfide culturali che coinvolgono anche gli accademici. Personalmente cerco di restare di vedute aperte e se posso faccio alcune prove.

se devo fare qualche critica a riguardo diciamo che corsa-ciclismo hanno aspetti abbastanza differenti:onestamente non butterei nella pattumiera tutto a prescindere. In questo periodo un po' "diverso per me" ho trovato più tempo per documentarmi un po' e per esempio ci sono quelli che cercano di mettere assieme, anche per necessità, salute e sport. Per esempio Tim Noakes* (autore di "The lore of running", primo libro pseudo scientifico che lessi sulla corsa) ultimamente (in realtà da 8-10 anni a sta parte...) sta promuovendo la ketogenica, ma lui era, e forse è ancora, un podista ed è diabetico. Chiaramente nel podismo le necessità e le durate sono ben altre rispetto al ciclismo (se si resta entro l'ambito della maratona e a scendere) e quindi un approccio low carb o keto potrebbe essere fattibile.
Che poi non è detto che low carb/keto sia più salutare di high carb, carnivore e altro, ormai in rete ci sono queste sfide culturali che coinvolgono anche gli accademici. Personalmente cerco di restare di vedute aperte e se posso faccio alcune prove.
*accademico, ormai in pensione, che comunque rischia di sputtanarsi la carriera e reputazione visto che sta letteralmente andando contro corrente contro quasi tutto il mondo
si quello che si evince anche dal substack di Altini è proprio che il corpo si adatta ad ossidare quel che ha a disposizione in tempi più o meno lunghiSul fatto che "deprimi il metabolismo glucidico" ho il pensiero che semplicemente il tuo corpo ossida quel che più ha a disposizione, subordinatamente al fatto che certi organi hanno preferenze per un certo tipo di combustibile o ossidano solo un certo tipo (vedi il cervello). Alla fine credo che il tutto sia in qualche modo collegato al ciclo di Randle (competizione grassi-glucosio)




ecco una delle premesse di questi esperimenti è partire da una base solida e un buon volume, ergo preoccupati di pedalare e non di stare a stecchettoSi ma anche voi!!!!!
Mettetevi nei panni di un piantato-ignorante come il sottoscritto
eh prima panini con prosciutto e philadephia
poi i panini Morato con il Mars
poi uscite a digiuno
poi 240 gr/h di carbo
poi ora parte a zero carbo e carbo alla fine
se mi ricapita una crisi intestinale come all'ultimo 70.3........vi vengo a cercare a casa eh![]()
Assolutamente d'accordo sulle differenze corsa-ciclismo, aspetto specifico che cercavo di evidenziare, così come quello di non barricarsi. Se si riescono a capire i concetti magari si scopre che c'è del margine (e quando e dove)se devo fare qualche critica a riguardo diciamo che corsa-ciclismo hanno aspetti abbastanza differenti:
detto questo non credo sia utile barricarsi ne su una posizione ne sull'altra e appunto soprattutto in una fase in cui c'è più margine per provare cose vista la distanza dalle gare e il carico di allenamento un poco più ridotto per me, almeno dal punto di vista metabolico( visto che un po di tempo lo perdo anche nei lavori a secco e inevitabilmente ne risente la parte di bici)
- durata
- regolarità del ritmo: in bici è abbastanza più variabile che nella corsa e le gare richiedono di poter fare fasi a più alta intensità dove, non devi avere il serbatoio vuoto ma ti serve bruciare carbo
- facilità di integrazione in bici è decisamente meno problematico integrare i carbo
si quello che si evince anche dal substack di Altini è proprio che il corpo si adatta ad ossidare quel che ha a disposizione in tempi più o meno lunghi
www.mysportscience.com
ma infatti non è che non ci sono i carboidrati e anzi l'idea e integrarli quando servono per non restare a seccoChe poi se ricordo bene nel Ciclo di Krebs l' Oxaloacetate vi è solo in presenza di carboidrati in sostanza per far si che ci sia un' ossidazione dei grassi e per questo ci si dice che "i grassi bruciano al fuoco dei carboidrati" cit. (e cmq ci vuole anche un' ipocalorica per dimagrire)
i "vecchi" ciclisti, che hanno corso, consigliavano la camminata il pomeriggio o la sera pria di cena, la teoria è che si aumenta l'utilizzo di glucosio nei muscoli nel pasto che si andrà a fare migliorando recupero, digestione e qualità del sonnoma infatti non è che non ci sono i carboidrati e anzi l'idea e integrarli quando servono per non restare a secco

in gran parte grassi ma c'è anche utilizzo di glucosio. Quindi oltre a fare defaticamento migliora la sensibilità insulinica. Questo in teoriama le attività a bassa intensità non erano brucia grassi...mo aumentano l'utilizzo del glucosio![]()