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Alimentazione e biomeccanica
Alimentazione durante le uscite (part 3)
Testo
<blockquote data-quote="canserbero" data-source="post: 7314830" data-attributes="member: 107540"><p>Non sono super ferrato in materia e al momento mi sto trovando bene con l'approccio che consiste nel mangiare il più possibile (CHO), a patto che sia tollerabile. Non ho dati oggettivi per dire se la performance è migliorata grazie a questa linea guida, ma quel che sto vedendo è che mangiare il più possibile (CHO) nel mentre e nel dopo mi aiuta tantissimo nel recupero.</p><p></p><p>In merito all'intervento riportato sopra, mi sembra che quanto scrivi vada più nella direzione del takeaway 6. E dato che il takeaway 6 parla di ritardare e modulare l'assunzione di CHO nel corso dell'uscita dico che ovviamente dipende dall'uscita che si fa, dallo scopo ecc. Se in gara, o uscita intensa o di basso/media intensità ma lunga, allora mi sembra quantomeno rischioso ritardare e/o centellinare i CHO. Con questo non voglio andare contro a quanto affermato da chi certamente ne sa più di me, e oltretutto dopo la sola lettura di 10 tweet, ma quello che mi preoccupa delle indicazioni di massima che vengono date-indipendentemente che si tratti di allenamento e alimentazione- è che 1) difficilmente viene specificato a che popolazione si applicano e 2) è possibile-come anche indicato in uno dei primi takeaway dei tweet che hai indicato-che c'è un'indiscutibile variabilità individuale. Sarei in prima linea nella sperimentazione per l'ottimizzazione dell'alimentazione, sopratutto durante l'allenamento, se si potessero fare delle misurazioni oggettive da sé-come per esempio è possibile fare oggi col lattato-ma così alla cieca non me la sento. Al momento vedo l'ottimizzazione dell'alimentazione come un obiettivo da perseguire con calma e nel lungo periodo, introducendo modifiche minime/allenamenti mirati per aumentare l'efficienza/quota nel consumo di grassi (a patto che questo sia sensato e non solo una credenza tramandata e che oggi sta tornado alle luci della ribalta).</p><p></p><p>Infine, riporto qui un messaggio che ho postato proprio ieri in altra discussione. Mi scuso per il cross posting, ma l'argomento è trasversale ad allenamento e nutrizione. Mi farebbe piacere se qualcuno volesse esprimersi riguardo i contenuti del video linkato nel messaggio (e ripeto pure qui che sono abbastanza basito dalle conclusioni)</p><p></p><p>[URL unfurl="true"]https://www.bdc-mag.com/forum/t/fare-fondo.35870/post-7314285[/URL]</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="canserbero, post: 7314830, member: 107540"] Non sono super ferrato in materia e al momento mi sto trovando bene con l'approccio che consiste nel mangiare il più possibile (CHO), a patto che sia tollerabile. Non ho dati oggettivi per dire se la performance è migliorata grazie a questa linea guida, ma quel che sto vedendo è che mangiare il più possibile (CHO) nel mentre e nel dopo mi aiuta tantissimo nel recupero. In merito all'intervento riportato sopra, mi sembra che quanto scrivi vada più nella direzione del takeaway 6. E dato che il takeaway 6 parla di ritardare e modulare l'assunzione di CHO nel corso dell'uscita dico che ovviamente dipende dall'uscita che si fa, dallo scopo ecc. Se in gara, o uscita intensa o di basso/media intensità ma lunga, allora mi sembra quantomeno rischioso ritardare e/o centellinare i CHO. Con questo non voglio andare contro a quanto affermato da chi certamente ne sa più di me, e oltretutto dopo la sola lettura di 10 tweet, ma quello che mi preoccupa delle indicazioni di massima che vengono date-indipendentemente che si tratti di allenamento e alimentazione- è che 1) difficilmente viene specificato a che popolazione si applicano e 2) è possibile-come anche indicato in uno dei primi takeaway dei tweet che hai indicato-che c'è un'indiscutibile variabilità individuale. Sarei in prima linea nella sperimentazione per l'ottimizzazione dell'alimentazione, sopratutto durante l'allenamento, se si potessero fare delle misurazioni oggettive da sé-come per esempio è possibile fare oggi col lattato-ma così alla cieca non me la sento. Al momento vedo l'ottimizzazione dell'alimentazione come un obiettivo da perseguire con calma e nel lungo periodo, introducendo modifiche minime/allenamenti mirati per aumentare l'efficienza/quota nel consumo di grassi (a patto che questo sia sensato e non solo una credenza tramandata e che oggi sta tornado alle luci della ribalta). Infine, riporto qui un messaggio che ho postato proprio ieri in altra discussione. Mi scuso per il cross posting, ma l'argomento è trasversale ad allenamento e nutrizione. Mi farebbe piacere se qualcuno volesse esprimersi riguardo i contenuti del video linkato nel messaggio (e ripeto pure qui che sono abbastanza basito dalle conclusioni) [URL unfurl="true"]https://www.bdc-mag.com/forum/t/fare-fondo.35870/post-7314285[/URL] [/QUOTE]
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