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Alimentazione e biomeccanica
Alimentazione durante le uscite (part 3)
Testo
<blockquote data-quote="canserbero" data-source="post: 7793120" data-attributes="member: 107540"><p>Grazie. Ho letto in diagonale, ma per evitare dubbi, mi chiedevo se quanto evidenziato è quanto riportato nella discussione (e che fa riferimento a dati simulati, esercizio di durata di 110’, e nessuna indicazione sul quantitativo di carboidrati ingeriti).</p><p></p><p>Onestamente ho sempre avuto perplessità sugli studi di meta analisi, sopratutto quando gli studi inclusi sono molto in là nel tempo (diminuisce di molto la possibilità di controllo e l’eventuale integrazione delle informazioni riportate), e sebbene l’effetto trovato vada nella direzione a favore dei carboidrati non credo che l’obiettivo dello studio fornisca la chiave di lettura più promettente per avvallare le correnti tendenze di consumo di carboidrati, anche se riconosco che aiuta a fare chiarezza, condizionatamente all’ambito considerato (per esempio il fatto che il livello iniziale di glicogeno sia irrilevante). Come espresso più volte recentemente, secondo me la chiave di lettura migliore per spingere ad un alto* uso di carboidrati durante sta nel capire come questo possa aiutare nel breve e medio periodo l’atleta quando è chiamato a sostenere carichi di lavoro importanti, come possono essere training camp, grandi giri o anche rendere sostenibile nel tempo un certo quantitativo di volume. In questi casi potrebbe risultare più impattante il livello iniziale (intendo prima di svolgere attività sportiva) di glicogeno muscolare, così come l’andamento del bilancio calorico. A margine, ricordo che qualche mese fa avevo avuto delle perplessità su alcune prove “puntuali” che Podlogar aveva fatto con GCN per valutare quanto dei carboidrati esogeni veniva utilizzato durante la pratica: i risultati non erano molto favorevoli con le tendenze attuali (vado a memoria).</p><p></p><p>* ovviamente da tarare in base alle necessità</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="canserbero, post: 7793120, member: 107540"] Grazie. Ho letto in diagonale, ma per evitare dubbi, mi chiedevo se quanto evidenziato è quanto riportato nella discussione (e che fa riferimento a dati simulati, esercizio di durata di 110’, e nessuna indicazione sul quantitativo di carboidrati ingeriti). Onestamente ho sempre avuto perplessità sugli studi di meta analisi, sopratutto quando gli studi inclusi sono molto in là nel tempo (diminuisce di molto la possibilità di controllo e l’eventuale integrazione delle informazioni riportate), e sebbene l’effetto trovato vada nella direzione a favore dei carboidrati non credo che l’obiettivo dello studio fornisca la chiave di lettura più promettente per avvallare le correnti tendenze di consumo di carboidrati, anche se riconosco che aiuta a fare chiarezza, condizionatamente all’ambito considerato (per esempio il fatto che il livello iniziale di glicogeno sia irrilevante). Come espresso più volte recentemente, secondo me la chiave di lettura migliore per spingere ad un alto* uso di carboidrati durante sta nel capire come questo possa aiutare nel breve e medio periodo l’atleta quando è chiamato a sostenere carichi di lavoro importanti, come possono essere training camp, grandi giri o anche rendere sostenibile nel tempo un certo quantitativo di volume. In questi casi potrebbe risultare più impattante il livello iniziale (intendo prima di svolgere attività sportiva) di glicogeno muscolare, così come l’andamento del bilancio calorico. A margine, ricordo che qualche mese fa avevo avuto delle perplessità su alcune prove “puntuali” che Podlogar aveva fatto con GCN per valutare quanto dei carboidrati esogeni veniva utilizzato durante la pratica: i risultati non erano molto favorevoli con le tendenze attuali (vado a memoria). * ovviamente da tarare in base alle necessità [/QUOTE]
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