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Allenamento e corse: cosa fa la differenza in gara?
Testo
<blockquote data-quote="yuko" data-source="post: 4148337" data-attributes="member: 2790"><p>Salve a tutti,</p><p>pedalo da un anno intero dopo tre di fermo totale e, dopo essermi iscritto in una bella squadra, ho intrapreso questa primavera la mia prima stagione agonistica. Posso ritenermi soddisfatto della mia forma infatti, dopo quasi 13.000 KM, i risultati cronometrici sulle salite di riferimento sono arrivati e in allenamento (anche grazie alla mia buona struttura fisica 178cm per 67KG) arrivo sempre tra i primi della mia squadra che vanta degli atleti di tutto rispetto. Tuttavia mi sono subito reso conto che in gara... è tutta un'altra storia! Prendiamo il mio caso. Su salite medio-lunghe (6/8 KM), che poi sono le salite che contraddistinguono tipicamente le gare siciliane, diciamo che posso esprimere a spanne 300 watt (non ho il misuratore di potenza ma un ciclcocomputer con altimetro barometrico che con i dati di peso/pendenza/velocità fornisce una stima abbastanza affidabile sulla potenza erogata) ma una gara è fatta di continui picchi. Infatti il gruppo spesso rallenta e riparte di botto, si gira la curva a gomito e ci si fionda, dopo la discesa si intraprende lo strappetto a 60 KM/h etc... Insomma sto parlando, forse, del famoso "ritmo gara". E quando arrivi ai piedi dell'agognata salita insomma le tue gambe non girano come vorresti e come, in condizioni normali, potrebbero girare. Poi ho visto che anche il fattore fortuna gioca la sua parte: posizionamento in griglia, forature, cadute, rimanere bloccati da cadute di altri etc... Insomma il risultato di una gara ho capito che è la combinazione di molti fattori e che spesso l'esperienza può avere la meglio sull'allenamento. Quali sono le vostre impressioni in proposito?</p><p>P.S. io comunque mi diverto lo stesso :)</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="yuko, post: 4148337, member: 2790"] Salve a tutti, pedalo da un anno intero dopo tre di fermo totale e, dopo essermi iscritto in una bella squadra, ho intrapreso questa primavera la mia prima stagione agonistica. Posso ritenermi soddisfatto della mia forma infatti, dopo quasi 13.000 KM, i risultati cronometrici sulle salite di riferimento sono arrivati e in allenamento (anche grazie alla mia buona struttura fisica 178cm per 67KG) arrivo sempre tra i primi della mia squadra che vanta degli atleti di tutto rispetto. Tuttavia mi sono subito reso conto che in gara... è tutta un'altra storia! Prendiamo il mio caso. Su salite medio-lunghe (6/8 KM), che poi sono le salite che contraddistinguono tipicamente le gare siciliane, diciamo che posso esprimere a spanne 300 watt (non ho il misuratore di potenza ma un ciclcocomputer con altimetro barometrico che con i dati di peso/pendenza/velocità fornisce una stima abbastanza affidabile sulla potenza erogata) ma una gara è fatta di continui picchi. Infatti il gruppo spesso rallenta e riparte di botto, si gira la curva a gomito e ci si fionda, dopo la discesa si intraprende lo strappetto a 60 KM/h etc... Insomma sto parlando, forse, del famoso "ritmo gara". E quando arrivi ai piedi dell'agognata salita insomma le tue gambe non girano come vorresti e come, in condizioni normali, potrebbero girare. Poi ho visto che anche il fattore fortuna gioca la sua parte: posizionamento in griglia, forature, cadute, rimanere bloccati da cadute di altri etc... Insomma il risultato di una gara ho capito che è la combinazione di molti fattori e che spesso l'esperienza può avere la meglio sull'allenamento. Quali sono le vostre impressioni in proposito? P.S. io comunque mi diverto lo stesso :) [/QUOTE]
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