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<blockquote data-quote="abatta68" data-source="post: 6127508" data-attributes="member: 12384"><p>State dicendo cose giuste entrambi, forse sono i presupposti ad essere differenti... autonomia e prestazione sono due aspetti che migliorano nel tempo, a volte di pari passo, a volte no, a seconda del tipo di allenamento che si è soliti fare in settimana, sia in termini di differenziazione dell'uscita, sia in termini di intensità. Quando si è alle prime armi, quello che preoccupa maggiormente è l'autonomia, ovvero per quanto tempo si riuscirà a mantenere una certa andatura. In questo senso conta molto cercare di allungare il tempo in sella in maniera graduale, facendo km e sperimentandosi in qualche salita breve (4/6 km) e con pendenze graduali e pedalabili (5/7%), in modo da contenere il proprio livello di sforzo (e di consumo di ossigeno) entro i propri limiti, rimanendo nei propri valori di soglia. In questo modo si potenzia la muscolatura in maniera graduale e ci si abitua alla posizione in sella.</p><p>Lavorare sulla propria prestazione invece, richiede un margine a cui attingere (è un pò il discorso che si fà sulle salite, quando si è nella condizione di scegliere se farle con il 20 o il 25, tanto per dire, in base a come e cosa si intende allenare) e questo margine non si inventa, ma viene fuori in maniera lenta e graduale, anche grazie alla conoscenza che si acquisisce rispetto al proprio corpo, al saper gestire la fatica e alle risorse che è in grado ancora di fornire.</p><p>Questi aspetti fondamentali è bene arrivare a conoscerli da solo, cosi come è bene metterli in atto facendo riferimento solo a sè stesso. L'errore più frequente che si può commettere in una granfondo, infatti, è proprio quello di dimenticarsi tutte queste cose e mettersi a correre dietro tutti quelli che vediamo passare... ecco, in questo modo una Gf diventa proibitiva per chiunque.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="abatta68, post: 6127508, member: 12384"] State dicendo cose giuste entrambi, forse sono i presupposti ad essere differenti... autonomia e prestazione sono due aspetti che migliorano nel tempo, a volte di pari passo, a volte no, a seconda del tipo di allenamento che si è soliti fare in settimana, sia in termini di differenziazione dell'uscita, sia in termini di intensità. Quando si è alle prime armi, quello che preoccupa maggiormente è l'autonomia, ovvero per quanto tempo si riuscirà a mantenere una certa andatura. In questo senso conta molto cercare di allungare il tempo in sella in maniera graduale, facendo km e sperimentandosi in qualche salita breve (4/6 km) e con pendenze graduali e pedalabili (5/7%), in modo da contenere il proprio livello di sforzo (e di consumo di ossigeno) entro i propri limiti, rimanendo nei propri valori di soglia. In questo modo si potenzia la muscolatura in maniera graduale e ci si abitua alla posizione in sella. Lavorare sulla propria prestazione invece, richiede un margine a cui attingere (è un pò il discorso che si fà sulle salite, quando si è nella condizione di scegliere se farle con il 20 o il 25, tanto per dire, in base a come e cosa si intende allenare) e questo margine non si inventa, ma viene fuori in maniera lenta e graduale, anche grazie alla conoscenza che si acquisisce rispetto al proprio corpo, al saper gestire la fatica e alle risorse che è in grado ancora di fornire. Questi aspetti fondamentali è bene arrivare a conoscerli da solo, cosi come è bene metterli in atto facendo riferimento solo a sè stesso. L'errore più frequente che si può commettere in una granfondo, infatti, è proprio quello di dimenticarsi tutte queste cose e mettersi a correre dietro tutti quelli che vediamo passare... ecco, in questo modo una Gf diventa proibitiva per chiunque. [/QUOTE]
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