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Bici e telai
Vintage
Anni '40, gli anni del CambioCorsa e del Simplex TourdeFrance
Testo
<blockquote data-quote="Cancelliere" data-source="post: 6075048" data-attributes="member: 40630"><p><strong>Il restauro - Che fare?</strong></p><p></p><p>Durante tutti questi mesi trascorsi ad esaminare la bici e a documentarmi, ho cominciato a pensare al restauro.</p><p></p><p>I 70 anni di vita di questa bici si dividono distintamente in due periodi.</p><p>Il primo periodo và dalla costruzione col CambioCorsa alla trasformazione col Simplex TdF, quindi una decina di anni a cavallo degli anni ‘40-’50, e il secondo periodo sono i 60 anni da allora fino ad oggi.</p><p></p><p>L'idea che mi sono fatto è di riportare la bici a come doveva essere agli inizi degli anni '50, appena trasformata da CambioCorsa a Simplex Tour de France, perché questo upgrade “storico” tipico dei tempi, è quello che la caratterizza maggiormente.</p><p>Inoltre la componentistica del primo periodo è quasi del tutto completa, ad eccezione dell’attacco manubrio e, forse, del manubrio stesso e dei comandi dei freni, il tutto probabilmente sostituito negli anni ‘60 a seguito di una caduta.</p><p></p><p>Ma mi è venuto qualche dubbio sulla storicità, e la professionalità, della modifica.</p><p></p><p>Nel dopoguerra, con la grande disponibilità di bravi artigiani telaisti che c’era allora, sostituire i forcellini posteriori dissaldando quelli dentati e saldobrasando una coppia nuova, non sarebbe stato un gran problema. Probabilmente qualcosa di analogo venne fatto sulla Bianchi Folgore esposta al MuseoBartali, vedi post#16</p><p>Questo avrebbe permesso di montare mozzi posteriori con perno liscio, svincolandosi dal perno dentato del mozzo CambioCorsa, senza arrivare a limare la punta dei denti come ho visto, purtroppo, su una bici che l’estate scorsa era in vendita sul mercatino.</p><p>La saldatura ad elettrodo della rondella filettata per il cambio, pur essendo più spicciativa, non è comunque così disdicevole.</p><p></p><p>Dubbio più consistente mi viene dalla accoppiata Simplex+catena</p><p></p><p>La catena da 1/8 è quasi certamente quella originale col CambioCorsa.</p><p>Ma il Simplex TdF sembrerebbe la versione da 3/32 (anche se non né ho ancora la certezza)</p><p>Magari và più o meno bene lo stesso, tant’è vero che almeno sul cavalletto il cambio funzionava, ma se uno fa una modifica “seria”, quanto meno cambia anche la catena, o comunque non ci giunta sopra due maglie da 3/32!!</p><p></p><p>Allora forse non è stata una modifica professionale, per upgradare la bici e per renderla più performante?</p><p>O viceversa è stata una riparazione di fortuna, estemporanea, magari perchè un utilizzatore inesperto aveva triturato le stecche del CambioCorsa e si era fatto risistemare il tutto da un “riparatore” un po' approssimativo?</p><p></p><p>Preferisco immaginare un upgrade “storico”, e quindi metterò da parte i dubbi e la riporterò indietro alla configurazione anni’50.</p><p></p><p>Mi piacciono le bici vissute (ma non maltrattate) ed adoro la patina del tempo.</p><p>Purtroppo le condizioni di vernice del telaio, e le riparazioni che dovrò farci sopra, escludono di poter fare un restauro conservativo, ed impongono la riverniciatura.</p><p>Sono più incerto se ricromare o meno il telaio, e di conseguenza anche i vari componenti: si vedrà.</p><p></p><p>Manterrò tutti i componenti anni ‘40 e ‘50, limitandomi a riparare le parti danneggiate, e ad eliminare le numerose malefatte evidenti.</p><p></p><p>Riguardo il manubrio, potrei rimontarlo provvisoriamente per mantenere la completezza della bici, in attesa di trovare qualcosa di più consono.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Cancelliere, post: 6075048, member: 40630"] [B]Il restauro - Che fare?[/B] Durante tutti questi mesi trascorsi ad esaminare la bici e a documentarmi, ho cominciato a pensare al restauro. I 70 anni di vita di questa bici si dividono distintamente in due periodi. Il primo periodo và dalla costruzione col CambioCorsa alla trasformazione col Simplex TdF, quindi una decina di anni a cavallo degli anni ‘40-’50, e il secondo periodo sono i 60 anni da allora fino ad oggi. L'idea che mi sono fatto è di riportare la bici a come doveva essere agli inizi degli anni '50, appena trasformata da CambioCorsa a Simplex Tour de France, perché questo upgrade “storico” tipico dei tempi, è quello che la caratterizza maggiormente. Inoltre la componentistica del primo periodo è quasi del tutto completa, ad eccezione dell’attacco manubrio e, forse, del manubrio stesso e dei comandi dei freni, il tutto probabilmente sostituito negli anni ‘60 a seguito di una caduta. Ma mi è venuto qualche dubbio sulla storicità, e la professionalità, della modifica. Nel dopoguerra, con la grande disponibilità di bravi artigiani telaisti che c’era allora, sostituire i forcellini posteriori dissaldando quelli dentati e saldobrasando una coppia nuova, non sarebbe stato un gran problema. Probabilmente qualcosa di analogo venne fatto sulla Bianchi Folgore esposta al MuseoBartali, vedi post#16 Questo avrebbe permesso di montare mozzi posteriori con perno liscio, svincolandosi dal perno dentato del mozzo CambioCorsa, senza arrivare a limare la punta dei denti come ho visto, purtroppo, su una bici che l’estate scorsa era in vendita sul mercatino. La saldatura ad elettrodo della rondella filettata per il cambio, pur essendo più spicciativa, non è comunque così disdicevole. Dubbio più consistente mi viene dalla accoppiata Simplex+catena La catena da 1/8 è quasi certamente quella originale col CambioCorsa. Ma il Simplex TdF sembrerebbe la versione da 3/32 (anche se non né ho ancora la certezza) Magari và più o meno bene lo stesso, tant’è vero che almeno sul cavalletto il cambio funzionava, ma se uno fa una modifica “seria”, quanto meno cambia anche la catena, o comunque non ci giunta sopra due maglie da 3/32!! Allora forse non è stata una modifica professionale, per upgradare la bici e per renderla più performante? O viceversa è stata una riparazione di fortuna, estemporanea, magari perchè un utilizzatore inesperto aveva triturato le stecche del CambioCorsa e si era fatto risistemare il tutto da un “riparatore” un po' approssimativo? Preferisco immaginare un upgrade “storico”, e quindi metterò da parte i dubbi e la riporterò indietro alla configurazione anni’50. Mi piacciono le bici vissute (ma non maltrattate) ed adoro la patina del tempo. Purtroppo le condizioni di vernice del telaio, e le riparazioni che dovrò farci sopra, escludono di poter fare un restauro conservativo, ed impongono la riverniciatura. Sono più incerto se ricromare o meno il telaio, e di conseguenza anche i vari componenti: si vedrà. Manterrò tutti i componenti anni ‘40 e ‘50, limitandomi a riparare le parti danneggiate, e ad eliminare le numerose malefatte evidenti. Riguardo il manubrio, potrei rimontarlo provvisoriamente per mantenere la completezza della bici, in attesa di trovare qualcosa di più consono. [/QUOTE]
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