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antidoping: a cosa serve?
Testo
<blockquote data-quote="Lenky" data-source="post: 721613" data-attributes="member: 2214"><p>seconda parte....</p><p></p><p></p><p><span style="font-family: 'Verdana'"><span style="font-size: 10px"><span style="font-size: 10px"> E certo, perché le vittime, in tutti i sensi, sono i corridori. Li trattano da mostri, da reietti, ma basta! Hanno già i loro problemi: loro sono quelli che poi a 40 anni moriranno per arresto cardiaco e lasceranno mogli ancora giovani e figli ancora piccoli; quelli che già ora faticano ad avere un'erezione, pensa te la vita; quelli che stanno per entrare in dialisi, e non ne usciranno più. Hanno già questa serie di guai fisici, ma è il prezzo che hanno scelto di pagare, semmai il problema è l'ignoranza: se sulle fialette che prendono ci fosse scritto "questa sostanza - tempo 5 anni - ti fa cadere i capelli e il pisello", magari inizierebbero a pensarci due volte; invece il doping prospera nell'ignoranza, ma prospera, questo è il punto.</span></span></span></p><p><span style="font-family: 'Verdana'"><span style="font-size: 10px"><span style="font-size: 10px">Prospera, e bisogna capire che dobbiamo prenderne atto. Smettere di scandalizzarci quando un corridore risulta positivo; smettere di idealizzare questo o quell'atleta; sapere che fa tutto parte di uno stesso circo Barnum. Una volta chiariti questi punti, non assisteremmo più alla caduta degli dei vissuta prima dell'ultimo Tour, non avremmo più l'elezione di capri espiatori (ieri Pantani, oggi Basso e Ullrich) che devono salvare la comunità pedalatoria, ma al contrario avremmo una maggiore maturità da tutte le parti.</span></span></span></p><p><span style="font-family: 'Verdana'"><span style="font-size: 10px"><span style="font-size: 10px"> Sandro Donati, <strong>San Sandro Donati</strong>, dove sei, illuminaci per favore! L'unico che in tempi non sospetti, e lontani dalle attuali beghe politico-ciclistiche che si dipanano tra Francia e Usa, aveva il coraggio di ridere in faccia alle prestazioni di <strong>Lance Armstrong</strong>, Sandro Donati, una persona degna, un grande uomo, emarginato dal Coni perché voleva lottare contro il doping, ragazzi, voleva lottare contro il doping, ma sapete la novità? <strong>ERA L'UNICO!</strong> L'hanno esiliato in un ufficetto, senza poteri, altro che mobbing, l'hanno esautorato, gli hanno succhiato tutte le energie, l'hanno spinto al punto da dire "no, basta, non ci credo più, non voglio più essere coinvolto, interpellato, chiamato, è una battaglia persa", ora che facciamo, lo tiriamo in ballo per cosa? Per dire che se non ci crede Sandro Donati, non ci credo neanch'io, <strong>Marco Grassi</strong> (e lo spirito di Gianni Mura, che aleggia su tutti noi, perdonerà quest'impudente prima persona singolare, che infatti abbandoniamo subito).</span></span></span></p><p><span style="font-family: 'Verdana'"><span style="font-size: 10px"><span style="font-size: 10px">Coraggio Alessandra, Fabio, (<strong>Auro</strong> no, perché non prenderebbe posizione neanche se il ras del gruppo, chiunque egli fosse, prendesse a badilate l'ultimo dei gregari), coraggio <strong>Alessandro Fabretti</strong>, coraggio <strong>Pierantozzi</strong> e <strong>Di Benedetto</strong>, coraggio <strong>Marco Pastonesi</strong>, coraggio <strong>Enzo Vicennati</strong>, coraggio <strong>Pier Augusto Stagi</strong>, diciamole le cose, non ce le teniamo tutte per noi. Non dobbiamo accusare questo o quello, dobbiamo solo dire le cose come stanno, <strong>il doping c'è</strong>, e non si può battere, al massimo possiamo fare uno sforzo per capirlo, ma batterlo proprio no. La vogliamo estirpare questa cultura del sospetto? Vogliamo buttare fuori il rospo? Vogliamo smetterla di dirci le cose tra di noi, di parlarci addosso? Cosa temiamo? Non ce lo diciamo solo tra di noi che l'ematocrito a 50 è una farsa, che gli stage invernali all'altro mondo sono una farsa, che i controlli in cui tutti risultano ok sono una farsa. Diciamolo al pubblico, ha diritto di sapere e di scegliere. E se qualcuno abbandonerà la nave, chi ci resterà sarà ancora più motivato a restarci, perché lo farà a ragion veduta.</span></span></span></p><p><span style="font-family: 'Verdana'"><span style="font-size: 10px"><span style="font-size: 10px">E voi, <strong>corridori puliti</strong>, venite allo scoperto, dove siete, vi nascondete? Ma che, vi vergognate di essere puliti? Sapete che sareste subito fatti fuori dall'Ambiente, vero? Oppure sapete che prima o poi ci cascherete? Evviva, viva l'omertà!</span></span></span></p><p><span style="font-family: 'Verdana'"><span style="font-size: 10px"><span style="font-size: 10px">Qui c'è un riciclaggio di dopati incredibile. Il doping non è vissuto come una cosa negativa, deviante, <strong>IL DOPING È NORMALE</strong>, mettetevelo in testa una volta per tutti, il doping nel ciclismo è pane quotidiano, è normale, non è una cosa considerata cattiva; noi lo sappiamo, ma <strong>diciamolo ai lettori</strong>!</span></span></span></p><p><span style="font-family: 'Verdana'"><span style="font-size: 10px"><span style="font-size: 10px">Chi è il rappresentante dei corridori a livello europeo (a livello italiano è tal Amedeo Colombo, importatore di Shimano, che se lo cerchi per intervistarlo ti passano la sua azienda... lui sì che ha a cuore la causa dei corridori)? Bravi, avete indovinato, è <strong>Francesco Moser</strong>, uno che fu rimesso al mondo dal Professor Conconi, che dopava (lo dice una sentenza della magistratura) sapendo di dopare. Associazioni di categoria, ma che fate? Di che vi occupate? Corridori europei, ma lo sapete che siete rappresentati da colui che ha introdotto il doping moderno nel ciclismo, e ci ha vinto Giro e Sanremo, e ci ha fatto i record dell'Ora? Certo che lo sapete, ma diciamolo anche alla gente comune.</span></span></span></p><p><span style="font-family: 'Verdana'"><span style="font-size: 10px"><span style="font-size: 10px">Non servono i Savonarola, non serve <strong>Eugenio Capodacqua</strong>, sempre lì in agguato per smascherare i colpevoli, ma Eugenio, non ti rendi conto che anche tu sei funzionale al sistema? Il sistema è quello che è: cresce i suoi polli (i ciclisti), li fa prosperare (anche se non sempre li paga, anzi spesso si fa pagare), li ingrossa e poi però li scarica alla prima occasione, brutti ciclisti cattivi, che vi dopate a nostra insaputa! (E se poi uno confessa, come Millar, come Simeoni, viene punito il doppio, forse proprio per incentivare le ammissioni di colpa?).</span></span></span></p><p><span style="font-family: 'Verdana'"><span style="font-size: 10px"><span style="font-size: 10px">Mentre le associazioni dei corridori dormono, l'Uci fa il bello e il cattivo tempo, dà a <strong>Manolo Saiz</strong> l'incarico di scrivere un codice etico che lui stesso, <strong>in quello stesso momento</strong>, sta già disattendendo: ci rendiamo conto del livello di ipocrisia che abbiamo raggiunto? Ma il calcio ha mai firmato un codice etico contro il doping? Il tennis l'ha fatto? Qual è l'unico sport di Tafazzi che continua da anni a martellarsi gli zebedei con queste fesserie?</span></span></span></p><p><span style="font-family: 'Verdana'"><span style="font-size: 10px"><span style="font-size: 10px">Poi dicono: "Ma così il ciclismo è più pulito, è più controllato". Può essere; più controllato, di sicuro; più pulito, chissà. Intanto i corridori continuano a doparsi; intanto nello stesso fine settimana Basso veniva cacciato a calci nel didietro dal Tour, Nadal si giocava Wimbledon e Zidane si giocava i campionati del mondo di calcio. Intanto noi siamo qui che lottiamo con la voglia di mandare tutto all'aria, nell'attesa del prossimo scandalo doping nel ciclismo.</span></span></span></p><p><span style="font-family: 'Verdana'"><span style="font-size: 10px"><span style="font-size: 10px">E, mentre invitiamo tutte le persone citate in questa "avvelenata" (ma non solo loro) a intervenire, a scriverci (pubblicheremo tutto), ad aprire un dibattito, a dire la loro anche sui loro organi di stampa, mentre facciamo ciò, consapevoli che da questo momento in poi rischiamo di essere ghettizzati dall'Ambiente (ma a noi importa più dei nostri lettori che di far parte di una qualsiasi lobby), maturiamo la nostra linea editoriale, una volta per tutte, e svisceriamo quello che tutti i nostri colleghi e che tutti i rappresentanti di questo Ambiente pensano intimamente: "Nel ciclismo c'è il doping. Embè?".</span></span></span></p><p><span style="font-family: 'Verdana'"><span style="font-size: 10px"><span style="font-size: 10px"></span></span></span></p><p><span style="font-family: 'Verdana'"><span style="font-size: 10px"><span style="font-size: 10px"></span></span></span></p><p><span style="font-family: 'Verdana'"><span style="font-size: 10px"><span style="font-size: 10px">L'ultima frase mi suona tristemente familiare<img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_confused.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":?" title="Icon Confused :?" data-shortname=":?" /></span></span></span></p><p><span style="font-family: 'Verdana'"><span style="font-size: 10px"><span style="font-size: 10px"></span></span></span></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Lenky, post: 721613, member: 2214"] seconda parte.... [FONT=Verdana][SIZE=2][SIZE=2] E certo, perché le vittime, in tutti i sensi, sono i corridori. Li trattano da mostri, da reietti, ma basta! Hanno già i loro problemi: loro sono quelli che poi a 40 anni moriranno per arresto cardiaco e lasceranno mogli ancora giovani e figli ancora piccoli; quelli che già ora faticano ad avere un'erezione, pensa te la vita; quelli che stanno per entrare in dialisi, e non ne usciranno più. Hanno già questa serie di guai fisici, ma è il prezzo che hanno scelto di pagare, semmai il problema è l'ignoranza: se sulle fialette che prendono ci fosse scritto "questa sostanza - tempo 5 anni - ti fa cadere i capelli e il pisello", magari inizierebbero a pensarci due volte; invece il doping prospera nell'ignoranza, ma prospera, questo è il punto. Prospera, e bisogna capire che dobbiamo prenderne atto. Smettere di scandalizzarci quando un corridore risulta positivo; smettere di idealizzare questo o quell'atleta; sapere che fa tutto parte di uno stesso circo Barnum. Una volta chiariti questi punti, non assisteremmo più alla caduta degli dei vissuta prima dell'ultimo Tour, non avremmo più l'elezione di capri espiatori (ieri Pantani, oggi Basso e Ullrich) che devono salvare la comunità pedalatoria, ma al contrario avremmo una maggiore maturità da tutte le parti. Sandro Donati, [B]San Sandro Donati[/B], dove sei, illuminaci per favore! L'unico che in tempi non sospetti, e lontani dalle attuali beghe politico-ciclistiche che si dipanano tra Francia e Usa, aveva il coraggio di ridere in faccia alle prestazioni di [B]Lance Armstrong[/B], Sandro Donati, una persona degna, un grande uomo, emarginato dal Coni perché voleva lottare contro il doping, ragazzi, voleva lottare contro il doping, ma sapete la novità? [B]ERA L'UNICO![/B] L'hanno esiliato in un ufficetto, senza poteri, altro che mobbing, l'hanno esautorato, gli hanno succhiato tutte le energie, l'hanno spinto al punto da dire "no, basta, non ci credo più, non voglio più essere coinvolto, interpellato, chiamato, è una battaglia persa", ora che facciamo, lo tiriamo in ballo per cosa? Per dire che se non ci crede Sandro Donati, non ci credo neanch'io, [B]Marco Grassi[/B] (e lo spirito di Gianni Mura, che aleggia su tutti noi, perdonerà quest'impudente prima persona singolare, che infatti abbandoniamo subito). Coraggio Alessandra, Fabio, ([B]Auro[/B] no, perché non prenderebbe posizione neanche se il ras del gruppo, chiunque egli fosse, prendesse a badilate l'ultimo dei gregari), coraggio [B]Alessandro Fabretti[/B], coraggio [B]Pierantozzi[/B] e [B]Di Benedetto[/B], coraggio [B]Marco Pastonesi[/B], coraggio [B]Enzo Vicennati[/B], coraggio [B]Pier Augusto Stagi[/B], diciamole le cose, non ce le teniamo tutte per noi. Non dobbiamo accusare questo o quello, dobbiamo solo dire le cose come stanno, [B]il doping c'è[/B], e non si può battere, al massimo possiamo fare uno sforzo per capirlo, ma batterlo proprio no. La vogliamo estirpare questa cultura del sospetto? Vogliamo buttare fuori il rospo? Vogliamo smetterla di dirci le cose tra di noi, di parlarci addosso? Cosa temiamo? Non ce lo diciamo solo tra di noi che l'ematocrito a 50 è una farsa, che gli stage invernali all'altro mondo sono una farsa, che i controlli in cui tutti risultano ok sono una farsa. Diciamolo al pubblico, ha diritto di sapere e di scegliere. E se qualcuno abbandonerà la nave, chi ci resterà sarà ancora più motivato a restarci, perché lo farà a ragion veduta. E voi, [B]corridori puliti[/B], venite allo scoperto, dove siete, vi nascondete? Ma che, vi vergognate di essere puliti? Sapete che sareste subito fatti fuori dall'Ambiente, vero? Oppure sapete che prima o poi ci cascherete? Evviva, viva l'omertà! Qui c'è un riciclaggio di dopati incredibile. Il doping non è vissuto come una cosa negativa, deviante, [B]IL DOPING È NORMALE[/B], mettetevelo in testa una volta per tutti, il doping nel ciclismo è pane quotidiano, è normale, non è una cosa considerata cattiva; noi lo sappiamo, ma [B]diciamolo ai lettori[/B]! Chi è il rappresentante dei corridori a livello europeo (a livello italiano è tal Amedeo Colombo, importatore di Shimano, che se lo cerchi per intervistarlo ti passano la sua azienda... lui sì che ha a cuore la causa dei corridori)? Bravi, avete indovinato, è [B]Francesco Moser[/B], uno che fu rimesso al mondo dal Professor Conconi, che dopava (lo dice una sentenza della magistratura) sapendo di dopare. Associazioni di categoria, ma che fate? Di che vi occupate? Corridori europei, ma lo sapete che siete rappresentati da colui che ha introdotto il doping moderno nel ciclismo, e ci ha vinto Giro e Sanremo, e ci ha fatto i record dell'Ora? Certo che lo sapete, ma diciamolo anche alla gente comune. Non servono i Savonarola, non serve [B]Eugenio Capodacqua[/B], sempre lì in agguato per smascherare i colpevoli, ma Eugenio, non ti rendi conto che anche tu sei funzionale al sistema? Il sistema è quello che è: cresce i suoi polli (i ciclisti), li fa prosperare (anche se non sempre li paga, anzi spesso si fa pagare), li ingrossa e poi però li scarica alla prima occasione, brutti ciclisti cattivi, che vi dopate a nostra insaputa! (E se poi uno confessa, come Millar, come Simeoni, viene punito il doppio, forse proprio per incentivare le ammissioni di colpa?). Mentre le associazioni dei corridori dormono, l'Uci fa il bello e il cattivo tempo, dà a [B]Manolo Saiz[/B] l'incarico di scrivere un codice etico che lui stesso, [B]in quello stesso momento[/B], sta già disattendendo: ci rendiamo conto del livello di ipocrisia che abbiamo raggiunto? Ma il calcio ha mai firmato un codice etico contro il doping? Il tennis l'ha fatto? Qual è l'unico sport di Tafazzi che continua da anni a martellarsi gli zebedei con queste fesserie? Poi dicono: "Ma così il ciclismo è più pulito, è più controllato". Può essere; più controllato, di sicuro; più pulito, chissà. Intanto i corridori continuano a doparsi; intanto nello stesso fine settimana Basso veniva cacciato a calci nel didietro dal Tour, Nadal si giocava Wimbledon e Zidane si giocava i campionati del mondo di calcio. Intanto noi siamo qui che lottiamo con la voglia di mandare tutto all'aria, nell'attesa del prossimo scandalo doping nel ciclismo. E, mentre invitiamo tutte le persone citate in questa "avvelenata" (ma non solo loro) a intervenire, a scriverci (pubblicheremo tutto), ad aprire un dibattito, a dire la loro anche sui loro organi di stampa, mentre facciamo ciò, consapevoli che da questo momento in poi rischiamo di essere ghettizzati dall'Ambiente (ma a noi importa più dei nostri lettori che di far parte di una qualsiasi lobby), maturiamo la nostra linea editoriale, una volta per tutte, e svisceriamo quello che tutti i nostri colleghi e che tutti i rappresentanti di questo Ambiente pensano intimamente: "Nel ciclismo c'è il doping. Embè?". L'ultima frase mi suona tristemente familiare:? [/SIZE][/SIZE][/FONT] [/QUOTE]
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