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<blockquote data-quote="edoardo3" data-source="post: 5462905" data-attributes="member: 18360"><p>1) Posso eventualmente dissentire, ma non significa condannare, infatti non mi sembra di averlo fatto, quindi perché me lo contesti?</p><p></p><p>2) Non ho detto che non ci sono, ci sono ma sono diverse dalle nostre, molto diverse, questo non vuol dire che il prodotto finale non debba essere altrettanto buono, vuol dire che i costi aggiuntivi sul prodotto finale dettati dalle procedure applicate sono diversi. Per quella che è stata la mia impressione sulla loro realtà direi che i costi indotti sono molto più bassi. Poi da li a dire che le realtà produttive applichino le regole locali e i controlli delle autorità locali vengano effettuati regolarmente... temo che se da noi i controlli funzionano poco da loro funzionino meno, anche solo per la complessità territoriale.</p><p></p><p>3) Allora non parliamone, soprattutto non facciamo paragoni fuori luogo tra produzione di un certo tipo e raccoglitori di pomodori, se cominciamo a mischiare mele e pere perdiamo la strada di casa. Così vediamo anche di rimanere all'interno di quello che sarebbe lo scopo principale di questo forum, cioè aiutarci gli uni con gli altri a divertirci a pedalare.</p><p></p><p>4) Ci sono delle leggi difficili da cambiare, che per inciso danneggiano anche le aziende come quella dove lavoro io, ma il problema del legislatore è definire dove può iniziare la definizione di made in Italy. Tanto per fare un esempio: chi fa un telaio in carbonio con tubi fasciati e compra i tubi in Cina può scrivere made in Italy? E dopo che ci ha montato su gruppo shimano e trittico tutti di acquisto e di produzione straniera? Certo se i vari Bianchi o BMC o altri lasciano il marchio Made in Taiwan o simili sul telaio questo è sicuramente da apprezzare, in quanto comportamento più "cristallino" verso il cliente.</p><p></p><p>5) Non mi sembra di avere mai detto il contrario</p><p></p><p></p><p>P.S. come puoi vedere dal mio profilo non ho una bici Made in Italy.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="edoardo3, post: 5462905, member: 18360"] 1) Posso eventualmente dissentire, ma non significa condannare, infatti non mi sembra di averlo fatto, quindi perché me lo contesti? 2) Non ho detto che non ci sono, ci sono ma sono diverse dalle nostre, molto diverse, questo non vuol dire che il prodotto finale non debba essere altrettanto buono, vuol dire che i costi aggiuntivi sul prodotto finale dettati dalle procedure applicate sono diversi. Per quella che è stata la mia impressione sulla loro realtà direi che i costi indotti sono molto più bassi. Poi da li a dire che le realtà produttive applichino le regole locali e i controlli delle autorità locali vengano effettuati regolarmente... temo che se da noi i controlli funzionano poco da loro funzionino meno, anche solo per la complessità territoriale. 3) Allora non parliamone, soprattutto non facciamo paragoni fuori luogo tra produzione di un certo tipo e raccoglitori di pomodori, se cominciamo a mischiare mele e pere perdiamo la strada di casa. Così vediamo anche di rimanere all'interno di quello che sarebbe lo scopo principale di questo forum, cioè aiutarci gli uni con gli altri a divertirci a pedalare. 4) Ci sono delle leggi difficili da cambiare, che per inciso danneggiano anche le aziende come quella dove lavoro io, ma il problema del legislatore è definire dove può iniziare la definizione di made in Italy. Tanto per fare un esempio: chi fa un telaio in carbonio con tubi fasciati e compra i tubi in Cina può scrivere made in Italy? E dopo che ci ha montato su gruppo shimano e trittico tutti di acquisto e di produzione straniera? Certo se i vari Bianchi o BMC o altri lasciano il marchio Made in Taiwan o simili sul telaio questo è sicuramente da apprezzare, in quanto comportamento più "cristallino" verso il cliente. 5) Non mi sembra di avere mai detto il contrario P.S. come puoi vedere dal mio profilo non ho una bici Made in Italy. [/QUOTE]
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