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bar cina (parte 2)
Testo
<blockquote data-quote="pedala_dai" data-source="post: 5699887" data-attributes="member: 83724"><p>Vi ricordate qualche tempo fa quando in Bangladesh scoppiò un incendio in un mega palazzo al cui interno era pieno di lavoratori tessili ammassati in gran numero e nel quale morirono in tantissimi?</p><p>Se non ricordo male uno dei marchi per cui lavoravano era Benetton, che dubito abbia tenuto in considerazione il benessere e la tutela dei lavoratori.</p><p></p><p>Globalizzazione e delocalizzazione hanno avuto (e hanno tuttora) come sponsor principale gli imprenditori/capitalisti che la vedono come una mera possibilità di produzione a bassi costi e di conseguenza aumento dei profitti, e per i quali spesso e volentieri il discorso etico non rientra nelle priorità, se non per questioni di marketing di facciata. Ma io, del resto, al capitalismo etico non ho mai creduto, è una contraddizione in termini.</p><p></p><p>Questo a mio avviso a prescindere dal fatto che chi produce sia italiano, cinese o americano o che lo faccia in Cina, Taiwan, Indonesia o altrove.</p><p></p><p>Tra l'altro proprio il governo italiano in questi giorni cerca di attirare investimenti esteri puntando sul fatto che qui il costo dei laureati è più basso che altrove....</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="pedala_dai, post: 5699887, member: 83724"] Vi ricordate qualche tempo fa quando in Bangladesh scoppiò un incendio in un mega palazzo al cui interno era pieno di lavoratori tessili ammassati in gran numero e nel quale morirono in tantissimi? Se non ricordo male uno dei marchi per cui lavoravano era Benetton, che dubito abbia tenuto in considerazione il benessere e la tutela dei lavoratori. Globalizzazione e delocalizzazione hanno avuto (e hanno tuttora) come sponsor principale gli imprenditori/capitalisti che la vedono come una mera possibilità di produzione a bassi costi e di conseguenza aumento dei profitti, e per i quali spesso e volentieri il discorso etico non rientra nelle priorità, se non per questioni di marketing di facciata. Ma io, del resto, al capitalismo etico non ho mai creduto, è una contraddizione in termini. Questo a mio avviso a prescindere dal fatto che chi produce sia italiano, cinese o americano o che lo faccia in Cina, Taiwan, Indonesia o altrove. Tra l'altro proprio il governo italiano in questi giorni cerca di attirare investimenti esteri puntando sul fatto che qui il costo dei laureati è più basso che altrove.... [/QUOTE]
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