Per i francesi è luomo nuovo del Tour, il corridore che più di ogni altro detiene i titoli per raccogliere leredità di Lance Armstrong: ma Ivan Basso ha in mente per sé un palmares che tenga conto anche della corsa più importante del suo Paese.
Lo ha fatto sapere nel 2005 quando, dopo una latitanza durata tutto il periodo della formazione, si è presentato al via del Giro con l"intenzione di rimediare ai mugugni di chi lo reclamava protagonista in rosa. Come è andata, si sa: un inizio da padrone assoluto, quindi il crollo, drammatico, inaspettato, sullo Stelvio: una dannata congestione, oltre 40 minuti di ritardo a Livigno e addio classifica. Ma proprio in quell"istante, nel momento più nero, nasce qualcosa. Sordo ai suggerimenti di Riis che gli consiglia di abbandonare, continua e in due giorni sfata due falsi miti: Basso non dà spettacolo e in salita sta sempre a ruota del più forte? Vince per distacco la tappa di Limone Piemonte.
Gli italiani non sanno correre contro il tempo? L'indomani non c'è passista che tenga, la crono di Torino è sua. Sua come il posto in prima fila nel cuore della gente, che sa sempre apprezzare certe prove di carattere. Al Tour arriva in condizione e centra l'ennesimo miglioramento: secondo posto e investitura ufficiale da parte di Sua Maestà Lance Armstrong. Nel 2006, nonostante alcune resistenze da parte di chi lo gestisce, impone la propria volontà: il Tour resta l'obiettivo numero uno, non prima però di aver regolato i conti con il Giro.
Riis acconsente: si può fare. Un inizio di stagione al di sopra delle aspettative con tre successi: tappa e classifica finale del Criterium International, semitappa a cronometro al Circuito de la Sarthe; brillante sulle Ardenne, è decimo alla Liegi. Ma la vera stagione di Ivan comincia il sei maggio da Seraing. Obiettivo: dopo cotanto apprendistato, conquistare la prima grande corsa a tappe della carriera
Lo ha fatto sapere nel 2005 quando, dopo una latitanza durata tutto il periodo della formazione, si è presentato al via del Giro con l"intenzione di rimediare ai mugugni di chi lo reclamava protagonista in rosa. Come è andata, si sa: un inizio da padrone assoluto, quindi il crollo, drammatico, inaspettato, sullo Stelvio: una dannata congestione, oltre 40 minuti di ritardo a Livigno e addio classifica. Ma proprio in quell"istante, nel momento più nero, nasce qualcosa. Sordo ai suggerimenti di Riis che gli consiglia di abbandonare, continua e in due giorni sfata due falsi miti: Basso non dà spettacolo e in salita sta sempre a ruota del più forte? Vince per distacco la tappa di Limone Piemonte.
Gli italiani non sanno correre contro il tempo? L'indomani non c'è passista che tenga, la crono di Torino è sua. Sua come il posto in prima fila nel cuore della gente, che sa sempre apprezzare certe prove di carattere. Al Tour arriva in condizione e centra l'ennesimo miglioramento: secondo posto e investitura ufficiale da parte di Sua Maestà Lance Armstrong. Nel 2006, nonostante alcune resistenze da parte di chi lo gestisce, impone la propria volontà: il Tour resta l'obiettivo numero uno, non prima però di aver regolato i conti con il Giro.
Riis acconsente: si può fare. Un inizio di stagione al di sopra delle aspettative con tre successi: tappa e classifica finale del Criterium International, semitappa a cronometro al Circuito de la Sarthe; brillante sulle Ardenne, è decimo alla Liegi. Ma la vera stagione di Ivan comincia il sei maggio da Seraing. Obiettivo: dopo cotanto apprendistato, conquistare la prima grande corsa a tappe della carriera
