Battiti cardiaci

D

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Guest
Ciao a tutti. Vorrei un consiglio (o più). Cosa devo fare per abbassare i miei battiti cardiaci in generale?
Allenarmi... chiaro. Ma come, per avere un risultato migliore?
Grazie.

Io fossi in te non mi preoccuperei tanto del battito, visto che è un valore molto soggettivo.
L'abbassamento dei battiti è una conseguenza dell'allenamento, non deve certo essere l'obbiettivo!
 

rossifumi

Maglia Iridata
9 Novembre 2005
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Triangolo Lariano
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Bici
Cannondale SuperSix EVO
Io fossi in te non mi preoccuperei tanto del battito, visto che è un valore molto soggettivo.
L'abbassamento dei battiti è una conseguenza dell'allenamento, non deve certo essere l'obbiettivo!

Giustissimo.

Anche io non sono certamente un bradicardico ma con l'allenamento continuo e corretto sono riuscito a migliorarmi molto nella pratica del ciclismo.
 

brianza

Apprendista Passista
13 Marzo 2006
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io ero gia' basso di mio 60 a riposo.....
dopo circa un'anno di bici....sono sceso a 50 sempre a riposo ovvio....

ma bene o male ho sempre fatto sport dall'eta' di 12anni ma mai di resistenza...
forse e' anche questione di predisposizione genetica....o altro bho...
 
?

...

Guest
esatto. Io per esempio a riposo difficilmente vado sotto i 55, ma ho come fc massima 203...
 

BOSE

Maglia Rosa
11 Settembre 2006
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Bici
CANNONDALE
Lo stato di salute dell’organismo può essere evidenziato in vari modi, ma una modalità piuttosto semplice ed immediata è quella che prende a riferimento la frequenza cardiaca a riposo. Il numero dei battiti al minuto è un buon indicatore dello stato di salute fisico, perché il cuore è un organo che lavora a servizio di tutto l’organismo. Pensa per es. all’aumento delle pulsazioni che si verifica quando è in atto un’influenza, oppure quando l’organismo è impegnato nella digestione, o quando ti trovi in una situazione di stress per aver lavorato molto, o per aver dormito poco, o anche perché sei nervoso. Un cambiamento dello stato fisiologico basale del corpo viene evidenziato appunto da una variazione temporanea della frequenza cardiaca, perché il cuore è maggiormente impegnato a fornire sangue per ossigenare le cellule, o materiale energetico, o per allontanare l’anidride carbonica ed altri cataboliti.

Una persona che non pratica attività sportiva ha una frequenza cardiaca a riposo (quando in pratica si trova rilassato come per es. appena svegliato) di 70 battiti al minuto. Un ciclista di medio livello, grazie all’allenamento che migliora l’efficienza cardiocircolatoria ed anche l’ampiezza delle cavità del cuore, può registrare valori inferiori alle 60 pulsazioni al minuto, mentre un corridore molto ben allenato può avere una frequenza cardiaca a riposo inferiore a 50 battiti per minuto.

Un’alterazione dello stato di salute dell’organismo determina un aumento del numero delle pulsazioni di 5 e più battiti al minuto e quindi, quando al mattino si misura la frequenza cardiaca a riposo e si registra un aumento del numero delle pulsazioni rispetto al proprio valore basale, è probabile che l’organismo sia interessato da un’alterazione del livello basale. Un’influenza può essere rilevata anche un paio di giorni prima che i sintomi si manifestino, proprio in seguito ad un aumento della frequenza cardiaca. Anche un affaticamento indotto da un allenamento pesante sostenuto il giorno precedente è evidenziato sempre dal numero di pulsazioni. Se l’incremento dei battiti al minuto è inferiore a 5 pulsazioni, la situazione deve essere considerata fisiologica. Ma se la frequenza cardiaca è superiore di 5 battiti rispetto a quella basale, è probabile che l’organismo stia ancora reagendo alla sollecitazione indotta dall’allenamento, e di conseguenza è preferibile non sostenere una seduta pesante per quella giornata.

La frequenza cardiaca a riposo va rilevata a letto, poco dopo essersi svegliati, e può essere controllata ponendo la mano direttamente sul cuore, oppure mettendo il polpastrello dell’indice sulla parte inferiore del polso, dove passa l’arteria radiale. Altri punti di rilevazione si trovano sul collo, lateralmente alla gola, dove transita l’arteria carotide, e sulle tempie, dove si sente pulsare l’arteria temporale.

Immagino che per molti di voi possa essere noioso registrare ogni mattina la frequenza cardiaca a riposo, ma se avete la costanza di farlo regolarmente, registrando i valori su di un grafico, potrete riscontrare situazioni curiose che, messe in relazione con gli allenamenti svolti, evidenzieranno coincidenze interessanti. Ed imparerete anche a conoscervi meglio.
 

BOSE

Maglia Rosa
11 Settembre 2006
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CANNONDALE
cuore d'atleta
Sono caratteristici: bradicardia sinusale a riposo, terzo e quarto tono, soffi sistolici, diverse anomalie all'ECG e un ingrandimento dell'ombra cardiaca alla rx del torace. Tale quadro, che sarebbe considerato patologico in una persona non allenata, costituisce un efficace adattamento all'esercizio e non va confuso con una cardiopatia organica.

Fisiologia

Con l'allenamento a sport di resistenza, si verifica caratteristicamente l'aumento sia dei volumi che della massa del cuore, mentre con l'allenamento a sport di forza (isometrici) si ha solo un'ipertrofia del miocardio, accompagnata dall'ipertrofia della muscolatura scheletrica. Negli atleti allenati a sport di resistenza, la dilatazione di tutte e quattro le camere cardiache e l'aumento degli spessori parietali del ventricolo sinistro aumentano la capacità eiettiva del cuore. Le dimensioni endocavitarie raramente superano i limiti superiori della norma. L'aumento della gittata cardiaca è la conseguenza del sostanziale aumento della gittata sistolica.

Nei soggetti non allenati, in risposta all'esercizio fisico la gittata cardiaca aumenta soprattutto grazie all'incremento della frequenza cardiaca. Nell'atleta allenato a prove di resistenza, la gittata cardiaca aumenta invece prevalentemente per l'incremento della gittata sistolica. Nell'atleta allenato alla resistenza, le pressioni intracardiache a riposo risultano normali e le pressioni intracardiaca, polmonare e vascolare periferica mostrano risposte normali all'esercizio. Anche il lavoro ventricolare per minuto è normale.

L'aumento della gittata cardiaca e del rilascio di O2 ai tessuti, sia a riposo che per ogni livello di esercizio, è legato principalmente all'aumento della gittata sistolica. L'aumentato tempo di riempimento diastolico dovuto alla bradicardia incrementa ulteriormente la gittata sistolica e il flusso coronarico, che è prevalentemente diastolico. Negli atleti allenati a prove di resistenza sono anche aumentate l'emoglobina totale e la volemia, con ulteriore incremento del trasporto di O2. La frequenza cardiaca, sia a riposo che per ogni livello di esercizio submassimale, si riduce progressivamente con l'allenamento, soprattutto per aumento del tono vagale. Tuttavia, hanno un ruolo anche la riduzione dell'attività simpatica e probabilmente altri fattori che riducono la frequenza intrinseca del nodo del seno, indipendentemente dal sistema nervoso vegetativo. Malgrado l'aumento del lavoro sistolico ventricolare sinistro dovuto all'aumento del volume ventricolare, è predominante l'effetto di risparmio di O2 dovuto alla bradicardia, cosicché la domanda miocardica di O2 per gli stessi livelli di lavoro esterno assoluto risulta ridotta. L'ingrandimento del cuore e la bradicardia regrediscono caratteristicamente quando l'allenamento viene interrotto.

Sintomi e segni

È caratteristica la bradicardia sinusale, spesso con aritmia sinusale od occasionalmente con "wandering pacemaker". Fino a 1/3 degli atleti possono essere portatori di un blocco atrioventricolare di primo grado. Un blocco atrioventricolare di II grado di tipo 1 (blocco di Wenckebach), occasionalmente presente a riposo, regredisce caratteristicamente con lo sforzo. In atleti allenati, possono talora essere rilevati un ritmo atriale ectopico o un ritmo giunzionale. Le aritmie sono tipicamente asintomatiche e si riducono o scompaiono di solito quando la frequenza cardiaca aumenta con l'esercizio. Il voltaggio del QRS e dell'onda T risultano aumentati, spesso con un'onda U prominente, probabilmente legata alla bradicardia. Sono comuni alterazioni della ripolarizzazione (ST-T), che spesso si normalizzano con la tachicardia sinusale indotta dall'esercizio.

La PA sistemica differisce di poco tra gli atleti allenati a sport di resistenza e le persone normali non allenate. I polsi carotidei sono iperdinamici. L'impulso ventricolare sinistro è spostato, ingrandito e di tipo iperdinamico. È frequentemente presente un terzo tono (dovuto al riempimento ventricolare rapido protodiastolico); è meno comune un quarto tono (più facilmente udibile con l'aumento del tempo di riempimento diastolico e un torace sottile). Un soffio sistolico eiettivo sul margine sinistro dello sterno (che probabilmente riflette il flusso non laminare attraverso le valvole aortica e polmonare, secondario all'aumento della gittata sistolica) spesso diminuisce d'intensità al passaggio dalla posizione supina a quella ortostatica. Alla rx del torace l'ombra cardiaca risulta ingrandita e globosa; alla fluoroscopia risultano evidenti e vivaci le pulsazioni del cuore. All'ecocardiografia, le dimensioni endocavitarie atriali e ventricolari e lo spessore delle pareti del ventricolo sinistro risultano aumentati.

L'entità della bradicardia, l'aumento delle dimensioni cardiache e le alterazioni ECG non sono direttamente correlati con il livello di allenamento e con la funzione del sistema cardiovascolare. Non esistono prove che l'attività fisica, per quanto intensa, sia dannosa per la funzione cardiovascolare di una persona con cuore normale o predisponga a una malattia cardiovascolare più tardi nel corso della vita. Comunque, la morte improvvisa, sia a riposo che sotto sforzo, è un evento che talora si verifica in giovani atleti apparentemente sani, probabilmente legata ad aritmie cardiache; di solito, una cardiopatia passata inosservata è alla base di tali eventi. Sebbene l'aumento del periodo refrattario ventricolare che si ha con la bradicardia teoricamente favorisca la comparsa di ritmi ectopici ventricolari, la morte improvvisa da aritmie negli atleti è il più delle volte legata a cardiopatia aterosclerotica coronarica, a miocardiopatia ipertrofica, a miocardite o ad alterazioni congenite delle coronarie o dell'aorta non rilevate in precedenza.
 

BOSE

Maglia Rosa
11 Settembre 2006
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Bici
CANNONDALE
io ho qualche dubbio sulla mia frequenza cardiaca...adesso che non sono allenato a riposo sono a 60 mentre con uno sforzo massimo arrivo a 185.....non è un po poco per i miei 24 anni?

Calcolare la massima frequenza cardiaca

Per calcolare la frequenza cardiaca massima teorica si usa, da diversi anni, la formula di KARVONEN dal nome dello studioso finlandese che per primo la elaborò . Secondo questa regola la frequenza cardiaca massima teorica si calcola sottraendo a 220 la propria età (maschi) oppure sottraendo a 205 la propria età (femmine).

Fc max (maschi)=220 -età

Il calcolo è piuttosto semplice e la formula si ricorda facilmente. Tuttavia si tratta di una regola generale, non certo priva di errore, calcolata a partire dalla media di popolazione. Alcuni studi hanno dimostrato l'esistenza di una importante variabilità interindividuale della frequenza cardiaca massima che può arrivare sino al 10-15%.

Negli ultimi anni è stata introdotta una nuova relazione tra frequenza cardiaca ed età, scoperta dallo studioso giapponese Hirofumi Tanaka durante uno studio condotto all' Università di Boulder, Colorado . L'omonima formula è leggermente più complessa della precedente ma anche più precisa.

Fc max = 208 -0.7 * età


Secondo tale regola la frequenza cardiaca massima teorica si calcola sottraendo a 208, il prodotto della costante 0,7 per l'età espressa in anni.

Oppure, esprimendo il concetto in altri termini: la frequenza cardiaca massima teorica si ottiene sottraendo a 208 il 70% della propria età.

Bisogna ricordare che in entrambi i casi, si ottiene un valore indicativo, utile per i principianti, ma troppo generico per i professionisti o per gli agonisti in genere. L'unico modo per calcolare la frequenza cardiaca massima reale è quello di sottoporsi ad un test massimale. Un test massimale è una prova che porta l'individuo ad un livello di intensità lavorativa massimale dove la fatica o la comparsa di sintomi impediscono un ulteriore incremento di intensità. Questo tipo di test è controindicato nella popolazione sedentaria, nei soggetti anziani e/o portatori di patologie importanti .

Un soggetto allenato durante una prestazione sportiva particolarmente intensa raggiunge facilmente la propria frequenza cardiaca massima, mentre un non allenato tende a rallentare prima a causa dello scarso grado di allenamento.

La frequenza cardiaca di riserva
Un interessante parametro che si può ricavare partendo dalla Fcmax è la cosiddetta “frequenza cardiaca di riserva”. Questo dato si ottiene sottraendo alla Fcmax la frequenza cardiaca a riposo, misurata al mattino qualche minuto dopo il risveglio.

FCmax – FC a riposo = FC di riserva

La frequenza cardiaca di riserva può essere utilizzata per impostare correttamente l'allenamento.

Ad esempio la formula di Karvonen permette di collocare la propria frequenza cardiaca di allenamento all'interno di un range di valori quantificabile attraverso la seguente regola:

Valore minimo (bpm) = FC di riserva x percentuale inferiore + FC a riposo

Valore massimo (bpm) = FC di riserva x percentuale superiore + FC a riposo


Ecco in linea generale le percentuali a cui fare riferimento in base al proprio livello di allenamento

Principianti o soggetti non allenati: percentuale inf. 50 percentuale sup. 60% Livello intermedio: percentuale inf. 60 percentuale sup. 70%

Professionisti ed atleti agonisti di medio alto livello: percentuale inf. 75 percentuale sup. 85%
 

Tapinaz

Maglia Iridata
3 Giugno 2005
13.501
7.069
67
Parco agricolo sud Milano
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C50 e RCA
Mia esperienza.
48 anni
Venti anni di fermo totale. Ho reiniziato nel 2004.
La fc a riposo non la vedevo mai scendere sotto i 60.
Dopo quasi tre anni, quando mi alzo la mattina, ho una fc che scende normalmente sotto i 50. In estate, nel periodo delle GF, ho visto anche 40, e mi sono spaventato ...credevo di essere in fase di colasso...

La fc massima decolla quando sono riposato, ma se faccio due uscite di fila, nella seconda il cuore perde una decina di battiti in alto....
 

BOSE

Maglia Rosa
11 Settembre 2006
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quello è probabilmente dovuto ad un recupero insufficente.
 
L

loscaligerocancellato

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La fc massima decolla quando sono riposato

l'altro sabato ho fatto 4 ore in compagnia al medio-soglia, chiacchierando.
stavo più alto di un amico che ha fisiologicamente 15 battiti più di me.
Lì per lì mi sono un po' preoccupato.
Il giorno successivo il battito era regolare.