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<blockquote data-quote="BOSE" data-source="post: 602271" data-attributes="member: 4103"><p>Calcolare la massima frequenza cardiaca </p><p> </p><p>Per calcolare la frequenza cardiaca massima teorica si usa, da diversi anni, la formula di KARVONEN dal nome dello studioso finlandese che per primo la elaborò . Secondo questa regola la frequenza cardiaca massima teorica si calcola sottraendo a 220 la propria età (maschi) oppure sottraendo a 205 la propria età (femmine). </p><p></p><p> Fc max (maschi)=220 -età </p><p> </p><p> Il calcolo è piuttosto semplice e la formula si ricorda facilmente. Tuttavia si tratta di una regola generale, non certo priva di errore, calcolata a partire dalla media di popolazione. Alcuni studi hanno dimostrato l'esistenza di una importante variabilità interindividuale della frequenza cardiaca massima che può arrivare sino al 10-15%. </p><p></p><p> Negli ultimi anni è stata introdotta una nuova relazione tra frequenza cardiaca ed età, scoperta dallo studioso giapponese Hirofumi Tanaka durante uno studio condotto all' Università di Boulder, Colorado . L'omonima formula è leggermente più complessa della precedente ma anche più precisa. </p><p></p><p> Fc max = 208 -0.7 * età </p><p> </p><p></p><p>Secondo tale regola la frequenza cardiaca massima teorica si calcola sottraendo a 208, il prodotto della costante 0,7 per l'età espressa in anni. </p><p></p><p>Oppure, esprimendo il concetto in altri termini: la frequenza cardiaca massima teorica si ottiene sottraendo a 208 il 70% della propria età. </p><p></p><p> Bisogna ricordare che in entrambi i casi, si ottiene un valore indicativo, utile per i principianti, ma troppo generico per i professionisti o per gli agonisti in genere. L'unico modo per calcolare la frequenza cardiaca massima reale è quello di sottoporsi ad un test massimale. Un test massimale è una prova che porta l'individuo ad un livello di intensità lavorativa massimale dove la fatica o la comparsa di sintomi impediscono un ulteriore incremento di intensità. Questo tipo di test è controindicato nella popolazione sedentaria, nei soggetti anziani e/o portatori di patologie importanti .</p><p></p><p> Un soggetto allenato durante una prestazione sportiva particolarmente intensa raggiunge facilmente la propria frequenza cardiaca massima, mentre un non allenato tende a rallentare prima a causa dello scarso grado di allenamento. </p><p></p><p> La frequenza cardiaca di riserva </p><p>Un interessante parametro che si può ricavare partendo dalla Fcmax è la cosiddetta frequenza cardiaca di riserva. Questo dato si ottiene sottraendo alla Fcmax la frequenza cardiaca a riposo, misurata al mattino qualche minuto dopo il risveglio. </p><p></p><p> FCmax FC a riposo = FC di riserva </p><p> </p><p>La frequenza cardiaca di riserva può essere utilizzata per impostare correttamente l'allenamento. </p><p></p><p>Ad esempio la formula di Karvonen permette di collocare la propria frequenza cardiaca di allenamento all'interno di un range di valori quantificabile attraverso la seguente regola: </p><p></p><p> Valore minimo (bpm) = FC di riserva x percentuale inferiore + FC a riposo </p><p></p><p>Valore massimo (bpm) = FC di riserva x percentuale superiore + FC a riposo </p><p> </p><p></p><p> Ecco in linea generale le percentuali a cui fare riferimento in base al proprio livello di allenamento </p><p></p><p> Principianti o soggetti non allenati: percentuale inf. 50 percentuale sup. 60% Livello intermedio: percentuale inf. 60 percentuale sup. 70% </p><p></p><p>Professionisti ed atleti agonisti di medio alto livello: percentuale inf. 75 percentuale sup. 85%</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="BOSE, post: 602271, member: 4103"] Calcolare la massima frequenza cardiaca Per calcolare la frequenza cardiaca massima teorica si usa, da diversi anni, la formula di KARVONEN dal nome dello studioso finlandese che per primo la elaborò . Secondo questa regola la frequenza cardiaca massima teorica si calcola sottraendo a 220 la propria età (maschi) oppure sottraendo a 205 la propria età (femmine). Fc max (maschi)=220 -età Il calcolo è piuttosto semplice e la formula si ricorda facilmente. Tuttavia si tratta di una regola generale, non certo priva di errore, calcolata a partire dalla media di popolazione. Alcuni studi hanno dimostrato l'esistenza di una importante variabilità interindividuale della frequenza cardiaca massima che può arrivare sino al 10-15%. Negli ultimi anni è stata introdotta una nuova relazione tra frequenza cardiaca ed età, scoperta dallo studioso giapponese Hirofumi Tanaka durante uno studio condotto all' Università di Boulder, Colorado . L'omonima formula è leggermente più complessa della precedente ma anche più precisa. Fc max = 208 -0.7 * età Secondo tale regola la frequenza cardiaca massima teorica si calcola sottraendo a 208, il prodotto della costante 0,7 per l'età espressa in anni. Oppure, esprimendo il concetto in altri termini: la frequenza cardiaca massima teorica si ottiene sottraendo a 208 il 70% della propria età. Bisogna ricordare che in entrambi i casi, si ottiene un valore indicativo, utile per i principianti, ma troppo generico per i professionisti o per gli agonisti in genere. L'unico modo per calcolare la frequenza cardiaca massima reale è quello di sottoporsi ad un test massimale. Un test massimale è una prova che porta l'individuo ad un livello di intensità lavorativa massimale dove la fatica o la comparsa di sintomi impediscono un ulteriore incremento di intensità. Questo tipo di test è controindicato nella popolazione sedentaria, nei soggetti anziani e/o portatori di patologie importanti . Un soggetto allenato durante una prestazione sportiva particolarmente intensa raggiunge facilmente la propria frequenza cardiaca massima, mentre un non allenato tende a rallentare prima a causa dello scarso grado di allenamento. La frequenza cardiaca di riserva Un interessante parametro che si può ricavare partendo dalla Fcmax è la cosiddetta frequenza cardiaca di riserva. Questo dato si ottiene sottraendo alla Fcmax la frequenza cardiaca a riposo, misurata al mattino qualche minuto dopo il risveglio. FCmax FC a riposo = FC di riserva La frequenza cardiaca di riserva può essere utilizzata per impostare correttamente l'allenamento. Ad esempio la formula di Karvonen permette di collocare la propria frequenza cardiaca di allenamento all'interno di un range di valori quantificabile attraverso la seguente regola: Valore minimo (bpm) = FC di riserva x percentuale inferiore + FC a riposo Valore massimo (bpm) = FC di riserva x percentuale superiore + FC a riposo Ecco in linea generale le percentuali a cui fare riferimento in base al proprio livello di allenamento Principianti o soggetti non allenati: percentuale inf. 50 percentuale sup. 60% Livello intermedio: percentuale inf. 60 percentuale sup. 70% Professionisti ed atleti agonisti di medio alto livello: percentuale inf. 75 percentuale sup. 85% [/QUOTE]
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