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<blockquote data-quote="Deleted member 2182" data-source="post: 7628424"><p><h2><span style="font-size: 15px"><strong>Nel testo qui sotto leggo "non ci sono evidenze - non ci sono prove" ... poi ovvio, uno spende i propri soldi come vuole, ma per consigliarlo a pioggia credo serva un po' di più della propria convinzione. (</strong></span><a href="https://www.projectinvictus.it/integratori-omega-3/?srsltid=AfmBOoq8k7k7FErNGdefrGActhTKdrk4SGeTpZyXI_Js2YHnpVuvsoFd" target="_blank"><span style="font-size: 15px"><strong>fonte</strong></span></a><span style="font-size: 15px"><strong>)</strong></span></h2><h2></h2><p></p><p></p><h2><strong>Gli omega 3 servono davvero? Evidenze scientifiche</strong></h2><p></p><p>Gli omega 3 hanno ruoli biologici e funzioni di primaria importanza.</p><p>Tuttavia, come spesso accade, l’integrazione si dimostra prevalentemente efficacie in condizioni di apporto dietetico insufficiente (livelli sub-ottimali o carenza), oppure, pur determinando variazioni importanti, non raggiunge l’obbiettivo dell’integrazione.</p><p></p><h4><strong>Omega 3, omeostasi metabolica e infarto</strong></h4><p>Nel paragrafo dedicato abbiamo visto quanti benefici in termini di <a href="https://www.projectinvictus.it/omeostasi/" target="_blank">omeostasi metabolica</a> potremmo ottenere dal supplemento di omega 3.</p><p>Ciò detto, anche se i dismetabolismi costituiscono veri e propri fattori di rischio cardiovascolare (glicemia, pressione, aggregazione piastrinica, trigliceridemia, infiammazione sistemica), <u>pur moderandoli previa integrazione di omega 3, non sembra possibile ridurre effettivamente l’incidenza dell’aterosclerosi e dell’infarto</u>.</p><p>Non è chiaro se ciò sia dovuto alla brevità del periodo di integrazione, o all’impossibilità dei supplementi di compensare l’azione di ulteriori fattori di rischio (tabagismo, dieta scorretta, sedentarietà, ereditarietà ecc.). </p><p>Tuttavia: come messo in evidenza dagli importanti e grossi studi sotto riportati, <strong><u>non</u></strong><u> ci sono <strong>prove</strong> di qualità che l’integrazione alimentare con acidi grassi omega 3 riduca il rischio di cancro o malattie cardiovascolari.</u></p><p>[“<em>Omega-3 fatty acids for the primary and secondary prevention of cardiovascular disease</em>“; “<em>Effect of omega-3 fatty acid supplementation on cancer incidence, non-vascular death, and total mortality: a meta-analysis of randomized controlled trials</em>“; “<em>Omega-3 supplementation and cardiovascular disease: formulation-based systematic review and meta-analysis with trial sequential analysis</em>“].</p><p><u>Inoltre, gli approfondimenti sugli integratori di olio di pesce <strong>non</strong> sono riusciti a supportare le affermazioni sulla prevenzione di infarti o ictus o esiti di malattie vascolari.</u></p><p>[“<em>Associations of Omega-3 Fatty Acid Supplement Use With Cardiovascular Disease Risks: Meta-analysis of 10 Trials Involving 77 917 Individuals</em>“; “<em>Clinical trial evidence and use of fish oil supplements</em>“; “<em>Marine‐derived n‐3 fatty acids therapy for stroke</em>”].</p><p></p><p><strong>Altre applicazioni “probabilmente” interessanti degli integratori di omega 3</strong></p><p>Gli ambiti nei quali il supplemento di omega 3 <strong>potrebbe</strong> essere <strong>interessante</strong>, ma la rilevanza dei risultati è ancora insufficiente, sono:</p><ul> <li data-xf-list-type="ul">Miglioramento della massa muscolare nei soggetti che non assumono quantità sufficientemente elevate di proteine;</li> <li data-xf-list-type="ul">Riduzione del catabolismo muscolare, nei soggetti immobilizzati post-infortunio;</li> <li data-xf-list-type="ul">Miglioramento della glicemia / sensibilità-insulinica – in tutti gli ambiti pertinenti, come ad esempio la PCOS, nella quale tuttavia non sembra diminuire i livelli di androgeni.</li> </ul><p>Ci sono evidenze assenti o <strong>troppo limitate</strong>, invece, sui benefici cognitivi</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Deleted member 2182, post: 7628424"] [HEADING=1][SIZE=4][B]Nel testo qui sotto leggo "non ci sono evidenze - non ci sono prove" ... poi ovvio, uno spende i propri soldi come vuole, ma per consigliarlo a pioggia credo serva un po' di più della propria convinzione. ([/B][/SIZE][URL='https://www.projectinvictus.it/integratori-omega-3/?srsltid=AfmBOoq8k7k7FErNGdefrGActhTKdrk4SGeTpZyXI_Js2YHnpVuvsoFd'][SIZE=4][B]fonte[/B][/SIZE][/URL][SIZE=4][B])[/B][/SIZE][/HEADING] [HEADING=1][/HEADING] [SIZE=3][/SIZE] [HEADING=1][B]Gli omega 3 servono davvero? Evidenze scientifiche[/B][/HEADING] Gli omega 3 hanno ruoli biologici e funzioni di primaria importanza. Tuttavia, come spesso accade, l’integrazione si dimostra prevalentemente efficacie in condizioni di apporto dietetico insufficiente (livelli sub-ottimali o carenza), oppure, pur determinando variazioni importanti, non raggiunge l’obbiettivo dell’integrazione. [HEADING=3][B]Omega 3, omeostasi metabolica e infarto[/B][/HEADING] Nel paragrafo dedicato abbiamo visto quanti benefici in termini di [URL='https://www.projectinvictus.it/omeostasi/']omeostasi metabolica[/URL] potremmo ottenere dal supplemento di omega 3. Ciò detto, anche se i dismetabolismi costituiscono veri e propri fattori di rischio cardiovascolare (glicemia, pressione, aggregazione piastrinica, trigliceridemia, infiammazione sistemica), [U]pur moderandoli previa integrazione di omega 3, non sembra possibile ridurre effettivamente l’incidenza dell’aterosclerosi e dell’infarto[/U]. Non è chiaro se ciò sia dovuto alla brevità del periodo di integrazione, o all’impossibilità dei supplementi di compensare l’azione di ulteriori fattori di rischio (tabagismo, dieta scorretta, sedentarietà, ereditarietà ecc.). Tuttavia: come messo in evidenza dagli importanti e grossi studi sotto riportati, [B][U]non[/U][/B][U] ci sono [B]prove[/B] di qualità che l’integrazione alimentare con acidi grassi omega 3 riduca il rischio di cancro o malattie cardiovascolari.[/U] [“[I]Omega-3 fatty acids for the primary and secondary prevention of cardiovascular disease[/I]“; “[I]Effect of omega-3 fatty acid supplementation on cancer incidence, non-vascular death, and total mortality: a meta-analysis of randomized controlled trials[/I]“; “[I]Omega-3 supplementation and cardiovascular disease: formulation-based systematic review and meta-analysis with trial sequential analysis[/I]“]. [U]Inoltre, gli approfondimenti sugli integratori di olio di pesce [B]non[/B] sono riusciti a supportare le affermazioni sulla prevenzione di infarti o ictus o esiti di malattie vascolari.[/U] [“[I]Associations of Omega-3 Fatty Acid Supplement Use With Cardiovascular Disease Risks: Meta-analysis of 10 Trials Involving 77 917 Individuals[/I]“; “[I]Clinical trial evidence and use of fish oil supplements[/I]“; “[I]Marine‐derived n‐3 fatty acids therapy for stroke[/I]”]. [B]Altre applicazioni “probabilmente” interessanti degli integratori di omega 3[/B] Gli ambiti nei quali il supplemento di omega 3 [B]potrebbe[/B] essere [B]interessante[/B], ma la rilevanza dei risultati è ancora insufficiente, sono: [LIST] [*]Miglioramento della massa muscolare nei soggetti che non assumono quantità sufficientemente elevate di proteine; [*]Riduzione del catabolismo muscolare, nei soggetti immobilizzati post-infortunio; [*]Miglioramento della glicemia / sensibilità-insulinica – in tutti gli ambiti pertinenti, come ad esempio la PCOS, nella quale tuttavia non sembra diminuire i livelli di androgeni. [/LIST] Ci sono evidenze assenti o [B]troppo limitate[/B], invece, sui benefici cognitivi [/QUOTE]
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